Dall’ammuina alla cazzima: Benitez cambia spartito, trova altri due tenori e rimette in marcia il suo Napoli, suonando la marcia trionfale contro il Verona

Napoli- Il lunedì del tifoso azzurro oggi è più bello del solito e il cielo torna a essere azzurro, calcisticamente parlando, come non lo era da tempo da queste parti. Il passo falso svizzero sembra essere ormai un brutto ricordo, anche se ancora non troppo lontano, e la goleada rifilata all’Hellas di Mandorlini fa ben sperare che stavolta il Napoli ha ben capito i piani tattici di Rafa Benitez comunicati in conferenza stampa con la parola in codice “Cazzimma”.

 

 

 

CAZZIMMA – Chi ha visto giocare il Napoli del dopo Bilbao, fino alla Young Boys, spesso e volentieri ha osservato in campo una squadra capace di creare, ma mai troppo cattiva sotto rete, devota allo spirito dell’AMMUINA, piuttosto che alla Cazzimma. Troppe volte infatti, vedi Chievo Verona, gli azzurri hanno giocato con il gatto col topo, senza piazzare mai la zampata vincente sotto porta, finendo poi addirittura con  il perdere gara, terreno in classifica e morale. Vero, la vittoria di ieri lascia il Napoli sempre a 8 punti dalla cima del campionato, e la parola scudetto pronunciata più volte dagli addetti ai lavori è un miraggio più che una realtà, ma quanto visto ieri in campo fa di che ben sperare per un cambio di rotta dall’ammuina alla cazzimma!

FATTORE H – Se Higuain fa l’Higuain e Hamsik fa l’Hamsik per le difese avversaria son dolori. Il primo gol messo a segno da Gonzalo è un concentrato di rabbia e determinazione, il Pipita quel gol lo inseguiva da tempo e finalmente l’ha trovato, arrivando poi a segnare una tripletta che sarebbe pure potuta diventare poker se non fosse per quel fuori gioco balordo. Hamsik è tornato re per una notte, segnando quei gol che solo lui sa fare… e come dimenticare Callejon? Higuain non avrà la strapotenza fisica di Cavani, Callejon non ha il dribbling ubriacante del Pocho e Marek deve ancora recuperare se stesso, ma gli interpreti sembrano essere quelli giusti e così cambiando i tenori il canto di gioia della vittoria torna a esplodere, trionfalmente, al San Paolo.

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