Sportmain intervista Marco “White”: il primo europeo nella storia dello Slamball

BOLOGNA –  Nella cornice offerta dal Motor Show 2014 di Bologna, Sportmain.it ha incontrato in esclusiva Marco ”White” Bianchi, 33enne originario di Riccione, primo europeo ad un passo dall’approdare nel mondo dello slamball professionistico. Un passato tra le serie minori del Basket nazionale, poi, ecco che arriva l’occasione della vita. Dalla Romagna agli States passando per la Cina inseguendo un sogno, il suo sogno.

Marco "White" Bianchi con due Promoter al Motor Show

Ciao Marco, iniziamo parlando di slamball: quando e come è nata questa tua passione?
Gioco a basket da quando avevo 14/15 anni, provata la palla a spicchi me ne sono innamorato, poi nel 2008 lo slamball arrivò in tv e iniziai a seguirlo. Nel 2009 Alessandro Bortolot, un mio ex compagno di squadra, fece sbarcare lo slamball a Riccione e mi diede la possibilità di provarlo. Mi chiesero di saltare, schiacciare e giocare col pubblico. Fu fantastico, sentii che quello era il mio sport. Poco dopo però lo slamball venne bloccato anche negli Usa da problemi economici e non se ne fece nulla.

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Ora invece, grazie a qualche contatto e tanto impegno, in poche settimane ti sei trovato catapultato in questo nuovo mondo, arrivando a vivere una tournée in Cina al fianco di atleti che fino a poco tempo fa vedevi solo in tv. Come ti sei trovato?
Mi sono trovato da Dio. In Cina vanno pazzi per questo sport, arrivi lì che sei un idolo. È stato entusiasmante! Migliaia di persone venivano a vedere le partite, volevano autografi e quando si facevano dei selfie le loro mani tremavano. Addirittura mi seguivano per strada! Ma la cosa bella è stata davvero giocare con i miei idoli, quelli che fino a poco tempo fa vedevo solo in tv. Complice qualche infortunio, ho giocato titolare le ultime partite e mi sono trovato più pronto per questo mondo di quanto io stesso mi aspettassi. È stata di certo la più bella esperienza della mia vita!

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E tra qualche mese sbarcherai negli Stati Uniti, con i Maulers.
Esatto, gireremo gli USA, la patria che ha inventato questo sport e quest’anno le final four saranno a Las Vegas. Non vedo l’ora! La mia avventura con i Maulers inizierà a marzo, intanto mi hanno dato una preparazione specifica da seguire per arrivare pronto in vista dell’esordio. Sarò in squadra con Stan Fletcher: per intenderci Stan è per chi ama lo slamball ciò che Cristiano Ronaldo è per il calcio, un idolo da emulare!

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La lingua è stata una barriera per te?
Qualche problema l’ho avuto durante i primi allenamenti con i miei nuovi colleghi, ma dopo 3 giorni d’adattamento mi sono trovato bene. Devo ringraziare Jhon Fultz, padre di Robert Fultz, il cestista, nonché mio amico d’infanzia.

Che cosa fa Marco “White ” quando non si allena davanti ad un canestro?
Ho lavorato e lavoro tutt’ora in discoteca, mi piace molto stare a contatto con la gente e ho aperto un’agenzia che organizza eventi. Poi, da buon romagnolo, ho una passione per i motori, sia auto che moto.

Infine, cosa diresti ad un ragazzo che vuole provare lo slamball e che magari vuole ripercorrere i tuoi passi?
Tutti possono provarlo, è davvero divertente, ma a livello agonistico bisogna essere portati e non nego che ci voglia anche un certo fisico, perché di botte se ne prendono e se ne danno tante durante una partita. I contatti ci sono e si sentono. Al momento sto lavorando con gli sponsor per portare in Italia un evento, che, se tutto va bene, si terrà a marzo in tre città italiane, quella potrebbe essere una buona occasione per avvicinarsi a questo sport. Io, ovviamente, consiglio di venire a fare un giro!

la firma
L’autografo di Marco White per Sportmain.it

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