Empoli – Roma 0-1, le pagelle: toscani da rivedere, Nainggolan super, Ljiajic bocciato!

Radja Nainggolan Roma

Radja Nainggolan Roma

EMPOLI: 6 – nonostante la minaccia rappresentata dalla Roma alla vigilia, i toscani hanno saputo giocare una buona gara. Apparsi più reattivi rispetto ai giallorossi, pressando e chiudendo la partita in attacco. Una neo promossa che mostra miglioramenti nel gioco rispetto alla prima giornata.

Sepe: 6 – cresciuto nelle giovanili del Napoli, respinge di pugno al 12’ su conclusione angolata di Florenzi. Fa sua la sfera al 41’ in un’area piccola affollata dopo il palo di Maicon. Nulla può sulla sassata di Nainggolan dal limite che sigla il definitivo 0-1.

Laurini: 6 – sbaglia la posizione nella gara di Udine favorendo Di Natale. Oggi ha contenuto bene sulla fascia destra, vincendo diversi contrasti su Ljajic e Cole.

Tonelli: 5.5 – con Rugani forma la giovane coppia centrale all’italiana. Ha bisogno di crescere, ma comunque non ha demeritato nel confronto con Destro.

Rugani: 6 – la Juventus è sulle sue tracce. La personalità non gli manca così come il senso della posizione. Rischia in area piccola franando in scivolata su Pjanic.

Hysaj: 5.5 – sulla fascia sinistra risulta essere propositivo cercando in area Mchelidze in alcune occasioni nei primi 45’. Cala nella ripresa lasciando terreno a Florenzi e Maicon.

Croce: 6 – corre e tiene unito il centrocampo insieme a Vecino e Valdifiori. Si sacrifica anche in difesa (dall’ 80’ Zielinski: 5.5 – entra ed impegna da fuori area De Sanctis all’85’).

Valdifiori: 5.5 – è il regista schierato da Sarri fino all’ingresso di Moro. Le occasioni create da Tavano e Michelidze su corner partono dai suoi piedi. Nel secondo tempo cerca le geometrie per infilare la retroguardia della Roma mancando di lucidità.

Vecino: 6 – ha corso parecchio chiudendo gli spazi a centrocampo con Croce (dal 62’ Moro: 5.5 – fa il regista cercando di dare qualità alla manovra, spostando Valdifiori come intermedio).

Verdi: 6.5 – l’ex granata sfodera la classe e dimostra di essere cresciuto anche grazie a Ventura. Esegue buone giocate in slalom come quella al 50’ in cui mette paura alla difesa ospite (dal 62’ Pucciarelli: 5 – per lui qualche incursione senza gloria).

Tavano: 6 – mezzo voto in più se lo merita il compagno di reparto. Per lui una breve parentesi nella città capitolina e poco spazio, invece ad Empoli sembra aver trovato la sua dimensione. E’ sua al 7’ la prima conclusione del match e mette alla prova De Sanctis su punizione dal limite al 42’. Incostante nella ripresa.

Mchelidze: 6.5 – fa la torre, ma è anche mobile nonostante i centimetri. Da supporto alla manovra e gioca spesso spalle alla porta, facendo a sportellate con il greco Manolas. Al 77’ un gran tiro dai venti metri chiama agli straordinari De Sanctis. Rischia il giallo alzando il gomito su Florenzi.

All. Sarri: 6 – dà un’identità alla squadra, ma soprattutto fa capire ai suoi che non ci sono squadre da temere e ogni partita va giocata fino al 90’. Al primo tempo mette in difficoltà la Roma di Garcia con grinta e compattezza. Espulso al 73’ per proteste.

ROMA: 6.5 – rispetto alla gara d’esordio è mancata la continuità e la spinta sulle fasce, anche in virtù delle scelte dell’allenatore. Considerando che erano quindici anni che i giallorossi non vincevano al Castellani, il risultato positivo è duplice.

De Sanctis: 6 – senz’altro un portiere con grande esperienza infatti sul tiro potente di Mchelidze non rischia la presa mandando la palla a lato.

Maicon: 6 – al debutto stagionale si lascia alle spalle, anzi in Brasile, jet lag e pensieri inutili che potevano compromettere il suo rendimento dimostrando a Garcia di poter contare su di lui. Colpisce il palo a due passi da Sepe al 41’.

Manolas: 6.5 – Sabatini lo segue da tre anni e portarlo a fine mercato nella Capitale è stato un affare. Non fa rimpiangere Benatia e gioca diligentemente senza alcun timore, vincendo i contrasti aerei con Mchelidze e murando Tavano a fine gara.

Castan: 6 – un buon primo tempo fino al problema muscolare, che lo costringe ad uscire nell’intervallo. Ha intesa con il nuovo compagno di reparto, chiude sugli errori di Cole a sinistra (dal 45’ s.t. Astori: 6 –entra subito in partita limitando i tentativi dell’attacco empolese).

Cole: 5 – sembra impacciato qui in Italia, sarà l’adattamento. Eppure a Londra vinceva tackles e dominava la fascia. Deve iniziare a preoccuparsi di Holebas.

De Rossi: 6.5 – quando non c’è Totti, tocca a lui essere il leader. Lo fa con la grinta di un leone in ogni suo intervento, così come in Nazionale. Rimedia il giallo al 66’, meritato. Una diga tra difesa e centrocampo.

Pjanic: 6 – non si vede molto, ma il talento bosniaco ragiona sempre quando ha il pallone tra i piedi, servendo a Nainggolan la palla del match (dal 68’ Keita: 6 – intelligenza tattica a centrocampo).

Nainggolan: 7 – un motorino a centrocampo. Contrasta in ogni modo, è ovunque, pressa anche a fine gara. Ringrazia Pjanic per l’assist tirando una sassata da fuori area allo scadere del primo tempo, che vale i tre punti per la squadra.

Ljajic: 4.5 – un fantasma. La stagione è appena iniziata, lui è ancora in vacanza. Nessuna nota positiva, per questo è il peggiore della gara (all’82’ Gervinho: 5.5 – negli ultimi dieci minuti aiuta la squadra, chiudendo sulle fasce).

Florenzi: 6.5 – non si tira mai indietro, coprendo gli spazi senza mancare di precisone nel gioco. Al 12’ ottima coordinazione di destro al volo, che fa allungare Sepe. Quando va in velocità crea scompiglio nella difesa toscana con cross pericolosi da entrambe le fasce.

Destro: 6 – ricopre un ruolo che forse non esalta le sue caratteristiche di finalizzatore. Nonostante questo si dimostra abile nel proteggere la palla, prendere fallo e far salire la squadra. Si lamenta nel primo tempo per una dubbia trattenuta in area avversaria.

All. Garcia: 6.5 – ritiene Maicon pronto per l’esordio a discapito dei rumors, rivoluziona l’attacco con il turnover. Capisce che l’Empoli potrebbe far male in velocità e adotta una strategia incentrata sul possesso palla e sulla qualità dei suoi giocatori. Protesta animatamente con il direttore di gara per un presunto fallo su Pjanic e per poco non abbandona il terreno di gioco. Espugnando lo stadio dei toscani, aggiunge alla sua carriera un’altra soddisfazione, nonché tre punti.

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