Forever Aquile: Luca Mondini

In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

Dopo aver trattato diversi giocatori di movimento, è l’ora di ritornare a parlare di un esponente del ruolo più “stabile” del gioco del calcio, quello con cui questa rubrica cominciò. Allora si parlava di Albertosi, stavolta tocca ad un portiere che non ha raggiunto, sicuramente i livelli del Ricky Nazionale, ma si è comunque ritagliato un suo spazio nella storia del Campionato Italiano, uno che avrebbe potuto ottenere di più, viste le prospettive con cui partì, ma che, forse, non sbocciò mai  completamente, uno che, comunque, la Serie A l’ha conosciuta e l’ha vissuta e qualche trofeo in bacheca l’ha messo: Luca Mondini.

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GLI INIZI – Mondini nasce a Parma il 25 febbraio 1970. Entra da subito nel settore giovanile dell’Inter in cui mette, fin dall’inizio, in mostra le sue caratteristiche di estremo difensore scattante tra i pali, a discapito di una statura non altissima, ma anche sicuro nelle uscite. Di lui si parla un gran bene e pare destinato ad un radioso futuro tra i pali della squadra nerazzurra, che crede molto nel giovane prospetto. Nella stagione 89/90 approda anche alla prima squadra, pur senza mai scendere in campo. Così, si decide di mandarlo a maturare nelle serie inferiori e, per questo motivo, viene mandato in prestito allo Spezia.

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IL PRIMO APPRODO IN MAGLIA BIANCA – Mondini approda allo Spezia all’inizio della stagione 90/91, la stessa vista la settimana scorsa per Giampaolo, che quindi è un suo compagno nel primo anno tra le aquile. La società milita in C1, con una squadra allestita per ben figurare e disputare un campionato tranquillo, non senza strizzare l’occhio alla classifica se le cose dovessero cominciare a girare bene. Ed effettivamente il rendimento stagionale è buono e la squadra fa una bella figura, viaggiando sempre nelle posizioni alte della classifica e dando non poco filo da torcere alle squadre impegnate nella lotta per la promozione. Mondini è fin da subito il portiere titolare, esordendo alla prima giornata, nella partita persa a Venezia per 2-1, e giocando, praticamente, tutte le 34 partite di quel torneo. Il suo rendimento è molto alto, trasmettendo notevole sicurezza alla difesa, che, alla fine del campionato, con 23 gol subiti, sarà la quarta migliore del torneo, appena dopo le tre squadre (Piacenza, Venezia e Como) impegnate nella lotta per la promozione. L’estremo difensore arriva a mettere insieme anche 435′ di inviolabilità della propria porta, tra l’80’ minuto della partita persa a Monza per 4-1 all’8^ giornata del girone d’andata, al 65′ della partita persa 1-0 a Fano alla 13^, chiudendo i battenti a doppia mandata nei match con Pavia (1-0 al Picco), Pro Sesto (0-0 in casa), Casale (0-0 in trasferta), Chievo (2-0 tra le mura amiche). Il campionato si conclude con il quinto posto finale. Lo Spezia partecipa anche alla Coppa Italia di Serie C, ma qui, come già ricordato la scorsa settimana, il torneo si interrompe alla fase a gironi, in cui gli aquilotti arrivano terzi, dietro le due qualificate alla fase successiva. Mondini gioca tutte e 6 le partite del girone, subendo gol nelle prime 3 (sconfitta 2-1 a Carrara, 2-1 al Livorno e 1-1 a Viareggio) e mantenendo la porta inviolata nelle successive 3 (3-0 alla Massese, 0-0 a Cecina, 2-0 alla Sarzanese). Il prestito del portiere viene confermato anche per la stagione successiva. E’ uno dei pochi a salvarsi in una rivoluzione che coinvolge quasi tutta la rosa, lasciando solo 5 giocatori della stagione precedente. Mister è sempre Ferruccio Mazzola, ma, visti i non brillanti risultati, viene sostituito alla 21^ giornata da Savoldi (la stagione, quindi, verrà analizzata più nello specifico quando si parlerà di questi due noti allenatori). Mondini è ancora il portiere titolare e giocherà nuovamente quasi tutte le partite della stagione, fermandosi, però, stavolta a 33 presenze, cedendo la porta nel match di Empoli della 32^ giornata al secondo, tal Mazzantini (di cui si parlerà, ovviamente, più avanti). La poca tranquillità dimostrata dalla squadra si ripercuote, però, anche sulla difesa, che risulterà, a fine stagione, molto più perforata del campionato precedente, con 33 gol subiti (10^ difesa del torneo, ne subiranno meno persino la Pro Sesto, giunta quartultima, e il Casale, terzultimo, retrocesso proprio dopo lo spareggio con i lombardi), di cui Mondini ne subirà 31. Grazie al raddrizzamento della rotta dopo il cambio in panchina, il campionato verrà concluso con un buon ottavo posto, a 33 punti, frutto di 8 vittorie, 17 pareggi e 9 sconfitte. Un po’ meglio della stagione precedente andrà in Coppa Italia Serie C, in cui lo Spezia passerà, da seconda, la fase a gironi, fermandosi, però, ai sedicesimi dopo il doppio confronto con la Massese. Il giovane portiere gioca solo le 4 partite della fase a gironi, subendo gol solo alla prima (sconfitta 4-2 ad Alessandria) e mantenendo inviolata la porta nelle successive 3 con Cuneo, Novara e Casale, tutte vinte per 1-0, mentre i sedicesimi saranno giocati dal suo secondo Mazzantini. A fine stagione l’Inter richiama alla base Mondini che così, dopo due stagioni, comunque molto positive, lascia il Golfo per la prima volta.

