Napoli: un girone d’andata pieno di rimpianti

NAPOLI – Stessa spiaggia, stesso mare. Ogni anno le squadre partono piene di mille propositi, nuovi moduli, nuovi calciatori, con le benedizioni di esperti di mercato ed altri addetti ai lavori. Ogni stagione sembra partire nel segno dell’equilibrio e della novità ma poi si inizia a giocare ed è il campo a dare il suo insindacabile giudizio. E se è vero che gli scudetti non si vincono alla fine del girone d’andata è pure vero che di sorprese, negli ultimi campionati, non ce ne sono state molte.

CAMPIONATO D’INVERNO – Anche quest’anno sembrava diverso. La Roma aveva fatto un calciomercato di altissimo profilo, Garcia e la rosa avevano avuto un anno per conoscersi. Il Napoli si era privato del suo portiere titolare e aveva fallito l’acquisto di un top player a centrocampo, eppure anche in questo caso, l’ambiente era convinto che con un anno di esperienza alle spalle, Benitez e la squadra non potessero che migliorare. Le milanesi e la Fiorentina si giocavano sulla carta il ruolo di outsider. La  Juventus di Allegri  è apparsa fin da subito una squadra che gioca un calcio più spettacolare ed offensivo anche se probabilmente meno solido di quello di Conte. La Roma dal canto suo sembrava tenere il passo. Dietro di loro il vuoto. Le milanesi hanno palesato dopo pochissime giornate la loro difficoltà a lottare per l’Europa che conta mentre la Fiorentina di Montella con un attacco decimato dagli infortuni e un Gomez mai ritrovato, ha faticato a trovare ritmo. Sono state invece le squadre genovesi ad incantare a suon di gol e punti.

IL NAPOLI D’INVERNO – Il Napoli invece è stata la vera e propria delusione di questa prima parte di campionato. Il trauma dell’eliminazione dalla Champion’s ha pesato non poco in un avvio di stagione largamente insufficiente. Troppi punti sprecati con le piccole ( e non solo) e troppe partite giocate con l’hendicap della difesa ballerina.  Altro episodio determinante per l’attuale classifica degli azzurri, è stato l’infortunio di Insigne. Il talento partenopeo aveva finalmente trovato la forma migliore dopo un avvio molto complicato, e stava trascinando i compagni con giocate sempre meno lezione e più determinanti. La rottura del legamento crociato di Lorenzo il Magnifico, in concomitanza con l’infortunio alla testa rimediato da Mertens in Nazionale, hanno fatto riscoprire il Napoli povero di scelte in un reparto in cui tutti vedevano abbondanza e hanno costretto la società ad accelerare l’acquisto di un ulteriore esterno, Gabbiadini, arrivato nel mercato invernale. Se la continuità è stato uno dei problemi del Napoli della passata stagione, si può dire che questo problema è addirittura peggiorato.

IL CONFRONTO – Eppure i punti che separano il Napoli di quest’anno da quello che nella passata stagione dovette fare i conti anche con un girone di ferro in Champion’s League sono ben 9:  42 contro i 33 di quest’anno. Nel girone di andata dello scorso anno il Napoli aveva raccolto 13 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte. In questo il bottino è di 9 vittorie, 6 pareggi e 4 sconfitte. Come si intuisce alla prima lettura, è aumentato il numero dei pareggi, mentre c’è solo una sconfitta di differenza. Ovviamente in quest’analisi va ricordato che nello scorso campionato il Napoli aveva giocato 10 gare al San Paolo e 9 in trasferta. In questa stagione sono 9 quella disputate a Fuorigrotta e 10 quelle lontano da casa. Tuttavia questo non basta a giustificare una tale differenza di punteggio

AL SAN PAOLO – E’ tra le mura amiche che la squadra di Benitez ha dato i maggiori dispiaceri ai suoi tifosi. Lo scorso anno nel girone di andata, nelle gare al San Paolo, il bilancio era stato di 7 vittorie, 2 pareggi ed 1 sconfitta. In questa stagione, è in casa che il Napoli ha perso tantissimo terreno: 4 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte. Particolarmente amari i pareggi contro Palermo e Cagliari, in cui il Napoli era in vantaggio e si è fatto rimontare, e la sconfitta contro il Chievo. In generale la difficoltà palesata al San Paolo da Hamsik e compagni è molto anomala se paragonata al recente passato ed è sintomatica di una squadra che spesso ha peccato di mancanza di concentrazione e di un atteggiamento tattico che non è stato in grado di controllare le azioni di ribaltamento.

