E. League: a Saint-Étienne l’Inter dura solo un tempo. Sall risponde a Dodò (1-1)

Stade_Geoffroy-Guichard_-_Saint-Etienne_(10-11-2013)
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SAINT-ÉTIENNE – Eppur si muore. Di delusione, soprattutto. Un’Inter double-face -gagliarda e padrona del campo per 45′ e poi implosa a causa di un episodio (pesa come un macigno un’incertezza di Vidic) per non riprendersi più, impatta per 1-1 allo stadio “Geoffroy Guichard” di Saint-Étienne e mantiene saldamente la testa del girone. Ma le buone notizie finiscono qui: nemmeno il vantaggio iniziale di Dodò spazza via il momento-no e, nella ripresa, l’Association Sportive de Saint-Étienne (d’ora in poi l’ASSE: al quale ha rischiato di finire appeso Mazzarri) va pure vicino a vincerla. Il tecnico nerazzurro per metà gara ha mostrato quella che, nelle sue intenzioni, è la vera Inter: peccato che, fatta la frittata, i suoi l’abbiano tradito sciogliendosi come neve al sole e lui stesso, intuendo la malaparata, si è adeguato al ‘mood’ sparagnino del secondo tempo. Un brodino, si dice in questi casi: che per poco non è andato pure di traverso all’ammalato.

NON PARE NEMMENO L’INTER – Inter in formazione rimaneggiata, con Mazzarri che, tuttavia, risparmia solo tre titolari, di fatto (Handanovic, Ranocchia e Icardi): per il resto è 3-5-2 d’ordinanza ed esordio di Bonazzoli (’97) dal primo minuto. Il Saint-Étienne, rispetto all’andata, cambia e passa a un 3-4-3: anche Galtier, come il suo collega italiano, è nell’occhio del ciclone e tanto vale giocare il tutto per tutto: sorprende solo l’esclusione dell’olandese Van Wolfswinkel a beneficio di Erdinç. Nonostante l’atmosfera caldissima e i proclami delle Forze dell’ASSE, l’Inter parte più decisa, una volta tanto e sfiora subito la rete con Kuzmanovic (6′), che ci crediate o no, uno dei pochi nerazzurri a salvarsi nelle ultime due uscite: questo per dare il polso della situazione. Eppure, nel ‘Calderone Verde’. gli interisti paiono ritrovarsi: attacchi a tamburo battente, buone transizioni sulle fasce (meglio nella metà campo avversaria Dodò e Mbaye, che nella propria, specie a sinistra dove la squadra di Galtier trova più corridoi per salire) e tante occasioni che manco negli ultimi 270′ messi assieme.

RICCIOLI NERI E I TRE TOCCHI – Il primo urlo stagionale di Palacio viene strozzato sulla linea (11′), poi un’ingenuità di Ruffier regala una punizione a due in area francese, ma sulla botta di Dodò è ancora salvataggio sulla linea (tocco di mano di Sall?). La sassaiola nerazzurra continua con un colpo di testa di Mbaye e un altro tracciante da lontano di Kuzmanovic: solo al 27′ le Forze dell’ASSE mettono la testa fuori ma Vidic fa buona guardia. Il gol è nell’aria e lo sigla Dodò in tipico Mazzarri-style sull’asse Mbaye-Dodò (è anche il primo gol stagionale di un terzino per l’Inter, cosa inusuale dato che gli esterni del tecnico toscano -si vedano solo Jonathan e Nagatomo l’anno scorso- finiscono puntualmente nei tabellini con gol e assist): cross da destra del senegalese, l’inzuccata di Palacio trova l’attento Ruffier ma la respinta è preda di Riccioli Neri che insacca a porta sguarnita. 0-1. I padroni di casa provano a reagire ma in chiusura si segnala solo tanta confusione e un cioccolatino di Kovacic che solo un salvataggio di Sall impedisce al Codino-radar di Palacio di scartare. 

