A tutta B: il Fattore C, l’importanza di essere Gagliardi(ni), la rete in Gonnell…i del Livorno, la novità Giunta a Brescia e la generosità dei bolognesi

IL CARPI RIPARTE – Dopo una settimana di appannamento, il Carpi ritorna a macinare punti, anche se il Varese gli dà molto filo da torcere e portare a casa la vittoria, nonostante il divario in classifica, è tutt’altro che facile. I tre punti, comunque, alla fine arrivano, così che gli uomini di Castori possono consolidare il primo posto a 46 punti, 2 in più del Palermo dopo 23 giornate della scorsa stagione. Anche perché dietro il Bologna sembra aver cominciato a fare tremendamente sul serio, arrivando, con quella di Chiavari, alla quarta vittoria consecutiva. I felsinei, che stanno allestendo un mercato di alto livello, già proiettato alla possibile promozione, sembrano essere definitivamente diventati consapevoli dei propri mezzi e restano secondi da soli a 40 punti, a 6 lunghezze dalla vetta. Dietro tiene solo il Livorno, che, con la vittoria con il Brescia, seconda del nuovo tecnico Gelain, mantiene il terzo posto solitario a 37 punti. Si staccano invece, leggermente, Frosinone e Spezia, che, pareggiando tra loro nello scontro diretto giocato in Ciociaria, guadagnano un solo punto e salgono a 35. Un punto dietro sale il Lanciano, che non va oltre il pareggio a Modena, perdendo l’occasione di balzare al quarto posto solitario, ma, almeno, scrollandosi di dosso l’Avellino che, invece, tra le contestazioni dei tifosi, perde in casa col Cittadella e resta fermo a 33 punti. L’ultimo posto play off se lo contendono, al momento, in 4, tutte raggruppate a 31 punti: il Pescara, che, perdendo lo scontro diretto con la Ternana, consente a quest’ultima di raggiungerlo in classifica, il Vicenza, che asfalta il Trapani e la Pro Vercelli, che resta ferma dopo la disfatta nell’anticipo di Catania. A 30 punti, vista la classifica estremamente corta, restano in corsa anche il Trapani, nonostante l’ennesima sconfitta, e il Perugia, che non va oltre il pareggio casalingo col Bari.

FATTORE C – Non c’è che dire il fattore C in questo week end è risultato dominante per la lotta salvezza, e non inteso come l’aiutino che arriva dalla fortuna, ma come vera e propria lettera, visto che tutte le squadre con quell’iniziale hanno portato a casa importantissime vittorie. Catania e Crotone, infatti, vincono le rispettive partite casalinghe, l’anticipo con la Pro Vercelli e lo scontro diretto col Latina, balzando, in coppia, in piena zona play out, a 24 punti, mentre il Cittadella, sbancando Avellino, lascia l’ultimo posto e si appaia, a 23 punti, al Varese, che esce sconfitto dal match col Carpi. Ultimo da solo resta, così, il Latina a 21 punti. In più, tutte e tre si avvicinano alla zona salvezza, che resta ad un passo, visto che sestultima è l’Entella, che, reduce dalla sconfitta interna col Bologna, resta ferma a 25 e, appena un punto sopra, c’è il Brescia, che comincia a respirare dal punto di vista economico, ma lascia, comunque, la posta piena al Livorno.