IN TRASFERTA – Lo scorso anno, i partenopei hanno collezionato in trasferta 6, con 1 pareggio e 2 sconfitte. Quest’anno, invece, il bottino racconta di 5 vittorie, pareggi e 2 sconfitte. In questo caso i rimpianti dei tifosi azzurri si dividono tra i due pareggi contro Atalanta ed Inter, con  due vittorie a portata di mano svanite negli ultimi minuti di gioco.

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RETI SEGNATE E SUBITE – Nelle prime 19 gare dello scorso campionato il Napoli aveva segnato 41 reti, a fronte delle 34 realizzate in questa stagione in corso. Ben 7 in meno. Il dato relativo a quelle subite è invece in aumento: 20 reti al passivo contro le 24 incassate da Rafael. E se il problema in attacco, come detto in precedenza, può essere attribuito a problemi di infortuni che hanno spesso caricato su Higuain e Callejon tutto il peso dell’attacco, il dato relativo alla difesa era ampiamente preventivabile ad inizio anno per tre ragioni principali: il Napoli ha rinunciato ad un portiere top player come Pepe Reina per puntare su un giovane interessante come Rafael che però veniva da un infortunio; si è deciso di rinforzare il reparto arretrato sostituendo Fernandez con Koulibaly invece di aggiungere il francese al parco dei centrali per rendere la rosa  più competitiva; il Napoli non è stato in grado di comprare un grande centrocampista con le caratteristiche adatte a fare da perno e da da diga a centrocampo. La mancanza di equilibrio a centrocampo ha alla fine costretto Benitez ad accantonare quella che all’inizio era considerata la coppia di centrocampisti titolare, ovvero Inler-Jorginho, per la coppia di mastini Gargano – Lopez.  Maggiore equilibrio dicevamo, ma a scapito della costruzione di gioco.

AL SAN PAOLO – Quest’anno il bottino delle reti all’attivo è di 21,  quelle incassate addirittura 15 contro. Se pensiamo che lo scorso anno furono 23 le reti segnate e  8  quelle al passivo possiamo individuare quella che sicuramente è una chiave del girone d’andata deludente del Napoli.

IN TRASFERTA – Lontano da casa il primo Napoli spagnolo aveva chiuso il girone di andata con 19 reti segnate e subite 12. In questa stagione 13 marcature all’attivo, appena 9 al passivo. Due successi emblematici di questa maggiore attenzione in trasferta sono stati quelli rispettivamente contro Fiorentina e Lazio, entrambi per 0-1.

RETE INVIOLATA E ATTACCO A SECCO – Nella passata stagione la porta del Napoli era rimasta illibata in ben 7 circostante, nelle gare con Bologna, Atalanta, Livorno, Genoa, Torino, Sampdoria e Verona. In questa stagione invece Rafael è rimasto imbattuto  5 volte,  nelle sfide con Sassuolo, Roma, Fiorentina, Parma e Lazio.  Nel girone di andata dello scorso anno inoccasioni (contro Roma, Juventus e Parma) il Napoli non aveva segnato reti. In questa stagione il dato si ripete: 3 volte all’asciutto nelle gare con Chievo, Udinese e Milan.

GLI ATTACCANTI – Il miglior marcatore azzurro l’anno scorso come quest’anno è Gonzalo Higuain, che si migliora rispetto alla sua prima stagione. Erano 9 le sue reti al giro di boa dello scorso anno, contro le 10 realizzate in questa stagione. Cala, però, il dato relativo agli assist del Pipita: appena 3 in questa stagione, contro le 6 assistenze del primo anno. Resta coerente con il dato dello scorso anno Callejon, a quota 9 quest’anno così come nello scorso girone di andata. Mancano, invece, le reti di Dries Mertens che aveva svettato a quota 5 marcature al suo primo anno, mentre quest’anno ha realizzato soltanto 1 gol. Il belga quest’anno è sembrato meno efficace anche nelle prestazioni oltre che nei numeri in questo girone d’andata. Altro problema dell’attacco azzurro è Hamsik, ma questo discorso se è già già stato affrontato qui.

IL RIMPIANTO  – Dopo aver superato ogni record di punteggi lo scorso anno era piuttosto prevedibile che la classifica quest’anno sarebbe stata un po’ più corta ed infatti tutte le prime della classe hanno meno punti rispetto allo scorso anno: l’anno scorso la Juventus aveva chiuso a 52 punti, quest’anno il bottino è di 46 ( 6 punti in meno) , la Roma ne aveva 44 lo scorso hanno e ne ha 41 ora. Questo significa che se il Napoli fosse riuscito a pareggiare il bottino della passata stagione a questo punto il Napoli sarebbe da solo al secondo posto.

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