Ripresa-incubo: l’Udinese rimonta l’Inter e sbanca “San Siro” (1-2)

Mancini

Altro che svolta: l’Inter affonda contro l’Udinese di Stramaccioni dopo una gara ‘double-face’. Ora lo psico-dramma è dietro l’angolo. Che Mancini non avesse la bacchetta magica si sapeva: ma quando durerà la luna di miele col pubblico?

MILANO – Continua il calvario dell’Inter che, nella gara del riscatto, dà vita a una serata double-face nel corso della quale, prima mette alle corde l’Udinese e poi, improvvisamente, scompare dal campo, subisce il pari e, tanto per aiutare un po’ di più gli ospiti, si fa male da sola con uno sciagurato errore di Palacio che regala il 2-1 alla squadra di Stramaccioni. E così dalla possibile svolta per Mancini (in fondo, dopo il terribile avvio con Milan e Roma, era da qui che partiva la sua ‘nuova’ Inter) si passa al ritorno al sorriso per Stramaccioni che, con pazienza, buon senso e un po’ di fortuna porta a casa tre punti fondamentali e torna casa con tante nuove sicurezze proprio dopo aver battuto quei nerazzurri che, parole sue, porta sempre nel cuore.

A TUTTO GAS – L’Inter domina in lungo e in largo la prima frazione, non tanto per meriti propri quanto per l’atteggiamento degli ospiti: nelle idee di Stramaccioni Bruno Fernandes dovrebbe aiutare Di Natale a sentirsi meno solo ma, complice un certo timore nell’impostazione e gli svagati Allan e Guillherme, che svaniscono una volta fatta la fase difensiva, l’Udinese è tutta in un colpo di testa di Badu sul finire e su un tentativo del suo n.10 che stava per segnare la classica rete-beffa (35′) su un’azione avviata da un errore di Ranocchia. Sull’altro fronte, l’atipico albero natalizio di Mancini (Palacio in realtà si allarga molto, come pure Guarin dall’altra parte, così che spesso Kuzmanovic vada a occupare la mattonella centrale da incursore e Icardi quella di… rifinitore) crea continui grattacapi ma senza pungere mai. Questione di intensità e di meccanismi da oliare ma, come detto, grande merito va pure ai friulani.

PARTITA #1 – Con Nagatomo più timoroso, è dalla parte di Dodò (ottimo una volta passata la linea di metà campo) che l’Inter sviluppa le sue trame: volenterosi Kuzmanovic e Medel, per quanto imprecisi, latita Kovacic che però ‘strappa’ un paio di volte e dà la solita impressione di poter dare vita a coast-to-coast che manco in una gara di NFL: solo l’impressione, per carità, ma quanto basta per spaventare oltre il dovuto un’Udinese già rinunciataria. I nerazzurri provano più volte l’imbucata ma, a onore del vero, preoccupano il giusto Karnezis: la vera fiammata è al 22′ quando, su uno dei tanti buoni spunti del primo tempo, Guarin si beve Piris e mette in mezzo per il croato che, nel traffico dell’area di rigore, stoppa e spara sulla traversa. C’è tempo per un tiro di Medel da fuori e una sforbiciata à la Djorkaeff di Kovacic poi, un minuto prima del recupero, i padroni di casa passano: la squadra di Mancini sfonda al centro e Guarin, dal limite, imbecca Icardi che batte in uscita il portiere bianconero (44′): 1-0 che rende palpabile un vantaggio che, altrimenti, sarebbe stato solamente quello effimero ai punti.

