Roma: dove nascono le difficoltà attuali?

La Roma ha smarrito la via maestra e non riesce più a risollevarsi. Pur col ritorno dei nazionali africani, la squadra giallorossa continua a offrire prestazione negative sia dal punto di vista del gioco e sia dal punto di vista dei punti in classifica. Quali sono i motivi che hanno portato a un crollo così verticale degli uomini di Garcia? Aspetto fisico, tecnico o mentale? Una cosa è certa, la Roma quest’anno aveva tutte le carte in regola per competere per la vittoria del campionato fino alla fine della stagione; invece i tifosi giallorossi si ritrovano a febbraio col treno scudetto oramai lontano anni luce, e un’eliminazione dalla coppa Italia che ancora brucia. Garcia è ancora in tempo per rimettere la chiesa al centro del villaggio, ma chi mastica sport sa perfettamente che al peggio non c’è mai fine.

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Aspetto fisico – Quest’estate la Roma ha effettuato una preparazione diversa dagli anni passati per via degli impegni d’oltreoceano, necessari per diffondere il proprio brand in altre realtà mondiali. Un rischio programmato che i dirigenti sapevano di dover correre senza precise garanzie essendo alla loro prima esperienza in questo senso per via della coppa del Mondo. Inoltre, rispetto all’anno passato, è cambiato il preparatore atletico. La somma di queste due componenti ha evidenziato come la squadra giallorossa, abbia subito una lunga serie di infortuni muscolari e una tenuta fisica e atletica tutt’altro che soddisfacente. Gli infortuni hanno costretto Garcia a impiegare spesso gli stessi uomini per più partite ravvicinate tra loro, comportando in essi un deterioramento fisico col rischio di farsi male. Ora la squadra capitolina gioca con poca brillantezza e ciò si riversa sulla qualità del gioco che risulta lento e prevedibile.

Aspetto tecnico – I centrali difensivi della passata stagione erano Benatia e Castan. Grazie a loro, oltre a un’ottima fase difensiva interpretata dall’undici schierato in campo, la Roma ha subito non solo poche reti, ma anche pochi tiri in porta. Ma la qualità che maggiormente emergeva risultando decisiva, era quella di saper impostare il gioco con velocità. Quest’anno la musica è cambiata e i centrali giallorossi, Manolas, Yanga Mbiwa e Astori hanno palesato una mancanza da questo punto di vista. Si sente l’assenza di un calciatore che si assuma la responsabilità di effettuare un passaggio smarcante o un cambio di gioco, doti necessarie per ottenere superiorità numerica in certe zone di campo e partire in contropiede. I centrali difensivi oramai svolgono il compitino passandosi la palla fra di loro o a De Rossi il quale è costretto ad abbassarsi per inizializzare il gioco, lasciando il centrocampo in inferiorità numerica.

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Aspetto mentale – La sconfitta contro il Bayern Monaco in Champions League ha lasciato un segno indelebile nella squadra, aprendo una ferita tuttora in fase di convalescenza. I calciatori, che prima di quella partita giocavano a memoria, hanno perso alcune sicurezze. Se prima erano abili nel far viaggiare il pallone velocemente e spesso di prima, ora hanno quantomeno timore nel forzare una giocata. Non è un caso la moria che attanaglia l’attacco giallorosso. La linea difensiva raramente alza il proprio baricentro e di conseguenza, centrocampo e attacco, per mantenere i reparti uniti, si ritrovano lontano dalla porta avversaria; ciò comporta una manovra prevedibile, dove pochi calciatori si inseriscono e occupano l’area avversaria. Il 2 marzo arriva all’Olimpico di Roma la Juventus; sarà l’ultima chance per gli uomini di Garcia per credere ancora nel sogno scudetto. Una vittoria potrebbe innescare quella scintilla necessaria per ritrovare fiducia e riproporre quel gioco spettacolare, che fino a poco tempo prima, molti addetti al lavoro le riconoscevano.

2 Comments

  • Per me il vero problema della Roma è la somma di tutti questi tre aspetti. Mettiamoci pure Garcià che con quelle dichiarazioni dopo Juve roma ha fatto credere a tutto l’ambiente di essere i più forti! La curva ora dopo ogni sconfitta canta vinceremo il tricolore come se tutto fosse dovuto… Embeh si è vinto così tanto che possiamo permetterci di fare certe dichiarazioni… Bah!

  • in sintesi si e’ scelto, piu’ o meno consapevolmente, di rinunciare alla qualita’ a favore della quantita’. la Roma corre tanto ma a ritmi bassi. ha piu’ giocatori di buon livello in rosa ma non un gruppo trainante (Benatia ceduto, Castan e Strootman out, Maicon Totti Gervinho calati per motivi diversi). spero che il prossimo anno si impari dagli errori commessi, il potenziale resta elevato. ora, come scrivi tu, solo una bella vittoria sulla juve potrebbe dare una svolta.

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