Inter, Mancini: “L’Atalanta è molto solida. Kovavic? Può giocare ovunque”

Appiano Gentile – Archiviata la parentesi vincente contro il Palermo, l’Inter si appresta ad affrontare la complicata trasferta di Bergamo. Risale al 2008 l’ultima affermazione interista, proprio quando in panca sedeva Mancini. Per la formazione, conferme per Santon e Brozovic: Podolski in vantaggio su Kovacic e Palacio al fianco di Shaqiri e alle spalle di Icardi.        

MIGLIORAMENTI – La vittoria contro i rosanero ha riportato fiducia e morale nell’ambiente nerazzurro, incupito dopo le beffe con Torino e Napoli. Nella conferenza stampa pre partita, mister Mancini ammette di aver visto dei segnali positivi nel gioco e nell’atteggiamento della sua squadra: «I giocatori stanno migliorando giorno dopo giorno e mi danno sempre delle garanzie. Le partite possono essere decise anche dagli episodi, ma l’atteggiamento è molto positivo e sono soddisfatto». Giovedì sarà la volta dei sedicesimi di Europa League contro il Celtic, avversario da non sottovalutare: «Per il momento la partita di domani è più importante e non credo che debba far riposare qualcuno. C’è tempo per recuperare».                                         
I PROTAGONISTI – Domenica scorsa, Podolski è rimasto per 90′ in panchina: «Adesso la sua condizione sta migliorando e sicuramente ci darà una grande mano». Altra pedina fondamentale è Kovacic, che continua a ‘litigare’ per la sua posizione in campo: «Mateo è ancora molto giovane e quindi non ha ancora un ruolo ben definito. Le sue qualità gli permettono di essere impiegato in più ruoli, adesso potrebbe giocare ovunque. Per giocare davanti alla difesa deve essere anche più maturo. C’è bisogno di tempo». Sono tante le aspettative riverse su Santon e Brozovic, apparsi in buona forma nelle ultime partite: «Davide ha giocato poco e ho paura che abbia bisogno di riposare, anche se adesso non può permetterselo. Su Marcelo, invece, andrei più cauto. Ho letto che è stato paragonato a Stankovic, magari un giorno sarà anche migliore, ma capiterà anche a lui di sbagliare partita. Ha bisogno di integrarsi e di conoscere il calcio italiano». In avanti, tra Icardi e i tifosi è amore-odio: «L’ho visto sempre tranquillo, difficilmente si preoccupa per qualcosa. L’esultanza, invece, non sarebbe un problema se facesse due gol a partita. Credo che esultare sia bellissimo per qualunque calciatore. Poi, ripeto, se segna due gol a partita e non esulta a me va bene lo stesso».

IL TABù – Dopo Mancini, l’Inter ha sempre faticato sul campo dell’Atalanta: l’ultima affermazione dei meneghini risale al 2008, quando in panchina sedeva proprio il tecnico di Jesi (2-0, a segno Balotelli e Vieira). I bergamaschi, reduci da «una sconfitta immeritata, sono una squadra molto solida ed è difficile giocare contro di loro», potrebbero approfittare delle difficoltà interiste ad imporsi in trasferta. Il terzo posto è ormai un’utopia: «Non bisogna mai mollare, nel calcio bisogna fare così. Ora pensiamo all’Atalanta, poi con un filotto di vittorie tutto potrebbe cambiare». Con la Champions League arriverebbero poi i grandi campioni: «La Serie A ha bisogno dei grandi giocatori per tornare al top, cosa che siamo stati per 25 anni. Questa è la nostra speranza e Yaya Touré è uno di questi. Se ci riuscissimo sarebbe una grande cosa per tutti, ma anche se altre squadre portassero in Italia dei campioni».                                                     

LA PROBABILE FORMAZIONE – Scelte obbligate in difesa a cause delle varie indisponibilità di Andreolli, Vidic, D’Ambrosio, Nagatomo e Jonathan: Juan Jesus e Ranocchia coppia centrale, Campagnaro e Santon sugli esterni. Guerin, Medel e Brozovic in mezzo al campo: in avanti, invece, Shaqiri e Icardi sono i titolari certi. Podolski, Kovacic e Palacio in lotta per una maglia.

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