A tutta B: il Cocco bello fuori stagione, il Vicenza avanti con Capezzi, il ritorno del figliol prodigo e il rivoluzionario Spezia

IL CARPI ALLUNGA – Dissipate le nubi che incombevano sul Carpi dopo la pausa invernale dopo i risultati non esaltanti delle prime giornate che avevano consentito al Bologna di avvicinarsi: con la vittoria in rimonta sul Crotone, la capolista raggiunge quota 49 punti e mette nuovamente 8 punti tra sé e la seconda, il Bologna, che, invece, incappa in un pareggio casalingo a reti bianche contro il Pescara, fermandosi a 41 punti. I felsinei, comunque, non perdono terreno sulle inseguitrici perché la giornata è caratterizzata da una frenata quasi totale delle squadre coinvolte nella zona play off. Terzo resta sempre il Livorno che, ad esempio, esce sconfitto dal secondo testa-coda di giornata, quello in trasferta con il Latina, stazionando a 37 punti. L’unica squadra che, veramente, approfitta della giornata, oltre al Carpi, è l’Avellino che, nel posticipo, sbanca il Picco e balza a quota 36 punti scavalcando proprio lo Spezia, che si ferma a 35, e il Frosinone, che resta appaiato ai liguri dopo il tracollo a Bari nell’anticipo di venerdì. Gli ultimi due posti della zona play off sono occupati dalla coppia formata dal Lanciano, che perde in casa col Varese, e dal Vicenza, che, invece, balza avanti grazie alla vittoria a Terni, entrambi a quota 34. Fuori dalla zona spareggi restano, per ora, appaiati a 32 punti, il Pescara, reduce dal suddetto pareggio di Bologna, e la Pro Vercelli, che, invece, impatta nello scontro diretto casalingo con il Modena. Un gradino sotto, a 31 punti, la Ternana e, ancora sotto, a 30, ancora a portata di tiro, il Modena.

SI VINCE ANCHE IN CODA – Vittorie importanti ai fini della lotta per non retrocedere. All’ultimo posto, al momento, con 24 punti, stazionano in due, il Crotone che perde con la capolista, e il Latina, che porta a casa un’importante vittoria con il Livorno, ma che, sommata ai risultati delle altre, non le consente di abbandonare l’ultimo posto, ma solo di agganciare i calabresi e di avvicinarsi all’Entella che, perdendo a Brescia, è l’altra squadra che paga i risultati di giornata scivolando al terzultimo posto con 25 punti. Un punto sopra, la coppia che occupa i due posti play out: il Varese, vittorioso a Lanciano, e il Cittadella che batte, e inguaia, il Trapani. Appena un punto fuori della zona calda, a 27, balza il Catania, che batte il Perugia e pare aver imboccato un trend che la dovrebbe presto portare fuori dalla bassa classifica. Ancora a portata di rischio il Brescia, nonostante la vittoria nello scontro diretto con l’Entella, che sale a 29 punti.

