Juve-Roma, il nervosismo vince sullo spettacolo. Inter, Mazzarri al capolinea?

Juventus vs Roma - Serie A Tim 2014/2015

Sul campo hanno vinto i bianconeri, fuori si combatte ancora colpo su colpo, a suon di dichiarazioni. Quella dello Juventus Stadium (tutto esaurito per l’occasione) è stata una partita intensa, e a tratti le squadre hanno espresso un buon calcio. Resta però il ricordo delle decisioni contestate, un tabellino con sette ammoniti e tre espulsi, tre rigori, una rissa in campo, una sfiorata fuori, con lo staff della Roma costretto a subire insulti dai tifosi in tribuna (il più bersagliato Ljajic, accenno di reazione da parte di Garcia e De Rossi).

IL RACCONTO DEL MATCH – Che fosse una partita già delicata lo si è capito dalle prime fasi di gioco, in cui entrambe le squadre sono parse intimorite dal rispettivo avversario. La prova che entrambi gli allenatori volessero vincere, la presenza dal primo minuto di Pirlo e Iturbe, rientrati da poco da un infortunio. Più imballato del solito il possesso palla della Roma, Juve brava a mettere a frutto la supremazia sulle fasce che il modulo 3-5-2 può garantire.


Le proteste dei giallorossi

Poi il primo episodio controverso: braccio di Maicon, involontario o meno, a ribattere sulla linea dell’area di rigore la punizione di Pirlo. Indecisione grave di Rocchi, che prima assegna la punizione poi, attorniato da giocatori della Juventus, osserva la linea tracciata con lo spray all’interno dell’area, ipotizza il rigore e lo fischia. Proteste giallorosse, espulso Garcia. Da questo momento in poi la gara si incanala sui binari dello scontro individuale e collettivo. Duelli al limite e tanto nervosismo. Quando le squadre tornano negli spogliatoi sul risultato di 2-2 (rigore di Totti, gol di Iturbe e altro penalty dubbio, realizzato ancora da Tevez, per fallo di Pjanic su Pogba) gli stati d’animo di giocatori e tifosi sono già compromessi. Nella ripresa, dopo un’occasione sciupata dalla Roma con Pjanic e una traversa di Morata, arriva lo splendido tiro di Bonucci per la vittoria finale (ma Vidal, in fuorigioco, ostruiva la visuale di Skorupski). Un pareggio avrebbe probabilmente accontentato entrambe le squadre, la beffa del 3-2 ha avuto l’effetto di scatenare reazioni veementi in campo (espulsi Manolas e Morata) e nel post-gara.

POLEMICHE ALL’ITALIANA, MA NON SOLO – Garcia, Totti e Sabatini hanno espresso con tono deciso la propria rabbia per le decisioni arbitrali. Garcia: “Qui le aree di rigore misurano 17 metri”. Totti: “Da anni si verificano certi episodi, con le buone o con le cattive vincono sempre. La Juve dovrebbe giocare un campionato a parte”. Sabatini: “È scientifico che i due rigori non c’erano e che il terzo gol è da annullare”. Non si sono fatte attendere le risposte della controparte juventina. Marotta ha definito inaccettabili le parole di Totti, mentre la moglie di Agnelli ha invitato il capitano giallorosso a lasciare lui il campionato italiano (e non la Juventus). Stessa battaglia ideologica (a sostegno della buonafede di Rocchi, o contro decisioni favorevoli alla Juventus) si è riproposta all’estero, come si può leggere tra i commenti di alcuni quotidiani europei (L’Équipe, Marca, The Guardian). Il quotidiano inglese Mirror ha aperto un sondaggio, chiedendo se Totti avesse ragione nel criticare l’arbitraggio. Il 93% dei lettori ha risposto di sì.

ANALISI TATTICA – Polemiche a parte, i giudizi espressi al di fuori dei confini italiani ci restituiscono l’immagine di una sfida che, per intensità e organizzazione tattica, non è risultata inferiore a quelle dei maggiori campionati esteri. Juventus e Roma hanno giocato a tratti un calcio tecnico, mostrando di poter costruire il gioco in modo fluido ed efficace. I bianconeri sono stati abili nel pressing, costringendo i giallorossi a velocizzare, in modo più frenetico del solito, le verticalizzazioni e le azioni in profondità. Allegri è riuscito a imbrigliare il gioco romanista, andando sistematicamente a bloccare sul nascere le manovre giallorosse (Skorupski è sempre stato obbligato al lancio lungo). Garcia ha forgiato una squadra che ormai sa di potersela giocare contro tutti, senza spavalderia ma con consapevolezza dei propri mezzi.


Disfatta dell’Inter al Franchi, i tifosi nerazzurri puntano il dito contro Mazzarri

ALLENATORI IN&OUT – Se il duello tra Juventus e Roma ha catalizzato l’attenzione degli appassionati, non può passare inosservato il terzo posto della Sampdoria. I blucerchiati di Mihajlovic hanno ottenuto la terza vittoria consecutiva (al Ferraris contro l’Atalanta) e, complice il pareggio dell’Udinese di Stramaccioni, volano in zona Champions. Sospiro di sollievo per Benitez, con il Napoli che batte in rimonta il Torino e risale in classifica, così come Milan (vittorioso nell’anticipo di San Siro contro il Chievo) e Lazio (3-2 sul Sassuolo). Respira aria d’Europa anche il Verona, che batte il Cagliari di Zeman, e risale anche il Genoa (disastroso l’avvio di campionato del Parma di Donadoni). C’è chi sale e chi scende. Crolla l’Inter di Mazzarri, che perde 3-0 in casa della Fiorentina, seconda sconfitta pesante dopo l’1-4 di domenica scorsa, e forse il segno che tra il tecnico toscano e la squadra qualcosa si è definitivamente rotto. L’esonero pare improbabile, ma la mancanza di reazione dei nerazzurri, e la rassegnazione che sembra avvolgere l’ambiente, non lasciano ben sperare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *