La cooperativa del gol viola e la sorpresa Quaison: considerazioni su Fiorentina-Palermo

FIRENZE – Nel sali e scendi della classifica di serie A, basta una vittoria per cambiare faccia agli obiettivi. Il rocambolesco 4-3 rifilato al Palermo rilancia, almeno per una settimana, le ambizioni di una Fiorentina che, dopo la deprimente trasferta di Parma, si riscopre bella e spettacolare. Le sette reti di domenica pomeriggio vanno in controtendenza con la tradizione stagionale al “Franchi”: intanto la Fiorentina ritrova i tre punti che in casa mancavano da fine ottobre (3-0 all’Udinese); poi in un colpo solo vengono segnate più delle metà delle reti messe a segno nelle precedenti otto partite interne (sette contro undici). Un po’ di spettacolo per il pubblico fiorentino e un po’ di motivi per tornare a sperare nell’inversione di rotta in un’annata finora sotto le aspettative.

basantaCOOPERATIVA DEL GOL – 25 gol con 15 giocatori diversi. Contro il Palermo sono arrivati i primi sigilli personali di  Pasqual, Basanta e Joaquin (che gol pazzesco!). La Fiorentina è una vera e propria cooperativa del gol. Segnano tutti tranne Mario Gomez, verrebbe da dire. Perché la crisi del tedesco non ha più fine. Un’altra partita sotto la sufficienza, condita dall’ennesimo errore grossolano sotto porta. In attesa di risolvere in un modo o nell’altro quello che è diventato a tutti gli effetti un caso ai limiti del grottesco (la soluzione è il ritorno di Babacar…), Montella riparte con una serie di certezze in più: nella strada ormai consolidata verso il 3-5-2 sorprende la trasformazione di Joaquin da ala offensiva a esterno a tutto campo. Eh sì, perché lo spagnolo non è solo decisivo dalla metà campo in su, con i suoi dribbling e le sue accelerazioni improvvise; anche in fase difensiva si dimostra molto utile. Qualche tempo fa, con la sua solita ironia, Montella punzecchiava Joaquin evidenziando la sua scarsa predisposizione al sacrificio: riuscire a cambiare le abitudini tattiche di un giocatore di 33 anni è una sfida che il tecnico ha vinto. Meno comprensibile, invece, è l’accantonamento di Pasqual: strana la vita del capitano viola, titolare in Nazionale con Conte e riserva di Alonso nella Fiorentina. Eppure, quando chiamato in causa, Pasqual ha dimostrato di meritare un posto da titolare: contro il Palermo è stato il migliore in campo (gol e assist per lui), e lasciarlo fuori, adesso, sarà più difficile. L’ultima considerazione va di diritto ai tre di centrocampo: il primo tempo di Pizarro, Mati Fernandez e Borja Valero è stato impressionante per intensità, numero di palloni giocati e movimento senza palla. E’ sempre qui la chiave di volta della Fiorentina: se i tre tenori si esprimono al massimo, la Fiorentina diventa difficile da fermare.

quaisonDYBALA OUT – Il forfait di Dybala ha di certo condizionato l’approccio alla gara del Palermo ma Iachini non può certo giustificare la scialba prestazione del primo tempo. Solo Sorrentino e la fortuna hanno tenuto in vita i rosanero che si sono svegliati solo nella ripresa, dopo l’ingresso di Robin Quaison, l’ultima scoperta di Zamparini. La fulminea doppietta del giovane attaccante svedese ha riacceso le speranze di rimonta, svanite del tutto dopo l’uno due firmato Cuadrado-Joaquin. Giusto così, anche se a fine partita Iachini ha rivendicato l’ottima prestazione dei suoi. Perché la Fiorentina ha giocato meglio e ha meritato di vincere. Senza Dybala è dura ma la partita è stata persa in mezzo al campo, dove Rigoni, Maresca e Barreto sono stati surclassati dai tre tenori viola. Niente di grave, sia chiaro: la sconfitta di Firenze ha interrotto la striscia di nove risultati utili consecutivi: un record che a inizio stagione nessuno immaginava di raggiungere.

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