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Mondini in una formazione dello Spezia 1991/92

L’ADDIO ALL’INTER E IL GIRO PER L’ITALIA – Tornato a Milano, viene subito girato, nuovamente in prestito, al Como, peraltro nello stesso girone di C1 dello Spezia, così che il portiere incontrerà in stagione gli ex compagni altre due volte (subendo gol nel 2-0 rimediato al Picco all’andata, mantenendo la porta inviolata al ritorno, nello stesso risultato, stavolta a favore della sua squadra). Finisce la stagione con 32 presenze all’attivo e 31 gol subiti, quindi, nella stagione 93/94 fa il suo esordio in Serie B, sempre in prestito, nelle file della Fidelis Andria, dove gioca 38 partite, subendo 29 gol. A fine stagione ritorna definitivamente a casa madre, dove viene, finalmente, inserito nella rosa ufficiale della stagione 94/95, come secondo di Pagliuca. Essere la riserva di un tale portiere, in quella fase della sua carriera, non è per nulla facile, e, infatti, Mondini non vede mai il campo. Alla fine di quella stagione, con la cessione al Vicenza, termina la storia del portiere in nerazzurro, senza che mai sia maturata e si sia concretizzata la fiducia che sembrava essere stata riposta in lui fin dall’inizio. Con i veneti esordisce in Serie A, dove, nel giro di due stagioni, mette insieme 64 presenze, subendo 74 gol. E’ il Vicenza di Guidolin, sorpresa del campionato,  che, in quelle due stagioni, mette insieme un 9° e un 8° posto e, nella seconda, nel 96/97, conquista, addirittura, la Coppa Italia, competizione in cui, però, Mondini figura soprattutto come riserva, risultando titolare Brivio. La fiducia del tecnico nel portiere, fino ad allora secondo, cresce al punto da divenire titolare nelle intenzioni di Guidolin per la stagione 97/98, cosicché, intuendo questo, Mondini preferisce trasferirsi in B al Treviso, dove gioca 27 partite, subendo 32 gol. Nel 98/99 passa al Napoli, al tempo in B, dove mette insieme 21 presenze e 28 gol subiti, quindi, la stagione successiva passa in prestito alla Lazio, dove non scenderà mai in campo, essendo il terzo portiere dietro a Marchegiani e Ballotta. E’, però, la stagione dello scudetto dei biancocelesti, così che anche Mondini può mettere nel proprio palmares la conquista dell’alloro nazionale, insieme ad un’altra Coppa Italia, pur senza mettere a referto neanche una presenza. Nel 2000/01 torna al Napoli, che nel frattempo è tornato in A, dove, però, è il secondo di Mancini e giocherà solo 3 partite (subendo 4 gol), retrocedendo con i compagni in B. Nella stagione successiva gioca effettivamente anche lui in B, ma non nelle file dei partenopei, perché nel frattempo passa alla Samp, con cui disputa 33 incontri subendo 40 gol. Svincolatosi dai liguri, nei due campionati successivi torna a giocare in terza serie, ingaggiato dalla Reggiana, con cui mette insieme 45 presenze e 56 gol subiti. Quindi, all’inizio della stagione 2004/05 passa alla Cremonese, con cui disputa due stagioni e mezza: nella prima è titolare e conquista con i compagni la promozione in B; nella seconda, dopo un inizio da titolare, visti i pessimi risultati della squadra, diventa riserva di Giorgio Bianchi; nella terza, disputa solo due partite, prima di lasciare la squadra a gennaio per tornare allo Spezia.

