Roma, con il rientro di Gervinho e Doumbia finiranno i problemi tattici?

ROMA – Si è conclusa in modo trionfale la Coppa d’Africa per i due ivoriani giallorossi, Gervinho e il neo arrivato Doumbia. Rientro previsto tra domani e giovedì. In vista di Roma-Parma (domenica h 15), però, è improbabile l’impiego dell’attaccante ex-CSKA, mentre è più concreta l’ipotesi di rivedere in campo Gervinho. La sua assenza è pesata molto sulle sorti della squadra di Garcia, che nel frattempo ha perso otto punti sulla Juventus ed è stata eliminata dalla Coppa Italia. Quanto e come potrà influire il rientro dei due calciatori africani sul modulo di Garcia?

PRESSING OFFENSIVO – Innanzitutto, un’annotazione di carattere tattico. Il 4-3-3 in genere, e quello di Garcia nello specifico, è probabilmente il miglior modo per coprire il campo, ma a condizione che i movimenti di squadra siano organizzati. Nel mese di gennaio, mentre Destro scivolava sempre più lontano dalle gerarchie di Garcia (e più vicino a Milanello), il tecnico francese ha schierato quasi sempre Totti come prima punta. Una scelta semi-obbligata, ma penalizzante dal punto di vista tattico. Infatti, l’ormai 38enne attaccante e Capitano della Roma, non è più in grado di garantire quel movimento continuo sul fronte offensivo, in pressing sui difensori avversari. Senza il suo contributo, aumenta la fatica per tutti: esterni d’attacco e centrocampisti (soprattutto uno, Nainggolan: è spesso lui ad alzare il pressing oltre la propria area di competenza). In mancanza di un pressing offensivo armonico e costante, la difesa è costretta ad abbassarsi. Dunque in fase di possesso la transizione del pallone avviene più tra i centrali difensivi che tra i centrocampisti, moltiplicando il rischio di errori, e diminuendo la qualità in fase di impostazione. In fase di non possesso, la squadra fatica ad alzare il baricentro. Un problema cronico che, sul lungo termine, potrà forse essere risolto con il ritorno di Gervinho e soprattutto Doumbia. Garcia avrà finalmente la tanto invocata punta di movimento. A marzo-aprile, i rientri di Iturbe e Ibarbo doteranno il tecnico francese di un reparto offensivo sempre più di primo livello per la serie A.

…E TANTI GOL – Ma il motivo per cui Garcia, parlando di Doumbia, sembra non poter trattenere l’entusiasmo, corrisponde alla vena realizzativa dell’attaccante ivoriano. 141 gol in sei anni e mezzo di carriera, tra Svizzera e Russia, sono uno score invidiabile. Si è molto parlato dei primi tempi deficitari disputati dai giallorossi, spesso passati in svantaggio nella prima frazione. Doumbia può garantire alla Roma quei gol in grado di sbloccare la partita, e incanalarla verso binari ben più favorevoli. Tutto è molto più semplice quando una squadra riesce a passare in vantaggio, anche perché gli spazi concessi dall’avversario sono molto più ampi. Lo scorso anno la Roma approfittò spesso di questa circostanza positiva, e tutti ricordano le rapidissime incursioni offensive di Gervinho. Per una Roma che vuole ritrovare se stessa, il rientro di Gervinho e Doumbia potrà davvero rivelarsi decisivo.

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