Il gol di Pirlo, la papera di Iacobucci e la vittoria della Roma: il pagellone della 13^esima giornata di Serie A

Pirlo-Torino-300x225

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10 PIRLO – Un campione. Un uomo, come direbbe Piccinini,” ‘ccccezionale!”. Trova il gol vittoria a pochi secondi dalla fine del derby e tiene la Juventus 3 punti sopra la Roma. Una prova di carattere sua e di tutta la squadra, che in 10 contro 11 lotta e combatte fino all’epilogo finale. EROE.

9 BRUNO PERES – Finisce al secondo posto soltanto perché la sua perla non è valsa il pareggio. Il gol di Pirlo fa scendere di un voto la magia assoluta di questo “terzino”, che corre come Bolt e lascia alle sue spalle gente come Evra e Vidal. Non contento trova un tiro ad incrociare sul secondo palo, che già di per sé sarebbe comunque una giocata difficile da trovare. E invece il giovane brasiliano, dopo quasi 80mt di corsa, non ci pensa su e sigla uno dei gol più belli dell’anno. CHE GOL!

8 ROMA – La squadra di Garcia, alle 19.40 circa di domenica pomeriggio, stava già assaporando i due punti che avrebbe potuto recuperare sui campioni in carica juventini in caso di vittoria sull’Inter. Poi ci pensa Pirlo e la Roma torna a -6. Una batosta non indifferente, pensando che da lì a poco bisogna entrare in campo contro l’Inter di Mancini. Una reazione strepitosa dei giocatori della squadra capitolina e si ritorna a -3. Questo si chiama carattere. SQUADRA.

7 NAPOLI – Che carattere! In 10, a Marassi, contro la Sampdoria, a pochi minuti dal termine in pochissimi avrebbero pensato ad un gol del Napoli e ad un insperato pareggio. E invece grazie al cuore partenopeo e alla tecnica di gente come Higuain, il Napoli confeziona un’azione conclusa dal colpo di testa di Zapata, che regala il gol del pareggio e il terzo posto alla formazione di Benitez. ANEMA E CORE.

6 MILAN – La vittoria sull’Udinese, figlia di un gol regolare non visto (saluti da Muntari) e di un rigore quantomeno generoso, al netto delle occasioni è anche meritata. La squadra di Strama non combina molto e Totò Di Natale la palla la vede pochissimo. Molto bene Menez, che a differenza del Faraone tiene la palla bassa e infila il portiere friulano sia su rigore che su azione personale. Un’iniezione di fiducia che potrebbe portare il Milan e lottare seriamente per il terzo posto. IN RIPRESA.

5 INTER – Le sfide contro la Roma le aveva chiuse sempre in positivo, il Mancio. Questo però accadeva quasi 10 anni fa e i tempi sono nettamente cambiati. La squadra di Mancini ha la grande capacità di reagire, ma in difesa è come un gigante con i piedi d’argilla. Crolla alle accelerazioni dei giocatori della Roma e viene polverizzata dalla punizione di Pjanic. La possibilità di riprendersi c’è, ma il tempo a disposizione del tecnico non è infinito. PASSO FALSO.

4 CAGLIARI – La difesa del Cagliari ha impersonato, in questa domenica, la filosofia zemaniana. Tanto attacco e poca difesa. Peccato che in serie A, se la giornata è quella sbagliata, rischi di fare brutte figure. COLABRODO.

3 PARMA – Perdere, perdere e ancora perdere. Al momento al Parma non riesce altro. Però sono molto bravi eh, c’è da ammetterlo. SERIE B?

2 VENTURA – Per quanto sia stato provocato, il gesto del tecnico del Torino è qualcosa che non vorremmo mai vedere su un campo da calcio. Sicuramente è stato qualcosa di istintivo e irrazionale, ma Mister Ventura deve dare il buon esempio, come ha sempre fatto in tutta la sua carriera. PICCOLA CADUTA DI STILE.

1 IACOBUCCI – Andare a farfalle a inizio Dicembre è qualcosa che proprio non si può vedere. E se il Parma è in quella zona di classifica, tutta colpa di Donadoni non può essere. E se guardate il secondo gol preso, capirete che non lo è. DISASTRO.

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