Forever Aquile: Giovanni Dall’Igna

In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

Dopo aver dedicato la prima puntata ad un giocatore di fama nazionale, perché appartenente alla storia del calcio (Albertosi), e la seconda ad un giocatore molto conosciuto per le sue prestazioni sui campi (e le spiagge) di tutta Italia (Agostini), ora tocca ad un giocatore un po’ più di nicchia, uno di quelli da intenditori di calcio, di cui magari non tutti si ricorderanno, ma che, è bene ricordare, può appuntare sul suo petto uno storico scudetto: Giovanni Dall’Igna.

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L’INGRESSO NELLA STORIA (DALLA PORTA DI SERVIZIO) – Giovanni Dall’Igna è nato a Malò, in provincia di Vicenza il 16/8/1972. E’ un difensore arcigno, piuttosto deciso negli interventi, al limite (e molto spesso oltre) della fallosità. Un tempo lo si sarebbe definito “difensore vecchio stile”, molto fisico, che sa far sentire la sua “presenza”. Comincia la sua carriera calcistica nelle giovanili della Sampdoria e raggiunge la prima squadra nella stagione 1990/91, ovvero quella della conquista dello storico scudetto dei blucerchiati. In quella stagione mette insieme una sola presenza, per di più in Coppa Italia, ma fa comunque parte della rosa Campione d’Italia, e può contarlo nel suo palmares personale. Nelle stagioni successive viene mandato a maturare: una stagione al Baracca Lugo in C1 (27 presenze, la stagione si concluderà con la retrocessione) e una alla Spal, in Serie B (20 presenze, 1 gol, e anche in questo caso la stagione termina con una retrocessione). Quindi nel 1993 torna alla Samp, con cui disputa tutta la stagione 93/94, mettendo insieme 11 presenze, contribuendo al terzo posto finale e alla conquista della Coppa Italia, secondo alloro nella sua bacheca personale. Nella stagione 94/95 si trasferisce alla Cremonese, che, al tempo, milita in Serie A. Con i nuovi compagni conquista la salvezza il primo anno, mentre inanella due retrocessioni consecutive nelle successive stagioni. Così nel 1997 passa al Bologna, in A, con cui, però mette insieme appena 3 presenze, prima di passare, nella stagione 98/99 al Ravenna, in serie B. Qui resta per tre stagioni, sempre in cadetteria, e lascia al termine della stagione 2000/01 che coincide, non solo con la retrocessione dei giallorossi in C1, ma anche col fallimento della società, che dovrà ripartire dall’Eccellenza dell’Emilia Romagna. Da lì lo preleva lo Spezia.

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IN MAGLIA BIANCA – Allo Spezia arriva, quindi nella stagione 2001/02, agli ordini di mister Mandorlini. E’ una stagione importante per gli aquilotti: saliti due anni prima con la fantastica cavalcata da imbattuti, hanno disputato un primo anno in C1 con risultati al di sopra delle aspettative, cadendo solo ai play off, quindi la stagione 2001/02, prese le misure e, soprattutto, fatto un mercato all’altezza, pare quella giusta per il ritorno in B. Dall’Igna fa il suo esordio alla 5^ giornata, a Pisa, subentrando alla mezz’ora al posto di Fiori, con la squadra in vantaggio per 1-0 grazie al gol di Pisano su rigore, e contribuirà a portare il risultato fino alla fine dell’incontro, mentre per la prima da titolare dovrà aspettare altre due settimane, alla 7^ a Cesena (2-2 il finale). Non sarà un titolare fisso, ma verrà spesso impiegato, così che alla fine della stagione metterà insieme 17 presenze, contribuendo a far sì che la difesa spezzina risulti la migliore del campionato con appena 20 reti subite. Il campionato sarà una sfida aperta tra gli aquilotti e il Livorno, protagonisti di una battaglia a due che vedrà i labronici spuntarla alla fine per soli 3 punti, con il resto delle squadre a 14 punti di distanza. Lo Spezia dovrà passare per i play off, in cui partirà da super favorito, ma dove, invece, fallirà miseramente venendo sconfitta addirittura in semifinale dalla Triestina. Dall’Igna giocherà da titolare l’andata della sfida, a Trieste, finita 2-0 per gli alabardati, mentre non scenderà in campo nel ritorno a Spezia, vinto 1-0 dai padroni di casa. Non va meglio la Coppa Italia di Serie C, dove il percorso terminerà in semifinale contro l’Albinoleffe. In questa competizione Dall’Igna giocherà 4 partite, fra cui il ritorno della semifinale persa 3-0 dagli aquilotti, dopo essersi aggiudicati l’andata per 1-0. Resta anche per la stagione successiva, in cui lo Spezia parte dai blocchi con un cambio importante: Mandorlini ha lasciato la squadra per accasarsi al Vicenza in B. La questione allenatore peserà parecchio nel corso della stagione, tanto che saranno addirittura in tre ad alternarsi sulla panchina (Sassarini, che durerà solo due partite, Cuoghi, che ne dirigerà altre 17, e Nicoletti che porterà a termine la stagione), per un risultato finale che sarà, comunque, accettabile, visto che lo Spezia arriverà sesto, ai piedi della zona play off, fallita per 3 punti. Dall’Igna trova maggior spazio in squadra, mettendo insieme 23 presenze e segnando anche 1 gol, alla terza giornata (la prima partita di Cuoghi allenatore), all’80’ dell’incontro in trasferta con il Cittadella, mettendo a segno il gol della bandiera della sua squadra nel 3-1 finale. Al computo totale da sommare anche le due presenze (contro il Vicenza dell’ex Mandorlini, 0-3, e il Venezia, 1-2) nelle tre partite del girone di Coppa Italia giocate in estate, terminato all’ultimo posto con un solo punto ottenuto nel pareggio per 0-0 con l’Albinoleffe (in cui Dall’Igna non gioca), e l’unica presenza (andata degli ottavi, a Grosseto 1-1, titolare, sostituito a inizio secondo tempo) nella Coppa Italia di serie C, conclusa ai quarti con la Pro Patria. A fine stagione, con un totale di 47 presenze e 1 gol, lascia lo Spezia.

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IL FINALE DI CARRIERA DOPO LO SPEZIA – Lasciato il Golfo, torna al “vecchio amore”, firmando un contratto con la Cremonese, che nel frattempo si trova in C2. Qui è uno dei protagonisti del triplo salto, anche se il terzo, purtroppo, è all’indietro: nel 2003/04 i grigiorossi vincono i play off e salgono in C1, nel 2004/05 vincono il campionato e salgono diretti in B, nel 2005/06 arrivano 21mi in B, retrocedendo. A questo punto Dall’Igna si trasferisce la Varese, in C2, ma gioca appena tre partite e a ottobre è già al Tritium in D, dove conclude la stagione con 22 presenze. Chiusa la sua esperienza tra i professionisti, gioca ancora una stagione in D con il Castellana, in provincia di Mantova, e una in Promozione con la Romanese, in provincia di Bergamo, prima di appendere le scarpette al chiodo nel 2010. Dopo qualche anno lontano dai campi di calcio, durante i quali dirige un frequentato locale nel vicentino, a giugno del 2014 viene chiamato ad allenare gli Juniores Nazionali del Fidenza Calcio.

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