NE-MANIAC VIDIC – Nella ripresa la musica è diversa: il problema è che, a cambiare involontariamente il disco, è proprio l’Inter. E si, perchè è un’indecisione di Nemanja Vidic al minuto 51 che, sugli sviluppi di un corner ottenuto casualmente dai francesi, concede a Sall la palla con cui il senegalese batte Carrizo: 1-1. E da lì quello degli ospiti comincia a suonare come il solito disco rotto dell’ultimo mese. ‘Les Verts’ prendono coraggio, specie con l’attivissimo Tabanou, e per i centrali nerazzurri, coadiuvati da un Medel preziosissimo anche per il solo fatto di materializzarsi ovunque -pur correndo a volte a vuoto, si fa più chiaro il simpatico significato del nome che i tifosi francesi hanno dato al loro stadio. Addirittura al 64′ è proprio Palacio a salvare l’Inter: nonostante le polveri bagnate, l’argentino è bravo a contrastare un tiro a centro sicuro di Hamouma.

QUASI QUASI PARE L’INTER – La ‘nuova’ Inter è tutta nel doppio cambio che vede, in rapida succesione, uscire un apprezzabile Bonazzoli per un centrocampista (Obi), laddove Galtier mette dentro anche Van Wolfswinkel per aumentare il numero di cannoni là davanti. Mazzarri poco dopo tornerà alle due punte (74′)con Osvaldo (al rientro dopo il recente infortunio) ma è chiaro che il tecnico aveva già fiutato che oramai non era più serata. Le Forze dell’ASSE hanno una nuova occasione al 73′ -agevolata da un errore di Dodò- ma la vera chance per completare il come-back arriva all’85’ quando Van Wolfswinkel fa tutto da solo, salta Andreolli e Juan Jesus -questa sera nelle vesti di capitano, più coraggioso di Ranocchia a nostro parere- e poi calcia in diagonale: il riflesso di Carrizo, ‘secondo’ deluxe, salva panca e cavoli a Mazzarri. Nel finale c’è tempo anche tempo per l’esordio in maglia interista di Andrea Palazzi e per una discesa di Osvaldo in pieno recupero: le gambe sono ancora quelle che sono e l’azione sfuma.

A META’ – Finisce 1-1: punto buono per il morale, per la classifica, per l’auto-stima o per un bel niente. Fate voi. La qualificazione, e la vetta del girone, a meno di una clamorosa dèbacle interna col Dnipro, non sono in discussione ma intanto il discorso-sedicesimi non è ancora chiuso. Un po’ come questa Inter: a due facce, incompiuta, scostante e incapace di chiudere anche un match che, per 45′ e anche in emergenza, aveva condotto col piglio della grande squadra. Quella che i ragazzi di Mazzarri forse non saranno mai, ma a folate paiono ricordare, come i flashback di un’altra vita vissuta chissà quando. L’errore di Vidic (tu quoque!) riporta tutti coi piedi per terra, anzi un pure sotto.

SAINT-ETIENNE-INTER 1-1 (0-1)

RETI: 31′ Dodò (I), 51′ Sall (SE)

SAINT ETIENNE (3-4-3): 16 Ruffier 5,5; 24 Perrin 6, 26 Bayal Sall 6,5, 19 Pogba 6-; 2 Theophile-Catherine 6,5, 18 Lemoine 5,5, 6 Clement 6,5, 27 Tabanou 6+; 21 Hamouma (68′ 13 Van Wolfswinkel 6+), 9 Erdinc 5,5 (57′ 28 Diomande 5,5), 7 Gradel 6,5 A disposizione: 30 Moulin, 11 Mollo, 20 Brison, 22 Monnet-Paquet, 23 Baysse. Allenatore: Christophe Galtier 6+

INTER (3-5-2): 30 Carrizo 6,5; 6 Andreolli 6+, 15 Vidic 5, 5 Juan Jesus 6,5; 25 Mbaye 6,5, 17 Kuzmanovic  6+ (83′ 96 Palazzi s.v.), 18 Medel 6,5, 10 Kovacic 5 (75′ 7 Osvaldo s.v.), 22 Dodò 6,5; 8 Palacio 5,5, 97 Bonazzoli 6- (66′ 20 Obi 6-). In panchina: 1 Handanovic, 9 Icardi, 23 Ranocchia, 54 Donkor. Allenatore: Walter Mazzarri 6+

Arbitro: Vincic;  Ammoniti: Tabanou (SE); Corner: 12-7

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