Mercato Napoli: tappare i buchi con qualità. Ma non basta ancora…

NAPOLI – Una volta si diceva che la sessione invernale del calciomercato servisse solo  per i piccoli ritocchi e per chi aveva sbagliato molto in estate.  In Serie A invece, ormai da qualche anno, si è registrato una forte inversione di tendenza. Acquisti come quelli di Balotelli e Nainggolan nelle ultime due stagioni ne sono un esempio. Se questo da un lato significa che le squadre hanno imparato a ragionare su un mercato in più sessioni, dall’altro è un altro sintomo di decadenza del calcio italiano. Per l’attuale livello della Serie A infatti, anche gli scarti delle “grandi d’Europa ” possono costituire degli affari interessanti. Le milanesi per esempio si sono rinforzate con giocatori che non trovavano spazio nelle loro precedenti squadre: il Milan ha acquistato Alessio Cerci dall’Atletico Madrid, mentre l’Inter, dopo ave preso Podolsky dall’Arsenal  è ad un passo dal colpo Shaqiri, in uscita dal Bayern di Monaco. La Juventus intanto prova a puntellare la difesa con Rolando e ha piazzare la ciliegina sulla torta Wesley Sneijder.
Il Napoli invece, come spesso negli ultimi anni, agisce in controtendenza e gira alla larga dei grandi nomi, cercando giocatori funzionali al proprio modulo e che soddisfino certi parametri in termini di età, ingaggio e diritti d’immagine. Analizziamo questo inizio di mercato azzurro.

GABBIADINI – Manolo Gabbiadini non ha bisogno di presentazioni. Nonostante sia un giocatore del ’91  bazzica i campi di Serie A già da molti anni.  Prodotto del vivaio dell’Atalanta l’attaccante bergamasco, classe 91, si distingue subito per il suo fiuto del gol e la sua forza fisica. L’impatto col calcio professionistico è buono, anche se la maggior parte dei suoi allenatori decidono di decentrarlo rispetto al suo ruolo originario di punta centrale e di farlo agire sull’esterno. Questo comporta tante buone prestazioni ma uno score realizzativo non paragonabile a quello che aveva nelle giovanili. Solo quest’anno, grazie al proficuo incontro con Sinisa Mihailovic l’attaccante di Calcinate sembra aver ritrovato il feeling col gol (9 le reti finora realizzate quest’anno, solo uno in meno del bottino dell’intera passata stagione).
Attaccante dotato tecnicamente di un sinistro tagliente, potente e preciso Manolo è abile anche nei calci da fermo è considerato uno dei talenti più forti italiani.
L’acquisto di Gabbiadini darà al Napoli un’importante alternativa in tutti i quattro ruoli d’attacco previsti dal modulo di Benitez ed inoltre garantirà forza forza fisica in un reparto, quello delle corsie esterne, in cui il Napoli ha solo brevilinei molto tecnici.

 STRINIC –  Ivan Strinic, classe 1987  è un terzino sinistro  cresciuto nelle giovanili dell’ Hajduk Spalato prima di essere girato in prestito alla squadra francese del Le Mans. Dopo quest’esperienza ha passato  una stagione con lo Hrvatski dragovoljac ed è poi finalmente ritornato ad indossare la maglia dell’ Hajduk dove in due stagioni ha collezionato 51 presenze e 4 gol. Nel  gennaio del 2011 viene acquistato dal Dnipro, squadra dove giocca per tre anni (85 presenze e 4 gol) prima di approdare al Napoli.
Strinic è un calciatore molto forte fisicamente essendo alto 186 cm per 78 kg. E’ un classico terzino sinistro di fascia dall’ottima corsa abile sia nella fase difensiva che in quella offensiva. E’ sempre molto attento quando la palla l’hanno gli avversari e molto dinamico e propositivo quando bisogna attaccare. E’ bravo nel gioco aereo ma è anche dotato di un sinistro educato che gli consente sia di effettuare cross insidiosi che di andare al tiro dalla lunga distanza.

