NBA rookies, i top e i flop

2014 NBA Draft

2014 NBA Draft

Con un decimo di stagione regolare NBA ormai alle spalle, è tempo dei primi bilanci. Prematuri, sia chiaro, ma comunque interessanti. E la lega professionistica non è mai avara di sorprese, sia positive che negative. Dai Cleveland Cavaliers di LeBron James ai Lakers di Kobe Bryant, tutti hanno qualcosa da mostrare, una missione da portare a termine per se e per i tifosi. Non sempre le aspettative vengono rispettate, complici infortuni, mancata alchimia o semplicemente sfiga. Ne sanno qualcosa i rookie, l’esercito di giovanotti in uscita dai college, ogni anno chiamati a risollevare le sorti di intere città a nemmeno vent’anni. E non tutti hanno la preparazione fisica e mentale per reggere la dura stagione Nba. Alcune volte infatti i General Manager prendono abbagli colossali, investendo vagonate di dollari in gente che non farebbe la differenza nemmeno al playground sotto casa. Clamorosi i casi di Stromile Swift nel 2001, scelto con il numero uno assoluto e poi rivelatosi un fenomeno da baraccone, o l’ancor più sconvolgente Sam Bowie (chi??) che nel Draft ’84 fu scelto alla numero due dai Blazers quando invece era disponibile un certo ragazzino di nome Michael Jordan, poi scelto da Chicago che ringraziò Portland per la svista, e scrisse le più belle pagine di questo sport.

Il draft 2014 – Anche quest anno assisteremo a sorprese e delusioni, applaudendo chi magari avrà scovato lo “steal of the draft” e fischiando chi avrà creduto nel classico “bidone”. Ma bando alle ciance e, in puro Brunolonghismo, andiamo a vedere i Top e i Flop di questo primo scorcio di stagione.

Flop 1 – Nik Stauskas: selezionato al numero 8 dai Sacramento Kings, l’ex guardia di Michigan sta faticando non poco nel sistema offensivo di Mike Malone, che premia soprattutto i lunghi. Se riuscirà a sfruttare i buchi lasciati dalle difese avversarie, colpendo dalla linea dei tre punti, guadagnerà sicuramente minuti importanti. Per ora 3.7 punti in 18 minuti.

Flop 2 – Zach LaVine: In ombra durante le prime partite, ha ora un’occasione d’oro grazie (o a causa) all’infortunio del play titolare Rubio. Le qualità ci sono tutte, sicuramente i 3 punti e 2 assist di media raggranellati fino ad ora lieviteranno.

Flop 3 – Andrew Wiggins: la prima scelta assoluta. Nonostante i 9 punti e 3.5 rimbalzi di media l’ex Jayhawk non ha entusiasmato nelle prime uscite, mostrando difficoltà nella selezione dei tiri. La pressione è tutta su di lui, scaricato senza pietà da LeBron James. Ma è sveglio e impara in fretta. Gli sprazzi di classe si sono intravisti, ora tocca a coach Flip Saunders cercare di farlo rendere al meglio nei derelitti Timberwolves.

Top 3 – Elfrid Payton – Cognome importante e tanta qualità per lui. Ad Orlando non si vedeva un play con questa personalità dai tempi di Penny Hardaway, con buona pace di Jameer Nelson. Primo tra i rookie con 6.4 assist ad allacciata di scarpe.

Top 2 – KJ McDaniels: Giocare in una squadra che inizia con 7 sconfitte di fila ha i suoi vantaggi e il buon Kj ne sa qualcosa. Con gli occhi di tutti puntati sull’altro rookie Embiid, McDaniels ha saputo sfruttare lo spazio concessogli, sfiorando la doppia cifra nei punti. E Phila l’ha pescato alla 32.

Top 1 – Jabari Parker: Serio candidato al titolo di Rookie of the year e il più “NBA ready” del draft, il buon Parker contribuisce alla causa Bucks con quasi 12 punti e 6 rimbalzi. Per ora Milwaukee è in linea di galleggiamento, dopo la tragica stagione passata, e merito di ciò è anche suo. Passasse un po di più la palla sarebbe perfetto, ma non possiamo chiedergli pure questo no?

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