Pensieri di un tifoso: io juventino, come ti aspetto Borussia

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E’, finalmente, il 24 Febbraio.
E’ dall’ultima partita dei gironi che aspetto questo momento . Da quel noioso 9 Dicembre, a Torino, per essere precisi. Con la mia Juve che ha giocato coperta e con un Atletico Madrid compiacente a non sbilanciarsi, che già ci strizzava l’occhio sorridente.
Le due attese (perchè sì, anche noi quest’anno eravamo attesi) erano appena passate agli ottavi.
Si riparte da qui, da oggi. Da quella canzoncina magica che aleggia sullo stadio. E’ solo sensazione.

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Formazioni Juventus e Milan, finale di Champions 2002/03

Per uno juventino la Champions è un tabù, si sa. E’ come un rompicapo tremendo.
Prendi l’invincibile armata del 2003 (che purtroppo invincibile non era). Somma Del Piero, Trezeguet, Buffon; sottrai Nedved, squalificato per somma di ammonizioni contro il Real la partita prima; e come risultato hai la sconfitta in finale di Champions; poi, per gettare sale sulla ferita , mettici pure che a batterti (ai rigori poi, che fa sempre più male) sono stati proprio i tuoi compatrioti del Milan.
Un tabù appunto. Una maledizione mistica e amara.
Ma torniamo ad oggi, al 24 Febbraio.
A Torino sono arrivati i ragazzi di Klopp, che a guardare la classifica della Bundes, dopo trascorsi ai vertici europei, quest’anno sono un po’ spaesati. I punti guadagnati in campionato sono pochi, meno della metà se si dovesse fare una comparazione con quelli della Juventus.
Ma nessuno osa sbandierare il “turno facile”. Lo sappiamo tutti che i punti in campionato non sono una variabile esatta, ma soprattutto, che la Champions è un trofeo atipico, eccezionale nella sua unicità.
Che una squadra (solo apparentemente) zoppicante come il Borussia può dare filo da torcere a qualsiasi compagine le si piazzi davanti. E’ la magia, imprevedibile forse, delle grandi occasioni.
E’ forse su quella stessa magia che Max Allegri si aggrapperà questa sera: al folklore caldo ed energico dello Juventus Stadium, unito in un sold out annunciato. (Ad ammazzare il tabù e la paura).
Ma il tecnico toscano non penso si attaccherà solo alla magia del sipario europeo. A spalleggiarlo ci saranno le giocate di mostri sacri come Pirlo e Buffon, di nuove stelle, splendenti e giovani, come quella di Pogba; ma anche di quelle che già splendevano dall’era contiana di Vidal e Marchisio.
E’ il 24 Febbraio.
La Champions è ancora viva per noi italiani. Una fiammella (non mi sbilancio) di speranza, che per un turno illumina ancora Torino, come un faro.
E’ il 24 Febbraio e la giornata universitaria che mi attende si spenderà lentamente e faticosamente dietro un orologio che parrà non volere proprio finire con le lancette sulle 20 e 45. Ma poco importa.
Chiudo gli occhi e sono già lì, con le squadre schierate prima del fischio di inizio, davanti al pubblico torinese, che mimano con la bocca le parole di quella canzoncina bellissima di Tony Britten.
” The Champions…”

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