PARTITA #2 – Poi, nella ripresa, si cambia scenario. Vuoi per il crollo fisico dell’Inter, vuoi per il caso, vuoi che la squadra di Mancini imbocca uno di quei ‘worm-hole’ e si ritrova in una dimensione parallela in cui viene presa a schiaffi da un’Udinese padrona del campo. Fatto sta che dopo pochi minuti, l’aria pare cambiata: i ragazzi di Stramaccioni, dopo un’occasione concessa a Juan Jesus (51′) cominciano ad affacciarsi con continuità dalle parti di Handanovic e tutto ciò che si è detto sulla prima frazione va a farsi benedire. Il campanello d’allarme è un tiro di Di Natale, tutto solo, sugli sviluppi di un angolo e poi una gran parata di Handanovic sempre sull’attaccante napoletano dopo un liscio di Dodò, Stramaccioni ha fortuna (e bravura) a non cambiare subito: e da un’ottima combinazione che apre le maglie nerazzurre, Bruno Fernandes si trova al limite dell’area e, con una puntata al volo, uccella Handanovic (60′): 1-1. Da lì l’Inter, a parte una timida reazione, esce dal campo. Per paradosso, la cosa meno peggio è un errore individuale, proprio perché casuale, lo sciagurato retropassaggio di Palacio che, al 71′, manda in porta il neo-entrato Thereau che a porta vuota deposita in rete il gol della vittoria (1-2). 

DALL’UDINESE… ALL’UDINESE – Nel mezzo c’era stata un’ottima occasione per Kovacic (63′) per riportare avanti i suoi e poi una per Fernandes di realizzare la prima doppietta in Serie A (65′). Dietro, tra Ranocchia, Juan Jesus e Dodò, è la sagra dell’errore e gli ospiti hanno più volte spazi per fulminare con le loro ripartenze. L’unico che ci prova, in modo lodevole ma confusionario, è Guarin: e vedere il colombiano doversi prendere la squadra sulle spalle è tutto dire. Si finisce con un’altra chance per Thereau e l’assedio finale (dentro Bonazzoli, fuori anche Dodò, infortunato) che è più qualcosa del caos ragionato già visto ai tempi di Mazzarri che un’ondata con un minimo di costrutto. La beffa finale sarebbe potuta essere un’inzuccata di Handanovic contro la sua ex squadra sull’ultimo, disperato, calcio d’angolo, ma i friulani si salvano. E l’Inter continua a non vincere, inanellando la seconda sconfitta consecutiva: 17 punti dopo 15 giornate cominciano a diventare da incubo e, più che di terzo posto, forse si dovrebbe cominciare a riflettere di come, domenica dopo domenica, il margine di sicurezza sulle pericolanti si stia assottigliando. Sull’altro fronte, dopo aver perso la gara che voleva vincere (col Milan), Stramaccioni torna al “Meazza” e vince contro la ‘sua’ Inter. La sua gara, rinunciataria all’inizio, bella e fortunata nella ripresa, è tutta in due sorrisi: quello amaro al gol di Icardi, quello di sollievo nel finale quando abbraccia i suoi e, in fondo in fondo, pensa a come sia finita la sua esperienza nerazzurra: con un 2-5 proprio dall’Udinese. Ora si che la sua carriera può davvero ricominciare.

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INTER-UDINESE 1-2 (1-0)

MARCATORI: Icardi (I) al 44′ p.t.; Bruno Fernandes (U) al 15′, Thereau (U) al 26′ s.t.
INTER (4-3-1-2): Handanovic 6+; Nagatomo 5, Ranocchia 5, Juan Jesus 5,5, Dodò 5,5 (dal 44′ s.t. Bonazzoli s.v.); Guarin 6+, Medel 6- (dal 45′ s.t. D’Ambrosio s.v.), Kuzmanovic 5,5; Kovacic 5,5; Icardi 6,5 (dal 22′ s.t. Osvaldo 5,5), Palacio 4,5 (Carrizo, Berni, Andreolli, Campagnaro, Vidic, Obi, Mbaye, Krhin, M’Vila). All. Mancini 5,5
UDINESE (3-5-1-1): Karnezis s.v.; Heurtaux 6,5, Danilo 6-, Piris 5,5; Widmer 6+, Badu 6,5, Guilherme 5,5, Allan 5+ (dal 36′ s.t. Pinzi s.v.), Pasquale 6-; B. Fernandes 7; Di Natale 6,5 (dal 19′ s.t. Thereau 6,5). (Brkic, Scuffet, Wague, Belmonte, Bubnjic, Hallberg, Kone, Gabriel Silva, Geijo, Evangelista). All. Stramaccioni 6,5
ARBITRO: Gervasoni di Mantova
NOTE: ammoniti Dodò (I), Pinzi (U) e Bonazzoli (I) per gioco scorretto

MIGLIORE IN CAMPO SPORTMAIN: Bruno Fernandes

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