Il difficile regno di King James

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Non sarà facile, ci vorrà pazienza. Parole dette da LeBron James durante l’ormai famosa intervista rilasciata a Sports Illustrated, quando annunciò il suo ritorno a Cleveland, la squadra dove ha mosso i primi passi e dove è diventato una leggenda. Sapeva che non sarebbe stato facile essere competitivi fin da subito, sia per la poca esperienza dei suoi giovani colleghi che per la poca alchimia tra i membri del roster. Un roster costruito ascoltando le sue richieste, non proprio entusiasta davanti alla prospettiva di giocare con Andrew Wiggins, la prima scelta assoluta del Draft 2014, pretendendo invece una squadra più “Nba ready” pronta dunque per lottare per il titolo. Il mercato estivo ha cosi portato alla trade Wiggins – Kevin Love , star da doppia doppia in quel di Minneapolis e pronto a sacrificarsi come terzo violino, voluto a tutti i costi da King James per ricoprire il ruolo che fu di Chris Bosh a Miami. Sono arrivati comprimari esperti come Mike Miller, James Jones (entrambi col Prescelto a Miami) e Shawn Marion. Il cambiamento ha coinvolto anche la guida della squadra, ora affidata a David Blatt, ex Treviso e fresco vincitore dell’Eurolega col Maccabi Tel Aviv. E poi c’è Kyrie Irving, ventiduenne playmaker ex prima scelta del Draft 2011, il primo dell’era post James, ed MVP dell’ultimo mondiale.

La ricetta della vittoria – La squadra c’è ma mancano ancora la cultura difensiva e la continuità, qualità che caratterizzano le cosiddette “contenders”. Ha un bel lavoro da fare coach Blatt, una vera sfida per uno che di vittorie ne sa qualcosa. In campionato i Cavs sono fermi a 6 vittorie e 7 sconfitte, ma sono addirittura settimi, e quindi virtualmente qualificati ai playoff, nella disgraziata Eastern Conference, dove potrebbe vincere chiunque (chi ha detto Philadelphia?) mentre ad Ovest se le suonano in allegria. Ieri notte James e compagni hanno asfaltato gli Orlando Magic con 32 punti di scarto e King James ha fatto la voce grossa con 29 punti e 11 assist in 31 minuti. Prestazioni sontuose che però si alternano a debacle inaspettate, frutto di poca lucidità nel finale e di scarsa esperienza di alcuni elementi, Kevin Love compreso. E in questo i Cavs somigliano molto ai primi Heat dell’era dei Big Three, quando erano un insieme di talenti stellari, fantastici solisti e finalizzattori belli da vedere, ma non ancora una squadra vera e propria. Il tempo diede poi ragione al presidente Pat Riley e al coach Spoelstra portando Miami a quattro finali in altrettanti anni e trasformando la squadra in un muro difensivo difficile da abbattere. Il James visto fino a questo punto in salsa Cavaliers è però un giocatore diverso da quello deill’approdo a South Beach, più uomo squadra, più maturo e più responsabile, e la prova sta nell’annuncio del suo clamoroso ritorno in Ohio, annunciato in sordina e senza riflettori puntati addosso, ben lontano da quel “the Decision” avvenuto in diretta nazionale, manco stesse parlando il Presidente Obama. Ora tutta questa esperienza accumulata deve essere trasferita sul parquet, indicando la via della vittoria ai compagni e migliorando giorno dopo giorno. Fino ad ora però LeBron non ha entusiasmato, giocando un basket più riflessivo e facendo un passo indietro, mettendosi più spesso al servizio della squadra, e ciò si è tradotto in una partenza al rallentatore. I Cavs però hanno bisogno del vero King James se vogliono arrivare nelle fasi finali dei playoff, per non dar ragione a tutti i critici. E sapete qual’è il primo critico di LeBron James? Se stesso: “Non sono per niente soddisfatto del mio livello di gioco espresso fino ad ora. Non sto giocando come dovrei”. Il Re fa autocritica, i tempi sono davvero cambiati. E gli avversari sono avvisati.

Classifiche Division – Queste le classifiche dopo le partite di ieri notte.

Atlantic Division: Raptors 12w 2l; Nets 5w 8l; Celtics 4w 8l; Knicks 4w 11l; 76ers 0w 14l;

Central Division: Bulls 9w 5l; Bucks 7w 7l;  Cavaliers 6w 7l; Pacers 6w 8l; Pistons 3w 10l;

Southeast Division: Wizards 9w 3l; Heat 8w 6l; Hawks 6w 5l; Magic 6w 10l; Hornets 4w 11l;

Pacific Division: Warriors 10w 2l; Kings 8w 5l; Clippers 8w 5l; Suns 9w 6l; Lakers 3w 11l;

Southwest Division: Grizzlies 12w 2l; Rockets 11w 3l; Spurs 9w 4l; Mavericks 10w 5l; Pelicans 7w 5l;

Northwest Division: Trail Blazers 11w 3l; Nuggets 6w 7l; Jazz 5w 10l; Timberwolves 3w 9l; Thunder 3w 12 l;

 

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