Napoli – Juventus, quando una partita può cambiare la stagione

NAPOLI – Tra l’entusiasmo e la depressione, a Napoli, il filo è davvero sottile. Vincere a Doha contro la Vecchia Signora ha ringiovanito piazza, tifosi, società e soprattutto i big della squadra, quali Higuain-Hamsik-Callejon. Doha per la rinascita, Cesena per la rivincita delle piccole, Juventus-Napoli invece è il crocevia della stagione. Vincere significherebbe cavalcare le onde dell’entusiasmo, perdere, invece, significherebbe cadere nella bassa marea della depressione partenopea.

CARTE IN REGOLA – Insomma, che la partita contro la Juventus la piazza azzurra la vive in un modo tutto suo questo è vero da quando è vero il mondo. Nei bar dello sport il prepartita è lungo una stagione, gli azzurri hanno sempre voglia di sfidare e preferibilmente  battere i bianconeri. Archiviando Doha ai rigori, la crew di Benitez può battere questa Juve, che non vive il miglior momento della stagione, sfruttando la rabbia ritrovata di Higuain, il miglior Hamsik e lo strano goleador Callejon. Tuttavia, se è vero che il momento d’oro napoletano, graziato anche dall’ottimo momento di forma dei suoi beniamini, non deve tradire la rabbia juventina, che i conti proprio non tornano, tra i troppi pareggi e punti persi, senza mai mostrare un’ottima condizione fisica e difficoltà nel gestire il risultato, vedi Doha e la sfida contro l’Inter. Carte in regola per documenti opposti, chi per continuare a stupire, chi per ricominciare a diventare, di nuovo, imbattibile.

RE DELLE SFIDE SECCHE – Oltre al fattore San Paolo, Napoli avrà dalla sua un Rafa Benitez che mai, o quasi mai, ha sbagliato le partite importanti. Lo dico i dati del suo palmares, lo dice Napoli che l’ha provato sulla sua pelle, lo dicono i titoli vestiti d’azzurro con la Coppa Italia e l’ultima fresca Supercoppa Italiana. Insomma, un jolly niente male. Inoltre, tornando al San Paolo, la Juventus non batte i padroni di casa nel suo stadio da ben quattordici anni, l’ultima ricorda il 30 settembre del 2000. Le motivazioni, per l’una, sarà di difendere il record, per l’altra, inevitabilmente, sarà sfatare questo tabù. Sarà la pressione della piazza sui propri calciatori, o sui calciatori avversarsi, ma quella bolgia azzurra di Fuorigrotta difficilmente viene fatta fuori. In un momento come questo, dove il fattore psicologico più che tecnico ferma la Juve, è un elemento da non sottovalutare. E non scordiamoci del re delle sfide secche…

IL FILO SOTTILE – L’abbiamo anticipato, ma il discorso non è così ovvio. Napoli si aspetta qualcosa di nuovo dal gruppo capeggiato da Benitez, qualcosa che non ricada nella solita ovvietà di partite giocate al top e di sfide perse come pochi stolti san fare. Dimenticare la prima parte di stagione e chiedersi se è presente la parola continuità nell’italiano della squadra, seppur non troppo italiana visti i passaporti dei calciatori. Insomma, è quel che manca. Si può battere la Juve due volte in un anno, ma poi non puoi perdere contro la maggior parte delle squadre presenti nella parte destra della classifica. Cesena ha regalato gioie e spettacolo ai tifosi partenopei, ma non certezze a chi attentamente ha visto la gara. Cesena sia il punto di partenza e non un fuoco di paglia.

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