Ferrero Show, triplo Djordjevic e le mani di burro di Abbiati: il pagellone della 5^giornata di Serie A

Massimo Ferrero Samp

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10 FERRERO – One man show. È lui la ventata d’aria fresca che sta sconvolgendo il calcio italiano. A Sky, nel pre-partita del derby, si inventa uno pseudo rap in rima per Ilaria d’Amico; a Mediaset, programma Tikitaka, ironizza con Pardo e gli ospiti sul gol in (presunto) fuorigioco della sua Sampdoria, riesce a far diventare “bacchettona” una giovane e bella Francesca De Andrè, nipote del grandissimo Fabrizio De Andrè, ed etichetta l’Udinese come ‘fuoco di paglia’, nonostante gli ottimi risultati della squadra friulana. Se questo è un assaggio di quello che ci farà vedere il neo presidente blucerchiato nei prossimi mesi, possiamo tutti prendere pop-corn, patatine, coca cola e metterci comodamente seduti a goderci lo spettacolo. GENIALE.

9 DJORDJEVIC – No, non stiamo parlando del grandissimo giocatore di basket che ha militato nel Barcellona e Real Madrid a cavallo del nuovo millennio. È l’attaccante della Lazio, che in una calda sera palermitana prende per mano i suoi compagni e piazza un hat-trick niente male, che spegne le critiche piovute nelle ultime due settimane su Pioli e i suoi giocatori e regala tre punti importanti per il cammino della squadra romana in questo campionato. DECISIVO.

8 CAGLIARI – Zemanlandia è tornata. O meglio, è finalmente arrivata nel campionato di serie A 2014-2015. A San Siro, complice la squadra di casa, il Cagliari gioca la sua miglior partita stagionale. Corre, lotta, combatte e asfalta letteralmente i nerazzurri, che non reagiscono e cadono a terra come un pugile suonato. KNOCK OUT.

7 ROMA, JUVE, UDINESE & SAMP – Quattro squadre e quattro ottimi risultati, se rapportati agli obiettivi delle rispettive squadre. Roma e Juve tengono il passo, cercano la fuga per la vittoria, sgomitano e domenica si affronteranno in singolar duello, per decidere chi potrà ambire a reginetta del ballo di Serie A. Sampdoria e Udinese invece sono partite come meglio non potevano immaginare: terza e quarta del campionato, mettendo in fila squadre come le milanesi, la Fiorentina, la Lazio o il Napoli. Dovessero continuare con questo passo, potranno giocarsi anche loro le chances per entrare in Europa. MAGIC MOMENT.

6 NAPOLI – Prima sufficienza della stagione per la squadra napoletana, che passa di misura contro il Sassuolo grazie a Callejòn. Il Napoli sembra un malato in riabilitazione: qualche piccolo miglioramento, qualche passo verso la luce, ma con molta calma. Il problema è che il Napoli non ha tutto questo tempo da sprecare, se non vuole rimanere fuori dalla lotta europea. IN RIPRESA.

5 TORINO & FIORENTINA – Evitano di farsi male in uno scontro che sembra più di fine Aprile che di inizio campionato. Le attenuanti ci sono tutte, sia da un lato che dall’altro: il Toro ha l’Europa League giovedì e sembra volersi risparmiare per sparare tutte le cartucce in campo europeo; la Fiorentina ha l’infermeria piena e nell’ultima settimana, appena Montella nominava un calciatore, sistematicamente questo si infortunava. ADDA’ PASSA’ A NUTTAT.

4 PALERMO – I rosanero prendono quattro sberle veramente forti. Parolo e Djordjevic passeggiano sulle macerie del Palermo, che in questo inizio di campionato non è ancora riuscita a vincere. Se Iachini non riuscirà a trovare il modo di digerire questi quattro cannoli indigesti, rischia di non arrivare neppure al panettone natalizio. RIMANDATO.

3 DENIS – Sbaglia il rigore che avrebbe potuto riaprire la partita. E 30 secondi dopo gli dei del calcio puniscono subito l’Atalanta, che subiscono lo 0-2 di uno straripante Tevez, che chiude la partita. Non è ancora tempo di preoccuparsi, ma l’atteggiamento della squadra non è stato quello combattivo che ci si aspettava. WORK IN PROGRESS.

2 INTER – Sul podio, medaglia d’argento, dopo la sconfitta per 1-4 non poteva che finire l’Inter. Male Nagatomo, espulso per doppia ammonizione, malissimo Vidic, controfigura del campione che ha calcato molti campi della Premier. È certamente una lancia a suo favore il doversi adattare ad un calcio diverso da quello inglese, ma gli errori commessi fino a qui sono stati abbastanza gravi. Forse il calcio italiano, essendo più lento di quello inglese, lo mette in difficoltà. RUN VIDIC RUN.

1 ABBIATI – È lui il re indiscusso di questa classifica. Il Milan, senza Diego Lopez, ha vinto una sola partita su tre e i numeri sono impietosi con Christian Abbiati. Nella gara del Manuzzi è lui a regalare il gol del vantaggio al Cesena, respingendo centralmente un tiro arrivato al rallentatore e facilmente parabile con una sola mano, a occhi bendati, girato di schiena. Ma tant’è e il Milan si è trovato sotto, a dover recuperare una partita, lottando non solo contro la stanchezza e il caldo, ma anche contro il proprio portiere. MANI DI BURRO.

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