PALERMO: COLPITO E AFFONDATO, POKER DELLA LAZIO AL BARBERA

 

 

 

 

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Palermo – Termina a Palermo la quinta giornata di campionato sul risultato di 0 – 4 . Sul palco del Monday Night sfilano da una parte i rosanero di Iachini, fresca sorpresa del campionato con un attacco giovane e pericoloso, dall’altra la Lazio di Pioli, vittima di uno start tutt’altro che positivo.
La partita vale molto più di 3 punti, è un mors tua vita mea per non finire a fanalino di coda della classifica, e si vede. Il Palermo dispensa tanta qualità e quantità, arriva infatti più volte vicino al vantaggio ma mai lo agguanta davvero. La Lazio crea meno, ma sa soffrire ed essere cinica. Sul secondo gol di Djordjevic i padroni di casa spengono i motori e i biancocelesti non si fanno attendere, tripletta del serbo e poker di Parolo quasi allo scadere.
E’ la dura legge del gol.

 
I PRIMI 45′ – Il Palermo ingrana subito bene nel primo tempo. Il 3-5-2 di Iachini è ottimo nelle verticalizzazioni, soprattutto su un centrocampo non troppo coperto come quello della Lazio.
Dybala e Belotti hanno buoni tempi di inserimento, supportati da Vazquez che fa da anello di raccordo tra centrocampo e attacco. La Lazio gioca peggio ma segna. La squadra di Pioli si mostra più sul contropiede che in fase di impostazione con la coppia Onazi – Parolo a centrocampo; nessuno dei due sembra avere le tempistiche adeguate a far gioco, ma funziona ugualmente. E’ proprio da un a ripartenza al 45′ infatti che arriva la pennellata di Candreva e l’inserimento di Djordjevic alle spalle di Terzi per lo 0-1. Poco prima il Palermo aveva rischiato di andare in vantaggio sia con Dybala che con Vazquez, quest’ultimo con un’azione encomiabile: saltando mezza difesa laziale e tirando appena fuori dallo specchio della porta.

 
SECONDO TEMPO – I rosanero provano l’offensiva alla ricerca del pareggio, mentre Pioli sposta gli equilibri con un cambio di modulo, da 4-2-3-1 a 4-3-3, che a fine partita diventerà un 3-5-2.
Laazar inizia con il piede sbagliato il secondo tempo e viene sostituito con Emerson al 10′. Poco dopo uscirà anche Candreva, con il fiato corto dopo la terza partita in una settimana, per far posto a Felipe Anderson. La solfa è sempre la stessa comunque: Il Palermo gioca una buona partita dal punto di vista tecnico e tattico. Dybala è incontenebile e fa ammattire Onazi che è costretto diverse volte al fallo, Vazquez sembra illuminato e in cerca del quarto gol stagionale, ma la Lazio è brava a farsi trovare pronta. I siculi lasciano un po’ di spazio per le ripartenze e la squadra di Pioli chiude bene la partita. Il gol che stronca il match lo firma ancora Djordjevic, al 75′, dopo averne sbagliato uno di tacco con la porta spianata poco prima. Per il Palermo è black out e secondo gol su ripartenza. Iachini prova a cambiare le sorti della gara togliendo Dybala e mettendo Makienok, ma la mossa non produce l’effetto sperato. Al 83′ infatti, Djordjevic sancisce la sua giornata perfetta con una tripletta niente male, grazie al suo mancino che sorprende Sorrentino. Il poker lo firma infine Parolo, al 93′, a partita già scritta, con un buon aggancio dopo una punizione battuta da Ledesma.

 
PALERMO – LAZIO 0 – 4

MARCATORI – DJORDJEVIC 45′, DJORDJEVIC 75′, DJORDJEVIC 83′, PAROLO 93′

PALERMO (3-5-2) – Sorrentino 5; Andelkovic 5,5, Terzi 5, Feddal 5,5; Morganella 6, Lazaar 5 (Emerson 10’st s.v.), Barreto 6, Rigoni 6; Vazquez 6,5; Dybala 6,5 (Makienok 30’st s.v.), Belotti 6. A disp. Ujkani, Vitiello, Bamba, Pisano, Daprelà, Emerson, Bolzoni, Chochev, Quaison, Ngoyi, Joao Silva, Makienok.
All. Iachini 5,5

LAZIO (4-2-3-1) – Marchetti 7; Cavanda 6, De Vrij 6, Cana 6, Braafheid 6,5 (Ciani 20’st s.v.); Parolo 6,5, Onazi 6, Candreva 6,5 (F.Anderson 12’st s.v.) , Mauri 6 (Ledesma 37’st s.v.), Lulic 5,5; Djordjevic 8. A disp. Berisha, Strakosha, Konko, Novaretti, Ciani, Pereirinha, Ledesma, Klose, Keita, Ederson, F. Anderson.
All. Pioli 6
MIGLIORE IN CAMPO SPORTMAIN: Djordjevic 8 – Una tripletta che parla da sè. Risponde prontamente alla chiamata di Pioli e supera tutti i dubbi sul posto da titolare là davanti.
Pane e cinismo.

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