COCCO BELLO – Movimenti in massa nelle zone alte della classifica cannonieri. Tutti i capocannonieri avanzano in blocco di un gol, toccando quota 14: Maniero e Calaiò firmano il 2-0 del Catania con il Perugia, mentre Granoche, su rigore, firma il pari con la Pro Vercelli. Anche il primo inseguitore, Mbakogu, fa un passo avanti, portandosi a 13 gol grazie al gol partita, su rigore, con il Crotone. A 12 gol, invece, Castaldo, che resta fermo questa settimana, si vede raggiungere da Marchi, che torna al gol, firmando il momentaneo vantaggio con il Modena. Due gol sotto, a 10, il gruppetto formato da Mancosu, Caracciolo e Catellani, tutti a secco, aumenta di un’unità per l’arrivo di Vantaggiato, che segna il gol su rigore del momentaneo 2-2 con il Latina. La vetrina di questa settimana tocca, però, ad un giocatore che, con la sua doppietta, ha consentito alla sua squadra di ottenere un importante risultato esterno, con cui agganciare la zona play off: Andrea Cocco del Vicenza. Cocco è un attaccante nato a Cagliari nel 1986 e che nella sua città natale ha cominciato a muovere i primi passi nel mondo del calcio. Fa la trafila delle giovanili e nel 2005 approda in prima squadra. In quella prima stagione mette insieme 5 presenze, ma per la prima rete in Serie A deve aspettare l’inizio della stagione successiva. A gennaio 2007 viene mandato in prestito al Venezia, dove chiude la stagione con 9 presenze e 2 gol. L’anno dopo viene mandato, ancora in prestito, alla Pistoiese, ma è preda di diversi infortuni e realizza solo 1 gol in 11 presenze. All’inizio della stagione 2008/09 torna a Cagliari, che per due stagioni lo manda in Lega Pro Seconda Divisione, in comproprietà, prima a Rovigo (21 presenze, 4 gol), poi ad Alghero, dove mostra la sua prolificità realizzativa (29 presenze, 15 gol). Quindi va in Serie B, sempre in comproprietà, all’Albinoleffe, dove in due stagioni, in 59 presenze, realizza 17 gol (di cui 12 nella seconda, per lui molto prolifica). All’inizio della sragione 2012/13 va, in comproprietà, al Verona, dove vive una stagione tribolata dagli infortuni e realizza un solo gol. Quindi passa, in prestito, alla Reggina, dove mette insieme 18 presenze e 1 gol nel girone d’andata, prima di passare, a gennaio 2014, sempre in prestito, al Beira Mar, dove chiude la stagione segnando altri 4 gol in 12 presenze. Durante l’ultimo mercato estivo è stato acquistato a titolo definitivo dal Vicenza, dove il tecnico Marino, subentrato a Lopez, crede molto in lui e, fin qui, l’ha utilizzato molto spesso. Lui sta ripagando la fiducia a suon di gol, 6 fino a sabato. Poi al 19′ della partita di Terni riceve un cross rasoterra dalla destra di Moretti, dopo la finta di un compagno che manda fuori tempo la difesa, così che lui possa insaccare con un preciso rasoterra di destro, mentre al 75′ il rasoterra glielo fornisce, dalla sinistra, Giacomelli, con il portiere Brignoli che manca l’intercetto, così che con il più facile dei piattoni a porta vuota può insaccare il suo ottavo centro stagionale, ma, soprattutto, il definitivo 2-0 che consente ai veneti di vincere lo scontro diretto, staccare i diretti avversari e piombare in piena zona play off.

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UN VARESE PORTATO ALLA CAPEZZ…I – Uno non sarà un cavallo e l’altro non sarà un finimento, ma, senza ombra di dubbio, sabato il Varese è stato condotto alla vittoria dal suo giovane centrocampista Leonardo Capezzi, che, anche questa settimana, ci consente di celebrare il gol giovane di serie B. Capezzi è un centrale di centrocampo, nato a Figline Valdarno, il 28 marzo 1995, che ha cominciato la carriera agonistica nelle giovanili della Fiorentina. Nel 2012/13 approda in Primavera ed entra nel giro della prima squadra, pur senza mai scendere in campo, mentre nella stagione successiva gioca 11′ in un incontro di Europa League. Dall’inizio di questa stagione è in prestito al Varese, dove mister Bettinelli crede molto in lui, al punto da averlo già utilizzato in 20 dei 24 incontri fin qui giocati. E lui, forte di questa fiducia, ha già messo a segno due reti, una al Trapani, segnando il quarto gol nel 5-2 della 6^ giornata, e una sabato, al 74′ della partita a Lanciano, quando riceve un cross dalla destra che tutti i giocatori in area hanno mancato e, con un tiro secco dal basso verso l’alto, insacca, imparabilmente, sotto la traversa per il momentaneo 2-0, prima che capitan Mammarella, in pieno recupero, segni il gol della bandiera dei padroni di casa. Un gol fondamentale, quindi, per incamerare tre punti preziosi che consentono al Varese di agguantare la zona play out, continuando a sperare per la salvezza.

