Il dottor Stranamüller: ovvero, come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare il Bayern Monaco

Thomas Muller funny

Per te che ne hai le scatole piene dei bavaresi ma ancora non vuoi tuffarti (alla Arjen Robben, facciamo: anche simulando va bene) sul carro del vincitore. Smetti di combattere una guerra inutile o segui questa breve guida pronta per l’uso?

Allora. Ci sono voluti, nell’ordine: -un’espulsione, -due panchinari in campo, -tre boiate difensive -e dio sa chissà cos’altro affinché, ieri sera, il complessato Manchester City europeo dell’ingegner Manuel Pellegrini battesse in extremis un Bayern Monaco reduce da 18 risultati utili consecutivi e 329′ di reti inviolate. Risultato? I campioni d’Inghilterra terminavano la gara stremati che manco un interlocutore di Maurizio Landini al termine di un dibattito in tv; i tedeschi invece, dopo l’ennesima partita tutta bella pettinata e senza manco un rigagnolo di sudore, visibilmente irritati: non tanto per l’irrispettosa rimonta quanto per la mancanza di tasche per le mani nei pantaloncini dei kit Adidas, cosa che renderebbe più comode le passeggiate ai limiti dell’area di Neuer e compagni nei momenti di svago tra un possesso palla e l’altro. E tutto per tre punti: e se in palio ci fosse stato altro? Non osiamo immaginare quali altre perversioni possa architettare il buon Pep (Dante unico difensore? Neuer portiere volante come nel calcio a 5? “Rifacciamo le squadre a metà tempo”? Brr…) qualora avesse intenzione di alzare il livello della sfida.

Bene. Adesso basta così. E’ tempo di mettere un freno alla Monaco-patia imperante: siamo sopravvissuti a mala pena alla Galáctica (l’epidemia che ha contagiato, a cavallo del nuovo millennio, i biNbiminkia fan del Real di epoca pre-Cris7iana) e alla barcellonite acuta, la sindrome che incuteva timore in tutta Europa e si trasmetteva tramite possesso palla. A differenza di Ebola, pare non avere ancora una cura, eccetto che le imperscrutabili, e soggette a variabilità probabilistica, leggi d… vabbè, i colpi di culo, dai. Delle due, l’una: o si mette su un catenaccio d’antan (ma tocca avere Samuel e Lucio tenuti in cattività per tutta la vigilia del match e li si colpisce a tradimento come ha fatto il Vate di Setubal, perdendo due anni di vita in due ore) oppure, più saggiamente, si segue la Via tracciata da quel visionario di Rudi Garcia e la sua Roma, che se l’è giocata a viso aperto ed è andato incontro eroicamente al proprio destino, divertendosi pure: nel secondo tempo del pestaggio avvenuto all’Olimpico il 21 ottobre scorso, i biancorossi hanno lasciato anche giochicchiare Gervinho & co. a ‘manita’ acquisita. Bastardi e pure magnanimi, ‘sti tedeschi.  

Arrendiamoci allora: e cavalchiamo l’onda finché siamo in tempo. Ecco 4 metodi facili facili per convivere, e sopravvivere, nei prossimi mesi (anni? decadi?) col sorriso sguaiato che Thomas Müller vi sbatterà ogni volta in faccia per ricordarvi che “ich bin ich, und ihr seid nur Scheiße“.

1. POS-SESSO ESTREMO – Darla tanto, darla sempre, non la tenere tutta per te. Liberalizzazione dell’amore stile anni Settanta? Macché: passatevi sempre la palla, fregandovene dell’avversario e fino alla noia, come nella celebre partita di calcio Germania vs Grecia tra filosofi immaginata dai Monty Python. Se tutto va bene, finisce 0-0 con voi in controllo totale del match; alla peggio, il pubblico scavalca le recinzioni, si divide in due fazioni e brutalizza voi e tre quarti dei giocatori del Bayern, chiedendo il rimborso del biglietto. Incivili.

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[eh?!]

2. RISOLVERE LA GRANA-NEUER  – -E come? –Lo faremo sembrare un incidente -Oh… –Come, sennò?

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[altro sport @omomani]

3. WALTER EGO – Ebbene si. A mali estremi, estremi rimedi. La soluzione è dentro di te (“e solo che è sbagliata”, chioserebbe Corrado Guzzanti), solo che non vuoi accettarla. Il calcio del 3000 del Bayern di Monaco ha un solo antidoto: il 3-5-2 mazzarriano interpretato alla lettera, senza eresie. Lo stesso Guardiola, in questo avvio di stagione, ha avuto una brevissima intuizione della Verità, un lampo che lo ha portato a schierare la sua squadra-Lego in un’occasione con un inedito 3-5-2 che i soloni della carta stampata, quando lo faceva il Va(l)te di San Vincenzo, giù fischi e sputazzi. Sarebbe curioso vedere i bavaresi contro un avversario schierato così: il passo successivo dovrebbe essere, appena dopo il calcio d’inizio, l’aprirsi a metà campo di uno squarcio il quale potrebbe provocare una reazione a catena “che scomporrebbe la tessitura del continuum tempo-spazio” (cit. Doc), risucchiando in se stesso il Reale (anche il Real non sarebbe male: ma poi Florentino è capace di spendere 3400 mln di euro in una botta per rifare tutta la rosa, e quindi queste fantasie sconce teniamocele per noi) generando un “worm hole” che, a  confronto, quello di “Donnie Darko” o “Interstellar”, cioè levati proprio*

*(resta inteso che questa ‘scorciatoia’, che permetterebbe di viaggiare più velocemente da un punto all’altro della galassia, sbucherebbe nell’universo parallelo in cui la Reggina, pur partendo con una penalizzazione di -11, stavolta non si salva ma, in compenso, vede Zenga diventare allenatore dell’Inter per la stagione 2013/2014. Caro, vecchio Walter: “è tua“!)

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[“… però manca la Champions’ di Mazzarri del 2016. Bella fregatura”]

4. METTERE IN CRISI PEP (VEDI IMMAGINE) – Servono altre spiegazioni? Dai, su: non posso mica spoilerare tutto io. Scegli solo tu chi vuoi che sia Lui, Lei e l’Altro e fai lavorare la fantasia. Ti do’ solo un suggerimento: come li metti li metti, Pep in mezzo a quei due manco morto ci vuole stare.

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[XxX]

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