A Baku vince prima la noia, poi la disperazione: Qarabag-Inter 0-0

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Nel gelo di Baku, prova non giudicabile degli uomini -pardon- dei ragazzi del Mancio che si limitano al compitino e, nel finale, per poco non concedevano una incredibile (e, vivaddio!, meritata) qualificazione al volenteroso Qarabag

BAKU (Azerbaijan) – Al ‘Tofiq Bahramov’ il termometro segnava 4 gradi ma i 22 protagonisti in campo hanno fatto ben poco per scaldare il pur numeroso pubblico accorso sugli spalti per spingere la formazione locale a una prestigiosa impresa europea. Alla fine, quasi spiace per il Qarabag che, in pieno recupero, al termine di una gara noiosa ma ravvivava da alcuni spunti occasionali -specie ad opera degli azeri- si vedono annullare la rete che li avrebbe mandati ai sedicesimi dove, invece, accede il Dnipro che, nell’altra gara del Gruppo F, ha battuto quel Saint-Étienne che, a sua volta, aveva fatto penare non poco l’Inter di Mazzarri.

GITA SCOLASTICA – Come previsto, i nerazzurri si presentano con le seconde linee, fatta eccezione per Osvaldo a cui non viene concesso il turno di riposo e va a fare da ‘tutor’ al baby Bonazzoli in avanti; con Andreolli inedito capitano in difesa assieme a Donkor, nel 4-4-2 in linea di Mancini la fascia destra è affidata al tandem Campagnaro-Mbaye, mentre Krhin dirige le operazioni in mezzo al campo. Gli azeri, alla ricerca della vittoria che significherebbe una storica qualificazione, si presenta con un 4-2-3-1: Gurbanov sceglie Nadirov unico riferimento in avanti e supportato dal trio George-Alasgarov-Muarem. E i bianconeri di Agdam partono quantomeno più propositivi, coscienti di essere padroni del proprio destino indipendentemente dal risultato di Dnipro-Saint-Étienne.

SENZA TROPPA VOGLIA – Dopo un’occasione per Sadygov, è la volta degli ospiti che ci provano nei primi 10 minuti con Bonazzoli (murata la conclusione del classe ’97) e poi con un diagonale Krhin di poco a lato. La gara vive di piccole folate e i nerazzurri appaiono slegati tra i vari reparti: come al 15′ quando Alasgarov, trovato uno spazio, prova senza fortuna un gran tracciante dalla distanza; Mbaye e Obi, esterni di centrocampo, coprono poco e, allo stesso tempo, supportano poco il duo d’attacco. Ne vien fuori una frazione tutto sommato brutta nella quale, se l’Inter pare non abbia poi voglia di vincere, gli azeri non ne abbiano poi così tanta di perdere, sperando magari i buone notizie dal match di Kiev. Prima del riposo, Gurbanov è costretto pure ad avvicendare Nadirov per problemi fisici e, un minuto dopo, per poco Andreolli non impatta un pericoloso cross di D’Ambrosio (44′): è nel finale che si addensano le maggiori emozioni dato che, al minuto 46, Carrizo si oppone alla grande a uno spunto personale di George che aveva ‘bruciato’ Donkor. Al suono della campanella, è il Qarabag a farsi preferire ai punti.

CON L’ORECCHIO ALLA RADIOLINA… – La ripresa si apre con gli stessi effettivi e col Qarabag che, dopo un buon avvio interista, va di nuovo vicino al vantaggio ancora con Alasgarov e George in rapida successione (55′), col secondo ancora una volta fermato da un Carrizo in serata di gran vena.  Nonostante questo, al 60′ il tecnico azero toglie proprio Alaskarov e inserisce Gurbanov a sostenere George che diventa l’unica punta; per l’Inter, nella quale Mancini decide di non effettuare nessun cambio nemmeno quando Obi pare non farcela a causa di un problemino, da segnalare solo un debole colpo di testa di Mbaye nei primi 15 minuti. E, visto che la gara del ‘Bahramov’ non si sblocca, ci pensa il Dnipro a smuovere le acque del Gruppo F: la notizia del vantaggio firmato da Fedetskiy ammutolisce i supporter di casa e costringe i bianconeri ad accelerare le operazioni. Ma la reazione è tutta in un calcio piazzato di George abbondantemente alto (72′). 

FINALE THRILLING. ANZI NO – All’80’ si vede, dopo tanto mulinare di gambe, anche Osvaldo che impegna seriamente Sehic con un destro dalla media distanza. E, quasi ispirato dall’esempio del partner più anziano, anche Bonazzoli si sveglia dal suo torpore e, dopo aver difeso palla, spara verso Sehic ma senza fortuna (41′). La gara morirebbe pure così, mentre Mancini concede l’esordio-premio in prima squadra a Dimarco e Baldini, che rilevano D’Ambrosio e Obi, ma ecco l’atroce beffa: la rete di Almeida (su tiro deviato da Donkor), in pieno recupero, che garantirebbe un successo alla fin fine anche meritato, viene prima convalidata e poi annullata, gettando nello sconforto i giocatori del Qarabag. I volenterosi azeri dicono così addio al sogno di accedere, per la prima volta, alla fase a eliminazione diretta di una competizione europea, mentre per Mancini poche indicazioni da un test nel quale si è visto come pure le cosiddette ‘riserve’ non possono costituire una valida alternativa a quei titolari che, peraltro, faticano non poco in campionato: sufficiente il compitino svolto da Obi e Krhin (magari meriterebbe più considerazione, specie dopo gli ottimi trascorsi a Bologna) mentre M’vila gioca una gara diligente ma poco altro. Dire che per Mancini ci sarà tanto da lavorare, al momento, è un eufemismo.

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QARABAG-INTER 0-0 (0-0)

QARABAG (4-2-3-1): Sehic 6,5; Medvedev 5,5, Guseynov 6, Sadigov 6+, Agolli 6; Alasgarov  6+ (60′ Gurbanov 5,5), Qarayev 5; George 6.5, Richard Almeida 6+, Muarem 6-; Nadirov 5,5 (43′ Yusifov 5,5). A disp: Veliyev, Guliyev, Ahmadov, Teli, Taghiyev. All: Gurbanov 6+

INTER (44-2): Carrizo 6,5; Campagnaro 5,5, Donkor 5,5, Andreolli 6,5, D’Ambrosio 6-  (84′ Dimarco s.v.); Mbaye 5+, M’Vila 6+, Krhin 6, Obi 6+ (90′ Baldini s.v.); Bonazzoli 5,5, Osvaldo 6-. A disp. Berni, Costa, Sciacca, Palazzi. All: Mancini 6

ARBITRO: Miroslav Zelinka (Repubblica Ceca) 5,5

AMMONITI: Alasgarov (Q)

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