NBA, cuore Duncan, tenerezza Phila

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Solo quattro le gare nella notte a stelle e strisce Nba. Giocano, o almeno ci provano, anche i 76ers e naturalmente ne perdono un’altra, spazzati via dai campioni in carica Spurs. Coach Popovich prova ad aiutare il tecnico avversario Brett Brown, suo ex assistente, non schierando sia Duncan che Parker e Brown lo imita da vero discepolo non schierando Noel e Wroten. Il risultato è il nuovo nome di battesimo di Philadelphia: 17ers, dove 17 non sta per gli anelli vinti ma per le sconfitte consecutive, ad un passo dal leggendario 18 dei New JerseyNets. Gli Spurs si affidano a Leonard che ne mette 26 mentre il nostro Beli fa registrare 11+7 rimbalzi anche se con qualche errore di troppo. È invece commovente vedere Michael Carter-Williams lottare e produrre una quasi tripla doppia, il problema è che purtroppo è un predicatore nel deserto. Ci prova Shved con 19 punti a fungere da supporter, ma gli Spurs non se ne accorgono nemmeno e la partita va in ghiaccio sul 109-103. Piccolo rimprovero per Tim Duncan: nei giorni scorsi il caraibico si è reso protagonista di una bella donazione economica ad un centro di ricerca sul cancro nella sua San Antonio. Caro Tim visto che c’eri perché non fare qualcosa anche per i Sixers? Un consiglio, una pacca sulla spalla, un libro con le barzellette su Phila, qualunque cosa per portare un po di ottimismo nella città dell’amore fraterno, che da oggi potremmo ribattezzare Città della sconfitta eterna. C’è da dire che la dirigenza dei Sixers ce la sta mettendo proprio tutta per…perdere in maniera eclatante e imbarazzante. In America lo chiamano “tanking”, che non vuol dire ringraziare ma perdere di proposito in modo schiacciante cosi da avere più chance per una prima scelta. E già immaginiamo il giorno del Draft tutti i giovani prospetti toccare ferro per evitare di sentire il loro nome accostato a quello di Phila (“ehi hanno chiamato te” “no che dici, ho sentito il tuo nome, io non mi alzo dalla poltrona”). Magari tra qualche anno saranno una contender, una squadra imbattibile e rispettata ma per ora gli eredi di Dr J, Charles Barkley ed Allen Iverson fanno solo tenerezza.

L’altra Nba – Nel mondo reale invece si sono disputate altre tre partite. A Washington DC i padroni di casa stoppano Wade e i Miami Heat imponendosi col punteggio di 86 a 107, i Clippers si sbarazzano facilmente dei T’Wolves, altra squadra materasso ma almeno con qualcosa che assomigli ad un progetto serio (ok il progetto è perdere senza pietà ma conservando la dignità, capito Phila?). Lo score dice 127 a 101 per i biancorossi guidati da Griffin e Redick. Chiusura per Denver che vince l’ottavo match sugli ultimi nove disputati battendo gli ostici ma perdenti (ormai va di moda) Jazz in quel di Salt Lake City con un attacco bilanciato in cui partecipa anche Gallinari con 6 punti. Le ostilità si concludono sul 103 a 101 per i Nuggets.

Playoff rankings – Raptors, Wizards, Bulls, Hawks, Bucks, Cavaliers, Heat e Pacers ad Est, Grizzlies, Warriors, Spurs, Rockets, Trail Blazers, Mavericks, Clippers e Suns ad Ovest.

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