Un’Inter in 10 riconquista “San Siro” e l’Europa: 2-1 in rimonta al Dnipro

Inter-Dnipro

Mancini ‘regala’ a “San Siro” una rimonta gagliarda e l’Inter festeggia i 50 anni del tecnico con la prima vittoria della nuova gestione

MILANO – Roberto Mancini è (anche) un uomo fortunato. Scommettiamo che se si fosse trovato in questa situazione Walter Mazzarri, il superlativo Handanovic magari non lo parava il rigore e Konoplyanka avrebbe portato i suoi sul 2-0. E invece, nonostante un inizio davvero brutto, i nerazzurri trasformano lo shock in energia positiva e, prima, trovano il pareggio con Kuzmanovic poi ribaltano la gara nella ripresa con Osvaldo dopo essere rimasti in 10 a causa della sciagurata serata di Ranocchia, capitano sempre più incerto di questa Inter. Il resto è una resistenza gagliarda ma nemmeno così sofferta fino al fischio finale che vale sedicesimi di finale e primo posto: a Qarabag sarà una gita di piacere e poi appuntamento a febbraio 2015.

V.M. 18 – Mancini vara finalmente un 4-3-1-2 col trequartista (Hernanes, a riposo Kovacic) e rispolvera Osvaldo, al ritorno dal 1′ e al gol; a centrocampo Guarin, Kuzmanovic e Medel. Markevych schiera invece gli ospiti solo solito 4-2-3-1, puntando tutto sulla batteria di frombolieri dietro Kalinic, in particolare l’ambito Konoplyanka e quella vecchia volpe di Rotan. Ed è proprio il capitano del Dnipro a portare avanti i suoi al 16′. Dopo un avvio timoroso dell’Inter, gli ospiti passano con un’azione avviata da un errore di Juan Jesus: sulla conclusione di Konoplyanka, Handanovic smanaccia incerto e la respinta è preda di Rotan che fa 1-0. Ranocchia, già in difficoltà di suo, becca un ‘giallo’ e mostra gravi limiti in fase di impostazione: quando al 27′ Guarin mette giù ingenuamente Cheberyachko, sembra che il penalty debba rovinare il 50esimo compleanno del Mancio. E invece Handanovic para l’ennesimo rigore di un 2014 mostruoso (quantomeno dagli 11 metri…) e ipnotizza proprio quel Konoplyanka che a “San Siro” ci teneva a fare bene.

IN SERBO DA ALCUNI MESI… – Gol sbagliato, gol subito? Nessuna sorpresa, è legge su cui si regge il Sistema Calcio. Meno prevedibile è che il pareggio, tre minuti dopo, lo segni quel Kuzmanovic oramai da mesi alla ricerca del primo ‘timbro’ nerazzurro: spiovente su punizione in area ospite, la sfera finisce sul piattone del serbo che, di precisione, fa 1-1. Pareggio immeritato per il meritato premio del n.17 che, a fronte di mezzi tecnici limitati, è da un mese e mezzo uno dei più intraprendenti di questa Inter ‘di transizione’. La frazione si chiude con l’Inter in avanti (Nagatomo sbaglia davanti a Boyko e poi si infortuna: entra Campagnaro) e il Dnipro che pare aver accusato il colpo.

NONOSTANTE RANOCCHIA – Macché. Pronti-via e Ranocchia mette la sua personale ciliegina sulla torta del tecnico jesino con la seconda ammonizione della serata: all’ennesimo fallo (stavolta è Rotan a giocarlo) e il signor Madden non può dar altro che espellerlo. Anche stavolta un potenziale evento negativo si trasforma nel viatico per il ribaltone, come per il penalty nel primo tempo: non si può dire che le prime due uscite del Ciuffo in panca non siano state baciate dalla fortuna… Ma quest’ultima, si sa, aiuta gli audaci e dopo l’ennesimo miracolo di Handanovic (anche se  Fedetskiy era in offside) ecco al 5′ la rete di Osvaldo: Hernanes ha il primo, vero guizzo da trequartista e imbecca l’italo-argentino che con un bel diagonale fa 2-1. Mancini non fa in tempo a mettere dentro Andreolli per riequilibrare le cose che, al 7′, ancora il portiere sloveno su Kalinic e poi Juan Jesus sulla linea evitano l’immediato pareggio. Con l’uscita di un Icardi poco incisivo si passa al 4-4-1 con Guarin mezzapunta ‘à la Mazzarri’ e per 10 minuti l’Inter controlla in scioltezza con gli ucraini che, paradossalmente, paiono non saper capitalizzare la superiorità numerica.