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IL RITORNO DEL FIGLIOL PRODIGO – Tra le tante operazioni che sono state portate a termine in questa sessione di calciomercato, una è particolarmente suggestiva, soprattutto per i tifosi della squadra che ha portato a termine la transazione, perché vede il ritorno di un attaccante nella squadra che, forse, più di altre in cui ha militato, ha scatenato la sua vena realizzativa, e in cui, in una stagione in particolare, ha raggiunto le luci della ribalta. Parliamo, ovviamente, di Sansovini e del suo ritorno a Pescara. Sì perché Marco Sansovini è alla terza esperienza in Abruzzo. Un primo abbocco nella stagione 2007/08, in prestito dal Grosseto, quando realizza 16 reti. Poi un ritorno nella stagione 2009/10, stavolta a titolo definitivo, quando la squadra è in Lega Pro, alla cui promozione immediata contribuisce con 5 gol. Quindi nella stagione successiva, la prima di B, diventa capitano della squadra ed anche capocannoniere stagionale dei biancoazzurri con 11 gol. Poi l’arrivo di Zeman, che lo sposta sulla fascia destra e l’inizio della fantastica cavalcata della squadra abruzzese, che schiera gente come Verratti, Immobile e Insigne, che domina e vince il campionato di B, affascinando pubblico e critica con il suo gioco e i suoi gol. E Sansovini di questo meccanismo perfetto ne è uno degli ingranaggi principali, contribuendo alla causa anche con un bottino di 16 gol. Non segue però i compagni in A, perché, in estate, aderisce al progetto di Volpi e firma un contratto per lo Spezia. Con i tifosi aquilotti è amore a prima vista, perché Sansovini, che anche qui veste la fascia di capitano, incarna lo spirito della grinta e dell’attaccamento alla maglia che piace ai tifosi e, soprattutto, segna tanti gol. Nella pur non facile stagione bianconera che si conclude con la salvezza nelle ultime giornate, dopo due cambi d’allenatore, mette a segno 20 gol, a 4 dal capocannoniere Cacia. La stagione successiva qualcosa si incrina: la sua vena realizzativa si riduce notevolmente e, soprattutto, non sembra essere in sintonia con il nuovo tecnico Stroppa, ed ancor meno con Mangia, che subentra. Così, a gennaio, nonostante continui ad essere un idolo della curva, viene mandato in prestito al Novara, con cui ritrova, in parte, la vena del gol, mettendone a segno 8, che, comunque, non servono a salvare i piemontesi dalla retrocessione. In estate torna alla base e si ventila un suo ritorno al centro del progetto Spezia, ma con questo non è evidentemente d’accordo il nuovo tecnico Bjelica che avvalla la sua cessione all’Entella. Anche qui viene visto come il pezzo forte della campagna acquisti e la punta di diamante dell’attacco chiavarese ed entra nella storia della società segnando il primo storico gol in cadetteria dei liguri, ma, complice anche una forma fisica che non sempre accompagna al meglio il giocatore, il suo apporto alla causa è molto relativo, così che a gennaio, dopo aver segnato appena 4 gol, la società decide di inserirlo nello scambio con il Pescara che porta in Liguria Aniello Cutolo e, appunto, Sansovini alla corte di Baroni.  E’ l’inizio di una nuova “vecchia” avventura, con la speranza, per lui e per tutti i tifosi pescaresi, che l’aria di “casa” faccia ritrovare al bomber Sansovini la via del gol e guidi, ancora una volta, la squadra a lottare per la Serie A.

