Napoli: il bilancio del mercato azzurro

NAPOLI – La sessione invernale del Calciomercato di Serie A si è ormai conclusa da più di una settimana, dandoci l’occasione di commentare l’impatto dei nuovi acquisti nelle loro nuove squadre ed in particolare di valutare i nuovi giocatori del Napoli. Gabbiadini e Strinic hanno subito lasciato il segno e hanno convinto gli addetti ai lavori e non. Le strategie di mercato del Napoli, spesso in controtendenza con le altre squadre di Serie A, si sono dimostrate per ora vincenti. Ma può bastare per difendere il terzo posto ed ambire a quel secondo posto che garantirebbe l’ingresso in Champions dalla porta principale?

TRE PARTITE DUE GOL – La vittoria per 3 a 1 contro l’Udinese al San Paolo ha regalato al Napoli la quarta vittoria consecutiva (quinta considerando anche la Coppa Italia) confermando l’ottimo momento di forma degli azzurri. Ci ha messo poco Gabbiadini per inserirsi nello scacchiere tattico di Benitez. Appena tre partite da titolare e il talento bergamasco è riuscito a porre la sua firma su due importanti vittorie che hanno consentito al Napoli di consolidare il suo terzo posto in classifica e  a guardare un po’ più in là. Domenica il numero 23 del Napoli ha sfoderato una partita maiuscola, sfoggiando tagli che hanno fatto sanguinare la difesa dell’Udinese e hanno facilitato il compito di chi doveva lanciarlo a rete (l’intesa con Marek Hamsik sembra già più che buona). Rispetto al Callejon delle ultime apparizioni, Gabbiadini è sembrato più fresco e lucido sotto porta, pur non garantendo la stessa copertura nell’altra metà campo. Nel primo tempo, complice anche la poca dimestichezza a coprire in certe zone di campo, sulla sua fascia si sono concretizzate un paio di azioni pericolose da parte dell’Udinese mentre nel secondo tempo, quando è calato leggermente dal punto di vista fisico, Benitez ha preferito affidarsi al suo pupillo spagnolo per ridare alla squadra il giusto equilibrio. Tuttavia i margini di miglioramento di un ragazzo del ’91 sono enormi e la sua forza fisica rappresenta una dote di cui non sono provvisti gli altri trequartisti del Napoli. Insomma, se qualcuno aveva pensato che 16 milioni di euro fossero troppi per questo giocatore forse si sta già ricredendo.

SOLIDITA’ E CONCRETEZZA – Di Strinic e del suo grande impatto nella squadra partenopea avevamo già parlato qui. Il croato è stata la vera intuizione di Bigon: arrivato a parametro zero, si è dimostrato già maturo e pronto per dare il suo contributo alla causa. Se le sue qualità fisiche potevano essere intuite facilmente a giudicare dalla sua stazza, sono state le sue qualità tecniche a sorprendere i tifosi azzurri. Il numero 3 del Napoli si è distinto fin dalle prime uscite per il suo senso tattico e la sua estrema concretezza in entrambe le fasi di gioco. In queste prime partite si è trovato ad aver a che fare con clienti scomodi come Candreva e Shaqiri, ma non si è fatto mettere in difficoltà. Anzi, l’innesto del croato sembra aver dato più sicurezza al pacchetto arretrato.
Con il ritorno di Ghoulam dalla Coppa d’Africa ed in attesa del ritorno di Zuniga, Benitez sembra poter avere un finalmente ampia scelta sulla fascia sinistra, con Strinic che si candida seriamente a ricoprire il ruolo di titolare.

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POCHI MA BUONI – Guardando alle altre squadre di serie A si può dire con estrema sicurezza che fino ad ora nessun neoacquisto ha avuto l’impatto che hanno avuto i nuovi del Napoli. Alcune squadre, come Inter, Milan e Genoa hanno rivoluzionato i loro undici titolari per ora con scarse fortune. Va anche detto che è normale, quando si cambiano così tanti titolari, che ci voglia un tempo fisiologico per vedere i frutti. Soprattutto nel caso dell’Inter, che oltre ai giocatori ha cambiato anche allenatore, modulo e filosofia di gioco, occorrerà ancora del tempo per valutare le mosse di questa sessione di mercato. Per ciò che concerne il Milan la qualità dei nuovi è innegabile(Cerci, Destro, Bocchetti, solo per citarne tre), ma in quel caso è forse Inzaghi a dover ancora trovare la sua dimensione come allenatore. Il caso del Genoa invece è ormai noto: in ogni finestra di mercato la società ligure porta a termine tante operazioni ed il mercato e questo gennaio, nonostante l’alta classifica, non ha fatto eccezione. Singolare infine il caso della Sampdoria, vera grande sorpresa di questa stagione calcistica, che ha venduto uno dei migliori giovani italiani al Napoli (stiamo ovviamente parlando di Manolo Gabbiadini) e ha provato a puntare sul talento di un giocatore importante come Samuel Eto’o, forse anche contro il parere del suo allenatore Sinisa Mihajlović.
In questo contesto il Napoli si è sempre mosso e continua a muoversi controcorrente. Bigon come al solito non ha provato ad impressionare la piazza con grandi nomi, ma ha chiuso due acquisti funzionali alle esigenze di rosa. Gabbiadini è un acquisto che per talento ed età anagrafica merita l’investimento della società azzurra e lo sta già dimostrando. Ivan Strinic da parametro zero è stato un colpo da maestro.
Va inoltre dato il merito a Benitez di essere stato in grado di mettere subito i due calciatori nelle condizioni di rendere al meglio. Dote già dimostrata lo scorso hanno, quando gli allora neo acquisti Ghoulam e Jorginho, si dimostrarono subito decisivi

QUELLO CHE MANCA – Quello che però appare chiaro a tutti è che il Napoli abbia portato a termine degli acquisti utili a superare delle situazioni di rosa che si erano venute a creare durante la prima parte della stagione. Sono stati probabilmente gli infortuni di Insigne e Zuniga, uniti all’impegno in Coppa d’Africa di Ghoulam indirizzare il mercato azzurro. La diretta conseguenza di ciò è che quello che sulla carta rendeva il Napoli inferiore a Juventus e Roma è rimasto pressoché inalterato. Rafael, il portiere azzurro, ha dimostrato più di un incertezza in questa prima metà della stagione e di certo ha fatto rimpiangere più di una volta l’ex Pepe Reina. Il reparto dei centrali del Napoli ha dimostrato di avere ricambi poco affidabili e lo stesso Albiol ha avuto amnesie preoccupanti per un giocatore della sua esperienza. Infine il centrocampista che doveva dare i tempi di gioco e garantire l’equilibrio tra i reparti, quello che doveva essere il grande acquisto del mercato estivo partenopeo, non è stato preso neppure in questa sessione. Ecco, forse anche solo un altro acquisto in uno dei reparti sopracitati avrebbe permesso al Napoli di fare il salto di qualità necessario a colmare il gap con le prime della classe.
La situazione contingente però, con i numerosi infortuni e il momento di appannamento della Roma abbinati alla serie vincente del Napoli hanno permesso ai partenopei di ritornare a portata di rimonta, con un girone tutto da giocare sul campo. Intanto i tifosi, anche quelli più incontentabili, si stanno godendo i nuovi ma soprattutto il rinnovato spirito della squadra di Benitez, quello si in grado di accorciare le distanze tecniche e di guardare ai prossimi mesi con fiducia.

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