Napoli: ecco perché Doha ha cambiato tutto

NAPOLI – Higuain! Higuain! Higuain! Higuain! Ieri sera al San Paolo sembrava che la gente non riuscisse più a smettere di osannare quel nome. Lo stadio tremava come nei tempi migliori e sembrava che l’unico modo per sfogare tutta quella gioia fosse urlare al cielo quel nome. Higuain! Il Napoli targato 2015 è una squadra totalmente diversa da quella di inizio stagione. 4 vittorie su 5 partite, di cui tre vittorie consecutive, due turni di Coppa Italia superati ed una nuova, ritrovata, fiducia nei propri mezzi. La svolta? La finale di Supercoppa italiana a Doha, dove il Napoli ha tenuto testa alla Juventus ed è riuscita a ribaltare innumerevoli volte un risultato che sembrava segnato.

HIGUAIN  – Certo il gol all’ultimo minuto, lo spettro dei supplementari svanito di colpo e il passaggio del turno,  hanno avuto un ruolo importante  nello giustificare il trasporto nell’esultanza del pubblico partenopeo, ma probabilmente c’è dell’altro. E’ più di un mese che Gonzalo Higuain si è preso il Napoli sulle spalle e lo sta conducendo ad una vittoria dopo l’altra. E’ proprio dalla finale di Doha, quando per due volte riacciuffò la Juventus, consentendo alla sua squadra di partecipare alla lotteria dei rigori che vide vincitori proprio i napoletani. E’ da allora, da quell’esultanza che rimarrà per sempre nell’immaginario dei tifosi azzurri che qualcosa è cambiato. Come se finalmente Higuain avesse capito come calarsi in quel ruolo di leader in campo e fuori che tutti si aspettavano incarnasse. I numeri dicono che da allora Gonzalo è entrato in quasi tutti i gol realizzati dal Napoli, segnando direttamente o facendo segnare. Ma quello che i numeri non possono dire è il cambio totale di atteggiamento nei confronti della partita e dei suoi compagni. Il numero nove del Napoli sta giocando con un’aggressività e una cattiveria agonistica che i suoi tifosi non avevano mai potuto ammirare. I compagni di squadra, ad un passaggio sbagliato non ricevono più improperi e lamentele, ma applausi di incoraggiamento ed incitamenti. Tutto questo fa la differenza tra un grande giocatore ed un leader ed il pubblico lo ha percepito, per questo ieri è esploso sfogando tutto il suo amore per questo giocatore

La vittoria della Supercoppa italia il 22 dicembre a Doha
La vittoria della Supercoppa italia il 22 dicembre a Doha

COESIONE – Se è vero però che la metamorfosi del suo uomo più rappresentativo è risultata evidente, è altrettanto vero che a Doha, quel 22 dicembre, qualcosa è cambiato anche nell’anima di questa squadra e nella testa dei giocatori che ne fanno parte. Ecco, forse bisognerebbe proprio parlare di quell’ “anima” che Mazzarri si vantava sempre aver dato al suo Napoli e che al Napoli di Benitez sembrava essere sempre un po’ mancata. Una squadra fortissima sul piano tecnico che però troppo spesso entrava in campo molle, che non sapeva reagire bene alle difficoltà e che subiva dei cali di concentrazione importanti. Ecco, dopo la vittoria della Supercoppa la squadra di Benitez non è diventata magicamente più solida, gli errori difensivi continuano ad esserci e lo dimostra il fatto che a gennaio si è comunque mantenuta la media di circa un gol subito a partita. Però la sensazione è di una squadra più coesa perchè quello che è cambiato è che che ora il Napoli sa soffrire. Non è che non conceda occasioni, ma almeno ora se un avversario si appresta a tirare c’è qualcuno che prova a fare muro, se un giocatore azzurro sbaglia c’è un compagno che prova a coprirlo. Dopo la Supercoppa il Napoli sembra aver ritrovato quella fiducia nei propri mezzi che sembrava essere persa dopo la brusca eliminazione dalla Champions e un inizio campionato da incubo. La fiducia può sembrare un concetto astratto, ma è quella dote che permette alle grandi squadre di non smettere mai di credere alla vittoria, anche quando una partita si mette in salita o si è in una giornata no.

I NUOVI – Infine un ulteriore fattore determinante per questo nuovo Napoli è stato quello dei nuovi innesti. Da Gabbiadini tutti si aspettavano qualcosa, data l’indiscussa qualità del calciatore. Manolo è stato bravo finora a calarsi nel ruolo di comprimario con serietà ed umiltà. Pochi fronzoli e tanta sostanza nelle sue prime apparizioni azzurre. Inoltre già alla seconda da titolare è riuscito a mettere il suo sigillo su una vittoria ( contro il Chievo Verona) e a dare l’idea di tutte le sue potenzialità.Tuttavia la più bella sorpresa di questo inizio anno azzurro è rappresentata senza ombra di dubbio dal croato Ivan Strinic. Un giocatore preso a parametro zero, dotato di tecnica, forza fisica ed intelligenza tattica nelle due fasi di gioco che si è preso il posto di titolare nella difesa azzurra. Insomma una vera e propria scoperta per i tifosi del Napoli

IL CAMMINO – In definitiva questo Napoli 2.0 sembra davvero poter lottare per il secondo posto, a patto di non dimenticare le basi su cui ha costruito i successi di questo 2015. Il pericolo ora è di deconcentrarsi e tornare a pensare che sia tutto facile. Niente di più sbagliato per una squadra che ha dimostrato di poter vincere contro chiunque ma anche di poter perdere contro chiunque. Il calendario delle prossime giornate non è certo dei più semplici, ma forse alla squadra di Benitez stare sempre sulla corda non può che fare bene.

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