RESISTENZA, MA CON JUICIO – L’ultima mezz’ora è, fisiologicamente, di sofferenza ma nemmeno troppa: Mancini perde anche Hernanes (in dubbio pure lui per Roma? Ahia) e con Obi passa a un centrocampo tutto muscolare, affidato unicamente a qualche ‘strappo’ di Guarin e un paio di sortite di Dodò, sempre preferibile dalla metà campo in su anche se sempre senza la giusta cattiveria per affondare. Osvaldo si sbatte nel doppio lavoro di raddoppio a centrocampo e di sfida solitaria alla difesa ospite, sempre schierata. I tre cambi di Markevych non sortiscono grandi effetti e, al solito, è un’ingenuità nerazzurra che per poco non rianima il Dnipro: Juan Jesus concede una punizione dal limite e Rotan sfiora la doppietta personale con un bel tentativo (81′). Anzi, c’è tempo per altri due brividi: prima Handanovic -chi, sennò?- esce alla disperata su Konoplyanka e poi il guardalinee annulla il 2-2 su inzuccata a Seleznyov per un leggero offside (90′): giusta la chiamata ma anche col pari per i nerazzurri non sarebbe cambiato nulla, stante l’1-1 tra Saint-Étienne e Qarabag. Finisce così, tra gli applausi (non solo di sollievo) di “San Siro” che si riconcilia con la sua squadra -più che altro i settori snob della tribuna, la Curva lo era anche con Mazzarri- e, pur dopo un avvio horror, riassapora il gusto della vittoria. Archiviata la pratica Europa League, ci si rivede a febbraio: ora c’è la proibitiva trasferta capitolina con la rosa incerottata.L’impressione è che, dopo lo scampato pericolo nel derby e la felice serata di coppa, il futuro potrà prendere finalmente forma da lunedì prossimo, indipendentemente dal risultato dell’Olimpico. Se poi dovesse scapparci anche un risultato positivo, beh, altri 50 di questi auguri buon (e fortunato) Mancio.

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INTER-DNIPRO DNIPROPETROVSK 2-1 (1-1)

Reti16′ Rotan (D), 31′ Kuzmanovic (I); 50′ Osvaldo (I)

INTER (4-3-1-2): Handanovic 7; Nagatomo 5,5 (37′ Campagnaro 6-), Ranocchia 4, Juan Jesus 5+, Dodò 6; Guarin 6, Medel 6+, Kuzmanovic 6,5; Hernanes 6+ (61′ Obi 6); Osvaldo 7, Icardi 5,5 (55′ Andreolli 6+). In panchina: Carrizo, Palacio, Krhin, Bonazzoli. All.: Roberto Mancini 6,5 (in panchina Giulio Nuciari). 

DNIPRO D. (4-2-3-1): Boyko 6; Fedetskiy 5,5 (70′ Matheus 5,5), Douglas 6, Mazuch 5+ (82′ Seleznyov s.v.), Vlad 6; Kravchenko 6 (73′ Bruno Gama 6), Cheberyachko 6,5; Luchkevych 6+, Rotan 6,5, Konoplyanka 6+; Kalinic 5. In panchina: Lastuvka, Leo Matos, Shakhov, Politylo. ​All.: Myron Markevych 6

Arbitro: Madden (Sco) 6,5

Espulso: Ranocchia al 46′ per doppia ammonizione. 
Ammoniti: Hernanes (I), Guarin (I)
Corner: 2-3

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