“Allegri” stando primi e il pit stop della Roma, Napoli e Lazio per il terzo posto e la follia di Mexes

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Il Pogboom e il pareggio di Garcia – Niente di insolito comunque. La corsa delle belle è sempre a grandi ritmi. La Juve non perde colpi e la Roma conquista 1 punto prezioso, per non stoppare l’inseguimento alla Vecchia Signora. La ventesima giornata di campionato si blinda però con il sorriso della capolista torinese, che ora allunga a più sette, trascinata da uno straripante Pogba (che ora è diventato Pogboom); il francese con due perle risolve letteralmente la gara bloccata contro il Chievo: la prima porta in vantaggio la Juve, con un tocco di suola e un missile terra area di mancino; con la seconda raddoppia, servendo su un piatto d’argento il pallone per il 2 a 0, firmato Lichsteiner.
La Roma comunque non demorde. La squadra di Garcia conquista un punto importante, in una sfida insidiosa come quella di Firenze, annaspando un pochino, ma rimanendo comunque a galla.
Il gol dell’ex Ljajic rimette in riga l’entusiasmo viola, in seguito al vantaggio di Mario Gomez; ma questa Roma non è la stessa macchina macina punti a cui siamo stati abituati l’anno scorso. Le sbavature talvolta si intravedono, il giro palla è più lento e la fase difensiva non sempre impeccabile. La flessione romana è sinonimo di metri guadagnati dal fronte bianconero in chiave scudetto, questo si sa. Allegri ora è a più sette. Cara Roma, vietato sbagliare (ancora).

 

 

 

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Lazio su, Milan giù – La partita del Saturday Night si è dipinta di biancoceleste con la vittoria della Lazio, mentre la panchina di Super Pippo trema sui terremoti societari e il malcontento generale. I rossoneri si affossano sui 26 punti, confermando la striscia negativa delle ultime gare. Al contrario la Lazio di Pioli fa un balzo in avanti, rimanendo in gara per il terzo posto, a due punti dal Napoli di Higuain,
L’entusiasmo che gravava sulle spalle di Inzaghi ad inizio stagione è stato un boomerang infame. Ora la squadra di Berlusconi si lecca le ferite, ma la convalescenza sarà più breve di quanto uno possa sperare: sta sera c’è il secondo round, sempre con la Lazio ma a San Siro, per il giro di Coppa Italia.
Più che il tatticismo che non quadra, la riflessione critica gira tutta intorno all’organico del Milan e alla sua poca qualità. Il raptus difensivo dei rossoneri si estrinseca negli ultimi minuti del match di Sabato, con la follia di Mexes. Il difensore francese, forse insoddisfatto della sua opaca prestazione, decide di sfogarsi prendendo letteralmente per il collo il capitano della Lazio, Mauri, guadagnandosi (forse per la felicità dei tifosi milanesi) la bellezza di quattro giornate di stop.

 

Don’t cry for me, Argentina – Che dire? la classifica dei bomber della Serie A è tutta argentina. Tevez saluta tutti dall’alto con i suoi 13 gol, ma l’ultimo match del Napoli ha consacrato il periodo di forma del Pepita Higuain; nel Monday Night la sua doppietta ha sancito il terzo posto per i partenopei e il meno uno nella classifica marcatori, proprio alle spalle del suo connazionale, segnando la bellezza di dodici gol.
Ma non è finita qui. Ai magnifici due si aggiungono alla lista Vazquez, a segno Domenica contro il Palermo per la sesta volta in questo campionato e il trentatreenne Javier Saviola. Degno di nota quest’utlimo. El Conejo ha infatti siglato il gol vittoria contro l’Atalanta, nonché suo primo gol nella massima serie italiana.

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