Napule nun è…. Ciao Pino

[Abbiamo accolto con piacere, nel momento di dolore che lo ha colpito, la proposta del nostro redattore Fabio Izzo di parlare di un personaggio che ha dato tanto a Napoli e ha contribuito ad un’immagine diversa da quella tanto stereotipata dell’antica Partenope. Pino Daniele è stato un personaggio molto poco allineato, eccellenza in una disciplina artistica che ha mille commistioni con lo sport, e il ricordo di Fabio Izzo lo testimonia. L.S.]

Napoli – Avrei dovuto scrivere questo articolo su Cesena- Napoli, magari richiamando la mitica scena di Troisi che si dispera a letto per il pareggio ottenuto in trasferta, o si poteva parlare di Gabbiadini, accolto a Capodichino da 500 tifosi festanti, ma la notizia, arrivata nel cuore della notte, ha fatto saltare ogni scaletta. Al risveglio, sul mio cellulare, tramite Whatsapp, in molti si erano affrettati a comunicarmi che Pino Daniele era morto. L’incredulità ha lasciato poi spazio alla voglia di scrivere questo post.

 

Anni 80 – Se sono uscito vivo dagli anni 80 lo devo sicuramente a una mia trinità personale composta da Massimo Troisi, Pino Daniele e Diego Armando Maradona, cioè gli artisti che negli anni 80, epoca della mia infanzia perduta, innalzarono la bandiera di un sud deriso e denigrato dal nord, al di sopra di tutto. I miei 21 lettori lo sanno bene, ne parlai nelle pagine di Balla Juary, citando e recitando Pino Daniele, ispirato da brani come “Keep On Moving”, “Yes I know My Way” e altri (il buon Gianluca Morozzi mi è testimone). Si era detto di Pino, Diego e Massimo, uniti dall’amore per Napoli e dalla voglia di riscatto, infatti mai come in quegli anni per il calcio Napoli si usava spesso e volentieri il termine sociale. Per me erano uno scudo, imprigionato com’ero nella bassa provincia alessandrina, dove il buonismo era del tutto assente e si viveva trascinando i resti dei cartelli ” Non si affitta ai meridionali”, così tornando a casa da feste di compleanno ricche di battute del tipo “Sai perché i terroni non giocano a nascondino? Perché non li cerca nessuno”, mettevo su il giradischi, ascoltavo Musicante e capivo che il tempo, il tempo del vivere e non del sopravvivere, sarebbe arrivato e non a caso, arrivò poco dopo con il primo scudetto e la festa organizzata da Pino stesso.

 

NAPULE E’- Per anni ha aperto le domeniche dei napoletani allo stadio, ma innegabilmente ha accompagnato il cammino di molti tifosi e non, ovunque nel mondo. Pino Daniele. Pino ha collaborato spesso con Massimo, l’ultimo film di Troisi gode di un arazzo musicale imperdibile culminante nella struggente “Quando”, ma nemmeno Diego Armando è stato dimenticato, visto che Pino lo ha reso protagonista della sua “Tango della Buena Sorte”. Forse tutto ciò vi sembrerà un ricordo un po’ troppo personale, ma così è e deve essere perché Pino Daniele è uno di quei personaggi dello spettacolo che abbandona presto il palcoscenico per entrare a far parte della tua famiglia come membro onorario, anzi come uno zio nemmeno troppo lontano che c’è sempre quando ne hai bisogno. Domani si giocherà Cesena – Napoli e potrebbe essere un pareggio, risultato omaggio a chi ha lasciato Napoli sola e troppo presto. Ciao Pino.

 

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