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Mondini tra i pali del Vicenza

IL RITORNO CON LE AQUILE – E’ gennaio 2007, quindi, quando Mondini fa ritorno in maglia bianca. E’ l’anno del ritorno in B delle Aquile dopo 55 anni. E’ soprattutto l’anno post Calciopoli della Juve in B, quindi con la serie cadetta al centro dei riflettori come forse mai era stata. Lo Spezia ci tiene a far bene, innanzi tutto perché non ha intenzione di tornare “nel dimenticatoio” dopo appena un anno e poi, ovviamente, per il grande potere mediatico che ha un evento di questa portata. In realtà le cose non vanno esattamente come preventivato e, da un campionato da vivere in tranquillità, si passa ben presto a trovarsi invischiati nella lotta per non retrocedere. A gennaio, con il mercato di riparazione, si decide di mettere un uomo di esperienza alle spalle di Santoni, il portiere titolare, e, per questo, viene scelto un giocatore che Spezia la conosce bene e in maglia bianca ha ben figurato, e che ha la fama di essere un professionista serio, che può essere utile per lo spogliatoio, Mondini appunto. Alla fine della stagione riuscirà a mettere insieme 2 presenze, giocando a Vicenza, dove lo Spezia perde 1-0, e con la Triestina, 2-2 il finale. Lo Spezia in quella stagione si toglierà qualche soddisfazione, come l’1-1 casalingo con una Juve costretta a rimontare, solo grazie ad una prodezza di Nedved, e la vittoria a Torino, in rimonta, con cui gli aquilotti si conquisteranno l’accesso ai play out (con buona pace di Antonio Conte, al tempo allenatore dell’Arezzo, che, a causa di questo risultato retrocederà e che, quindi, in quel caso, non le manderà a dire alla sua ex squadra). Agli spareggi col Verona gli uomini di Soda conquisteranno la permanenza in Serie B. Il confusionale processo di riorganizzazione della squadra per la stagione successiva, che sarà solo il prodromo della crisi che esploderà da lì a qualche mese, culminante nel fallimento della società bianca, coinvolge anche Mondini, che lascia, quindi, definitivamente lo Spezia, terminando la sua avventura aquilotta con un totale di 79 presenze nelle varie competizioni e 65 gol subiti.

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IL FINALE DI CARRIERA – Lasciato il Golfo, nella stagione 2007/08 va a fare la riserva al Padova in C1, con cui gioca solo 3 partite, subendo 7 gol. A fine stagione si svincola e a dicembre viene ingaggiato dal Benevento, neopromosso in Lega Pro Prima Divisione, con cui disputa 12 incontri, subendo 9 gol, e contribuendo al secondo posto in campionato che sancisce l’accesso ai play off, in cui i giallorossi perderanno la finale con il Crotone. La stagione successiva, l’ultima della sua carriera, firma per i Crociati Noceto, in Lega Pro Seconda Divisione, dove, tra l’altro ha modo di incontrare, nuovamente, da avversario lo Spezia e, dove, dopo 23 presenze e 26 gol subiti, decide di appendere le scarpette al chiodo. Fin da subito decide di incanalare la sua lunga esperienza nella formazione atletica e professionale dei giovani, accettando il ruolo di preparatore dei portieri per le giovanili del Parma, nello specifico della Primavera, ruolo che riveste tuttora.

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Mondini in veste di preparatore dei portieri

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