Marassi: il cimitero delle grandi, Antonini ferma la corsa Juve con un guizzo sul finale

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Genova – Termina 1 – 0 la partita tra Genoa e Juventus. In gol il subentrato Antonini, che finalizza un assist dell’ex bianconero Matri, al 93′. Partita sofferta per la squadra di Gasperini, che riesce comunque a stoppare momentaneamente la corsa scudetto dei bianconeri e portare a casa 3 punti difficili.

 

3 come Antonini – E’ la vecchia storia di Davide contro Golia comunque. Di una città, quella di Genova, che rinasce dal fango di un’alluvione straziante e ferma la capolista con tenacia ed umiltà. Poi da lì è un attimo, basta crederci, basta sperare nella bellezza del calcio.
Perin fa il resto, para tutto sul finale; Matri subentra ad un opaco Pinilla e s’inventa un passaggio sulla sinistra, al 93′, quando il Marassi stringe i denti e spera che la partita finisca il prima possibile. Poi lì, in quel momento, spunta Antonini, il numero 3, come i punti che vale la sua zampata sul finale, si inserisce e segna.
La bellezza del calcio, appunto.

 

L’analisi – L’impianto tattico delle due squadre non presenta grandi novità. La Juve scende in campo con il solito 3-5-2. Davanti Llorente vince il ballottaggio con Morata.
Per il Genoa modulo speculare ai bianconeri. La new dei rossoblù si chiama Mandragora; ha 17 anni, è una promessa della primavera genoana e Gasperini decide di farlo esordire in Serie A proprio contro la Juventus.
Già dai primi minuti si delinea per la capolista una partita tutt’altro che facile. L’andamento tattico del Genoa è chiaro ed efficace: pressing alto e ritmo concitato, con un alta densità in mezzo al campo. L’obbiettivo è chiaro, prevenire anzichè curare, stoppare il gioco juventino già dai difensori centrali, soffocando così la fase di impostazione sul nascere.
La Juve non ci sta e prova a correre come il Genoa, alternando momenti di battaglia confusa ad altri di lucida consapevolezza della propria superiorità tecnica, ma non funziona; Perin tira giù le serrande e aiutato da due pali, spegne tutte le speranze bianconere.
La Juve è comunque innegabilmente pericolosa quando riesce a ritagliarsi spazio per la manovra, ci prova infatti con Llorente al 23′ con una girata che termina sul palo, con Bonucci che tenta di testa su calcio d’angolo e spedisce la palla fuori di poco al 53′, poi ancora con Ogbonna al 70′, il quale tutto solo davanti alla porta spedisce la palla sulla traversa. Infine con Morata, sul finale, stoppato ben due volte da un provvidenziale Perin.
La squadra di Gasperini è brava ad interpretare il match, a saper cogliere forse l’unica vera grande occasione della partita. Sul finale la Juve cercando di portarsi in vantaggio alza di molto il baricentro, il Genoa ne approfitta al 93′, in contropiede, con un pallone sporcato da Matri sulla sinistra, che Antonini è bravo a mettere in rete, battendo Buffon.

 

Marassi – Il campo di Marassi fa indubbiamente il suo. Le condizioni dell’erba nell’impianto ligure sono disastrose per il bel gioco, ne ha pagato infatti il prezzo anche la Roma Sabato scorso contro la Samp. E’ una reminescenza del disastro atmosferico, quindi è concepibile, ma soprattutto perdonabile. Se poi si pensa alla battaglia che ha vinto Gasperini questa sera, si direbbe quasi funzionale.

 

 

 

 

 

 

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