L’IMPORTANZA DI ESSERE GAGLIARDI(NI) – Movimenti importantissimi in testa alla classifica marcatori. Innanzi tutto Granoche non è più il capocannoniere solitario, perché, a digiuno per l’ennesima giornata consecutiva, stavolta si vede raggiungere, a 13 reti, da ben due giocatori, ora compagni di squadra: Calaiò, che mette a segno i primi due gol nel poker alla Pro Vercelli, e Maniero, che, dopo i 12 gol segnati in maglia biancoazzurra, realizza il primo gol con la nuova maglia, sancendo il definitivo 4-0. A 12 gol, invece, Castaldo, che non compare sul tabellino neanche questa settimana, si vede appaiare da Mbakogu, autore del gol vittoria del Carpi a Varese. Tutto fermo a 11 reti, dove resta il solo Marchi e a 10, dove Caracciolo, Catellani e il neobolognese Mancosu restano a secco. La vetrina della settimana tocca quindi ad un giocatore autore di un gol fondamentale per la sua squadra, ma, anche, di estrema importanza dal punto di vista personale, rappresentando, probabilmente, la svolta della sua stagione: parliamo di Gagliardini dello Spezia. Roberto Gagliardini nasce a Bergamo il 7 aprile 1994 e nella sua città comincia la carriera calcistica, come centrale di centrocampo, ma, all’occorrenza anche laterale destro, partendo dalle giovanili dell’Atalanta ed arrivando fino alla formazione Primavera. Qui mette insieme 12 presenze nella stagione 11/12 e 17 in quella 12/13, in cui mette a segno anche 4 gol ed entra nel giro della prima squadra, pur senza mai scendere in campo in serie A. Nella stagione successiva, la scorsa, dopo una presenza in Coppa Italia, viene mandato in prestito al Cesena, in B, dove comincia a farsi conoscere. Ben presto Bisoli si rende conto di lui e ne fa un elemento importante del centrocampo della squadra che conquisterà la Serie A. Gagliardini diventa uno dei giovani più interessanti della serie cadetta (a lui dedicammo già un paragrafo nell’edizione della scorsa stagione di questa rubrica), entrando anche nel giro della Nazionale U20. Alla fine della stagione le presenze sono 19 in stagione regolare, con un gol all’attivo, e due nei play off. In estate diventa un pezzo pregiato del mercato, ambito da diverse squadre. A vincere la concorrenza è lo Spezia, che lo ottiene in prestito dall’Atalanta, che resta padrona del suo cartellino. In realtà le cose vanno in modo molto diverso dalle attese, perché Gagliardini, fin da subito, mostra diverse difficoltà ad entrare nel gioco dello Spezia. Complice anche un infortunio piuttosto serio, le presenze in campo arrivano col contagocce e, quando trova spazio, non riesce, comunque, a mettere in mostra le sue qualità, giocando prestazioni piuttosto anonime. Le notizie di una sua cessione a gennaio si fanno sempre più insistenti, anche perché pare evidente una bocciatura da parte dello stesso Bjelica. Nel mercato invernale il suo nome viene accostato a diverse squadre. Poi, nella partita di sabato a Frosinone, il ragazzo parte addirittura titolare, sua sesta presenza stagionale, e al 10′ del secondo tempo, si fa trovare al posto giusto su un cross da destra che coglie impreparata la difesa ciociara, permettendogli di stoppare di petto e di insaccare di destro a tu per tu con il portiere. A fine di una prestazione, comunque, molto positiva, Bjelica ne tesse le lodi, adducendo solo ai problemi fisici lo scarso utilizzo fatto finora, ribadendo la massima fiducia sempre avuta nel giocatore. Questa suona come una conferma alla permanenza di Gagliardini in maglia bianca (anche se con lo Spezia non si può mai sapere…) e, sicuramente, rappresenta una svolta nella stagione del giocatore.

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IL LIVORNO GIOCA IN GONNELL…I – E visto che si parla di giovani, ancora una volta non si può non parlare dell’ennesimo gol giovane stagionale, perché anche questa settimana un Under 21 ha messo a segno la sua prima rete in Serie B. Si tratta di Lorenzo Gonnelli, difensore centrale del Livorno. Gonnelli è nato a Livorno il 28 giugno 1993, ma comincia l’attività agonistica nel settore giovanile della Fiorentina. Nella stagione 2010/11 approda alla Primavera della squadra della sua città. 11 presenze e un gol la prima stagione, 20 e un gol la seconda, quindi il passaggio, in prestito, al Pontedera, in Lega Pro, con cui disputa tutta la stagione scorsa, mettendo insieme 29 presenze in stagione regolare, più una nei play off e una in Coppa Italia. All’inizio di questa stagione ritorna alla base e Gautieri decide di tenerlo in rosa. Sette presenze fino a sabato, quando gioca da titolare contro  il Brescia. Al 10′ del secondo tempo lascia la difesa su preciso segno di Gelain e va a staccare di testa su una punizione di Emerson, insaccando il gol del parziale 3-1, sua prima realizzazione in Serie B.

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OSSIGENO BRESCIA, MA CON IL CONTAGOCCE… – Qualche barlume di speranza comincia a vedersi nell’intricata situazione societaria del Brescia, anche se, finché tutta la vicenda non sarà chiusa, nessuno potrà dirsi tranquillo. Intanto l’iniziativa di un gruppo di imprenditori locali, con l’amministratore unico Luigi Ragazzoni che ha restituito nelle casse societarie il suo onorario, e con l’intervento di Ubi, che ha versato i soldi mancanti, è stato versato il milione necessario a coprire il pagamento dei contributi sugli stipendi arretrati dei giocatori e, in questo modo, si sono evitati nuovi punti di penalizzazione che si andassero a sommare a quelli che, presto, immancabilmente, arriveranno. Ora però è indispensabile dare una solidità alla società, anche perché, a febbraio, serviranno altri 1,2 milioni per gli stipendi arretrati, per quella, tra l’altro, che è una delle società con il monte ingaggi più alto in Serie B. Senza contare le grane portate dalla messa in mora della società ad opera di alcuni giocatori, Sodinha e Di Cesare su tutti. Tante le iniziative in questi mesi, dalla presa di posizione del figliol prodigo Pirlo, alla nascita dell’ashtag #salviamoilbrescia, che, sulla falsariga dell’analoga iniziativa del Bari la scorsa stagione, sta mobilitando personaggi dei più disparati mondi, con manifestazioni di solidarietà, non ultime quelle di Guardiola e di Lucescu, che si è fatto immortalare assieme al suo staff di bresciani (Carlo Nicolini e Massimo Ugolini). La soluzione a tutti i mali del Brescia potrebbe arrivare venerdì, per quando è in programma l’incontro tra Rinaldo Sagramola, che agisce per conto di Profida, Marco Bonometti, in rappresentanza degli industriali bresciani, Ubi banca e Ragazzoni, l’amministratore unico del club, con lo scopo di trovare un accordo per il passaggio di proprietà, da farsi entro sabato, così da poter mettere a posto le cose prima della chiusura del mercato. L’ottimismo è tanto e la convinzione di chiudere positivamente la questione è alto, per restituire al pubblico di Brescia una società, di sicuro non ricca, ma, almeno, solida e con i conti a posto. Queste ore saranno decisive.