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SPEZIA, LA RIVOLUZIONARIA – Nessuna avversione al sistema o all’ordine costituito, non c’è un Bjelica che, con la fascia attorno alla testa, guida i suoi uomini sulle barricate al grido di “O Spezia o morte”…c’è solo una società che, ormai da anni, in qualsiasi sessione di mercato, e con qualsiasi situazione di classifica, ha abituato i suoi tifosi a ribaltoni epocali. A volte efficaci. A volte no. A volte inutili. A volte incomprensibili. Il tutto si perde negli anni, fin da quando la società è stata presa in mano da Patron Volpi, colui che ha avuto il grande merito di prendere una squadra che militava tra i dilettanti dopo il fallimento, e riportarla in Serie B. Grazie ad una serie di campagne acquisti più o meno mirate e corrette in corsa, pian piano la squadra ha compiuto salti in avanti fino ad arrivare alla stagione 2011/12, in cui, realizzando il cosiddetto Triplete (Campionato, Coppa Italia Lega Pro, Supercoppa Lega Pro), arriva il ritorno in Serie B dopo 5 stagioni. Si pensa ci sia da allestire una squadra adatta alla categoria, ma parrebbe giusto partire da una base consolidata con i giocatori migliori della stagione precedente e, soprattutto, con quelli più rappresentativi e attaccati alla maglia. E, invece, la rosa viene spazzata via: venduti capocannonieri, capitani, idoli della curva, personaggi carismatici, tenuti solo due giocatori della vecchia squadra, per allestire un nuovo parco giocatori, fatto di nomi anche altisonanti, ma che giocano, tutti, per la prima volta insieme. I risultati non tardano ad essere evidenti, con la squadra che, partita tra le favorite, latita a metà classifica. Così a gennaio si cambia, si comprano giocatori per ruoli già ben coperti e non si chiudono falle evidenti, col risultato di ottenere una salvezza risicata alle ultime giornate. In estate si pensa ci siano dei provvedimenti da prendere, ma, ancora una volta, parrebbe corretto prendere una base di giocatori da portare avanti, quelli che nelle difficoltà si sono mostrati più fedeli alla causa, che sembrano più attaccati alla maglia. E, invece, parte una rivoluzione epocale tra squadra e società che risparmia a malapena qualche magazziniere. Viene sfoggiato un parterre di nomi altisonanti tra le scrivanie e in campo…e più della metà a gennaio, con i risultati che, nonostante non fosse stato fatto nessun proclama specifico, tardano ad arrivare, vengono mandati a spasso per far posto a nuovi dirigenti e giocatori. Visto che la stagione si raddrizza e arrivano anche i play off, ancora una volta, all’inizio della stagione in corso, si pensa ci sia solo da aggiustare qualcosa. Ma i nuovi cambi a livello della struttura societaria, che, tra le altre cose, conferiscono pieni poteri decisionali a Damir Miskovic, cambiano di nuovo le carte in tavola, con l’arrivo di Bjelica ed un mercato improntato molto su giocatori provenienti dalla zona dei Balcani, in particolare dal Rijeka, l’altra squadra di proprietà di Volpi. Visto, però che stavolta i risultati sembrano arrivare e, dopo qualche giornata di assestamento, lo Spezia comincia a lottare stabilmente per i play off, arrivati a gennaio pare naturale che venga fatta solo qualche operazione di rifinitura per migliorare una rosa già molto competitiva. Neanche a dirlo. Ceduti: Ebagua, Ardemagni, Schiattarella, Sammarco e Culina. Acquistati: Nenè, Bianchetti, Katanec, Luna, Stevanovic, Kvrzic, De las Cuevas e Sambo. L’ennesima rivoluzione, di cui non si sono ancora potuti sondare gli effetti perché, nei magri risultati messi insieme in questo inizio di girone di ritorno, i nuovi sono stati utilizzati col contagocce. I programmi pluriennali di squadre come l’Empoli che lavorano su un gruppo, nel tempo, aggiungendo pedine a completare uno schema (ottenendo, peraltro, ottimi risultati) paiono lontani anni luce. I tifosi continuano a sperare, di volta in volta, che un ribaltone sia quello buono. I margini, quest’anno, ci sono. Le speranze è giusto coltivarle. Tanto, caso mai, non c’è problemi: a giugno si fa la rivoluzione….

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Il patron dello Spezia, Volpi

2 Comments

  • L’Empoli lavora con grupp consolidati nel tempo anche e soprattutto perchè ha un vivaio di grande qualità, organizzato e gestito bene (e non da oggi). Allo Spezia mi pare manchi il senso di progettualità a medio periodo e non solo a breve-brevissimo. E non solo allo Spezia.

  • Perfettamente d’accordo Luigi. E per di più, quello che fa riflettere ancor di più, è che da quando c’è Volpi, a Spezia si è lavorato tantissimo sul settore giovanile, ricostruendolo, migliorandolo, offrendogli strutture adeguate, ed ottenendo anche ottimi risultati, come dimostra la classifica del Campionato Primavera e il Viareggio dell’anno scorso in cui la squadra, che eliminò l’Inter, arrivò ad un passo dalla semifinale. Eppure, nonostante questo, non si può parlare di un vivaio che possa essere utilizzato dallo Spezia stesso, perché in prima squadra, come in tante squadre blasonate (con la differenza che le aquile non appartengono a questa categoria…), ce ne arrivano pochini (ultimamente il solo Ciurria, che, prima di distruggersi, faceva della gran panchina). E questo, invece, in una programmazione seria ed oculata, secondo me, dovrebbe essere preso in seria considerazione, assieme alla necessità di creare una base su cui lavorare e su cui fare della rifinitura. L’Empoli ha fatto così, il Sassuolo ha fatto così, il Carpi ha fatto così….

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