Ivan Strinic, primo acquisto del mercato invernale partenopeo
Ivan Strinic, primo acquisto del mercato invernale partenopeo

IL PUNTO – Bastano questi innesti a migliorare una squadra che nel girone d’andata ha denunciato difficoltà importanti rispetto alle prime della classe? L’infortunio di Insigne e la partenza di Ghoulam per la Coppa d’Africa hanno reso necessari gli acquisti di un esterno d’attacco e di un terzino sinistro che sono puntualmente arrivati. Va dato merito alla società partenopea di aver chiuso questi affari con grande anticipo in modo da mettere i due giocatori a disposizione di Benitez fin dal rientro dalle vacanze natalizie.
Se gli arrivi di Gabbiadini e Strinic però coprono i buchi che si sono creati in questo travagliato inizio di stagione ciò significa che le lacune che la squadra di Benitez aveva alla conclusione del mercato estivo sono ancora tutte lì.
Sarà un piacere l’anno prossimo vedere Benitez ( o chi per lui) grattarsi la testa per scegliere chi mettere in campo tra Higuain, Hamsik, Insigne, Callejon, Mertens, Gabbiadini e Zapata. Ma per un bel po’ Insigne i tifosi del Napoli lo vedranno solo in tribuna e quindi l’innesto di Gabbiadini, che pure è abituato a giocare sulla destra e non sulla sinistra, dovrebbe solo garantire un giusto ricambio per i due esterni d’attacco.
Sulla fascia sinistra l’arrivo di Strinic era priorità assoluta vista l’ormai prolungata assenza dai campi da gioco di Zuniga, che di quella fascia avrebbe dovuto essere il padrone incontrastato, la partenza di Ghoulam e l’incerto adattamento dimostrato da Britos in quel ruolo.
Singolare inoltre il fatto che il Napoli abbia acquistato, nelle ultime due sessioni invernali di mercato ben tre terzini da schierare a sinistra (Réveillère, Ghoulam e adesso Strinic).

Ma cosa dire di quella fase difensiva che ha visto il Napoli subire delle imbarcate preoccupanti? Parliamo di fase difensiva perché è proprio il modulo e la filosofia di Benitez a costringere i due centrali di centrocampo a dover coprire molti spazi e a lasciare a volte i difensori esposti all’uno contro uno.  Proprio per questo motivo al Napoli servirebbe quel centrocampista “tattico”, dotato di capacità per impostare l’azione e di ‘attitudine ad aggiungersi ai difensori nei momenti di difficoltà ( quello che fa De Rossi nella Roma, per intenderci). Un centrocampista richiesto più volte da Benitez e che sembrerebbe poter arrivare solo in caso di cessione di Inler al Besiktas.

Altro reparto a cui servirebbe un rinforzo è ovviamente la difesa, dove mentre Koulibaly ha dimostrato grandi potenzialità (e qualche ingenuità legata alla giovane età), Albiol ha avuto delle amnesie troppo frequenti per  chi ha il compito di comandare la difesa di una grande squadra ( si pensi solo all’occasione lasciata a Brienza nel primo tempo di Cesena – Napoli, quando il risultato era ancora inchiodato sullo 0-0).
Anche le alternative, Britos ed Henrique non hanno garantito grande tranquillità al reparto.
Il Napoli avrebbe bisogno di un centrale capace di comandare la difesa, dotato di buone capacità tecniche come Albiol, ma più aggressivo e bravo nell’uno contro uno.

Insomma, se il Napoli vuole puntare a recuperare posizioni in classifica o anche se vuole tenere a distanza le concorrenti per il terzo posto, forse dovrebbe fare un ulteriore sforzo in questo calcio mercato.

E’ anche vero però che tutti questi discorsi lasciano il tempo che trovano visto che il vero salto di qualità che il Napoli deve fare è a livello caratteriale. In fondo stiamo sempre parlando di una squadra che con una vittoria domenica prossima si porterebbe a meno 7 punti dalla capilista con un girone di ritorno tutto da giocare.

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