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Di Cesare, uno dei giocatori che ha messo in mora la società

…E INTANTO, PER GIUNTA, NOVITA’ IN PANCHINA – Nel frattempo anche una novità tecnica per le rondinelle. Essendo Javorcic sprovvisto del patentino, ed essendo scaduta la deroga data, il Brescia ha dovuto, giocoforza, trovare anche una soluzione per la panchina. La scelta è caduta su un pezzo di storia di Brescia, Salvatore Giunta. Giunta è un ex giocatore classe ’67, nato a Milano e cresciuto calcisticamente, come attaccante, nelle giovanili del Milan, con cui esordisce in Serie A nella stagione 84/85. L’anno successivo è alla Sambenedettese in B, quindi tre stagioni a Como, dove comincia a segnare i primi gol tra i cadetti (13 in totale) e dove resta fino alla retrocessione dei lariani in C1. Quindi approda a Brescia, dove cambia il suo ruolo, diventando un centrocampista e dove spende gli anni migliori della sua carriera, in 6 stagioni, tra A e B, essendo anche tra i protagonisti della conquista del trofeo Anglo-italiano nella finale di Wembley. Lasciata Brescia nel 1996, dopo 184 presenze e 17 gol segnati, comincia un girovagare che lo porta a Padova, Verona (l’unica squadra in cui resta due stagioni), Cannes, in seconda serie francese, Carrarese, Teramo, fino al 2001/02, quando gioca l’ultima stagione della sua carriera nelle file della Sangiovannese. Inizia ad allenare nel 2005, cominciando dalla sua Brescia, dove guida, nel giro di tre stagioni, Allievi Regionali, Allievi Nazionali e Primavera. Nel 2008 è chiamato in Serie D, alla guida del Suzzara, dove resta una sola stagione. Nel 2010 va a fare il vice di Corini sulla panchina del Crotone e, la stagione successiva, lo segue a Frosinone. Nel 2013 guida una selezione di Under 19 uruguaiani, il Mutual Uruguaya A-Net, al torneo di Viareggio. Quindi, nello stesso anno, subentra a Tacchinardi alla guida della Pergolettese in Lega Pro Seconda Divisione, venendo, però esonerato, a febbraio 2014. Fermo da allora, si è pensato a lui per risolvere il problema della panchina vacante delle rondinelle, terminato il “traghettamento” ad interim di Javorcic, che resta come vice di Giunta. Sabato la prima partita sulla panchina del Brescia, impegnato nella non facile trasferta di Livorno. I lombardi se la sono giocata, passando anche in vantaggio ed accorciando sul 3-2, ma la miglior organizzazione dei toscani e la maggior qualità di alcuni interpreti amaranto ha fatto la differenza, sancendo la sconfitta per 4-2, che porta, nuovamente, la squadra ai limiti della zona retrocessione. Anche Giunta spera che venerdì, finalmente, la società trovi una soluzione, per poter lavorare, anche lui, in condizioni migliori e restituire tranquillità anche alla classifica bresciana.

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IL CUORE DEI TIFOSI DEL BOLOGNA – Come sempre avviene, segnaliamo volentieri le iniziative di società e tifosi per scopi benefici, quelle cose che rappresentano, ancora, il bello del calcio, particolarmente in anni in cui i tifosi sono più facilmente al centro dei riflettori per episodi poco edificanti. Sabato, infatti, prima della partita tra Entella e Bologna è avvenuta la consegna da parte dei tifosi felsinei dei soldi raccolti (3000 euro di cui 2231 raccolti durante la partita con il Perugia e il resto aggiunto attraverso l’intervento del Centro Coordinamento Bologna Club) ai responsabili dell’ANFFAS chiavarese, l’associazione che riunisce i familiari di persone affette da disabilità, la cui sede è stata gravemente danneggiata nel corso della recente alluvione. La cerimonia si è svolta prima del calcio d’inizio, con la consegna, sul campo, del simbolico assegno. Il premio alla generosità è arrivato dal campo di calcio, dove i tifosi intervenuti hanno potuto assistere alla vittoria della propria squadra, lanciata, ora sempre più, verso la promozione.

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