L’editoriale: prova di fuga per la Juve, i due volti di Roma, i sogni genoani, le “poche” luci a San Siro

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IN ALTO – La decima giornata di Serie A strappa un sorriso alla Juve di Massimiliano Allegri che, dopo la sconfitta contro il Genoa, rialza prepotentemente la testa e va a riprendersi la vetta della classifica. Per i bianconeri il successo in casa dell’Empoli (0-2) ha (ri)dato quella certezza e quella fiducia che, ultimamente, in quel di Vinovo, erano venute a mancare. Un bel segnale in vista della sfida già decisiva contro i greci dell’Olympiacos in Champions League. Occhio però, non è oro tutto ciò che luccica: Allegri vince, ma resta da “sconfiggere” una minoranza (di tifosi per intenderci) ancor scettica, o meglio nostalgica. Scettica, in quanto non pienamente soddisfatta del lavoro svolto finora dal tecnico livornese (non parliamo di risultati, ma sul piano del gioco), nostalgica perchè non riconosce alla squadra la grinta e la cattiveria che aveva tanto contraddistinto la Juve targata Antonio Conte. Allegri, dal canto suo, è fiducioso, conta (e scusate il gioco di parole) sul forte sostegno dimostratogli dalla società e dai propri giocatori, conscio di poter contare sul neo gioiello bianconero Alvaro Morata. Il terreno per la fuga è già stato tracciato.

Morata

A VOLTE RITORNANO – Dopo anni di purgatorio, trascorsi ai vertici della zona Europa, a Roma il calcio ha preso una nuova piega. Da una parte i lupacchiotti, che già nella passata stagione hanno segnato la loro rinascita, contendendo, fino ad un certo punto, lo scudetto alla Juve. Dall’altra la Lazio rivitalizzata dall’arrivo in panchina di Stefano Pioli. I biancocelesti con la vittoria casalinga contro il Cagliari (4-2) nel Monday-night di questa decima giornata, agguantano il terzo posto proprio alle spalle dei cugini. Già i cugini che stanno attraversando il periodo più grigio dell’era Garcia. Dopo il tracollo con il Bayern, i giallorossi fanno fatica a rialzare la testa e la disfatta contro il Napoli al San Paolo lo ha confermato. In casa dei partenopei abbiamo assistito alla peggior Roma degli ultimi due anni, merito però del miglior Napoli visto quest’anno. Sorride invece Pioli, grazie ad una squadra che gira bene e diverte. Mancavano i gol di Klose, beh come ci si aspettava son arrivati pure quelli. Nella capitale la sfida è appena iniziata.

GENOVA SCALZA MILANO (?) – Verrebbe da pensare proprio a questo epilogo. Milan e Inter in chiare difficoltà, Genoa e Samp si prendono la scena e fanno sognare le rispettive tifoserie. Sponda Milan: Inzaghi, per il suo glorioso passato in rossonero, è sostenuto da tutti, dal presidente ai tifosi e così via. Sicuramente il ko interno contro il Palermo (una neopromossa) non andrà a toccare niente di quanto affermato poco fa. Naturalmente però bisogna invertire la rotta, visti i miseri due punti raccolti nelle ultime tre giornate. Lo stesso non si può dire per Walter Mazzarri, ormai ai ferri corti con l’intero popolo nerazzurro. La sconfitta contro l’ultima in classifica, ossia il Parma di Donadoni, ha fatto infuriare anche Thohir. L’Inter non va e l’avventura del tecnico sembra esser giunta ai titoli di coda. L’ombra di Roberto Mancini incombe.  Dall’inferno voliamo in paradiso, ove ad attenderci c’è la favola di Genoa e Samp. Una favola che merita di essere raccontata. I rossoblù con Gasperini hanno ritrovato il feeling con le vittorie, quelle vittorie che mancavano dai tempi del medesimo (era l’era di Milito e Thiago Motta). Con il sesto posto, ad una sola lunghezza dalla Lazio terza, l’Europa che conta non è un’utopia. E ancor meno lo è per i cuginetti blucerchiati. La Samp di Mihajlovic rappresenta una delle più belle realtà del nostro campionato, un mix di giovani e veterani. Da qui in poi il divertimento è assicurato.

FANALINI DI CODA – Sono bastate le prima dieci giornate per capire che quella per la salvezza sarà una lotta dura ed intensa, contesa tra diverse squadre. Un segnale forte lo lancia Di Francesco e il suo Sassuolo, che dopo le ultime brillanti uscite conquista un altro importantissimo punto in casa del Chievo (un’altra diretta interessata per la salvezza). I veronesi risiedono all’ultimo posto solitario con appena cinque punti e la cura Maran (subentrato in panca a Corini) non sembra funzionare. Respira, come anticipato, il Parma. I gialloblù sono i maggiori colpevoli della crisi Inter e De Ceglie lo è in modo particolare: sua la doppietta che ha steso i nerazzurri. Pareggiano Cesena e Atalanta rispettivamente con Verona e Torino. Perde l’Empoli contro la capolista Juve, ma la squadra di Sarri è viva e vegeta.

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