EDITORIALE; mentre lo scudetto sembra assegnato, ci si chiede cosa fare con il Parma

Tavecchio

RESOCONTO di una giornata più spezzatino del solito, più emozionante forse fuori che dentro ai campi

CAMPIONATO FALSATO- qualunque siano gli sviluppi, la piena regolarità del torneo 2014-15 è già compromessa; il Parma non ha nemmeno i fondi (40.000 euro circa in media) per organizzare le partite casalinghe, i giocatori non percepiscono lo stipendio da Novembre e potrebbero da un momento all’altro mettere in mora la società, con conseguenti altri punti di penalizzazione in classifica, e ovviamente ci si può immaginare come Donadoni e i suoi ragazzi possono presentarsi agli allenamenti e preparare le partite. E’ vergognoso notare come il massimo torneo calcistico nazionale possa essere turbato da situazioni come quella del Parma; passare da un avventuriero all’altro (Ghirardi, Taci, adesso Manenti), personaggi che, forse solo per mettersi in mostra o per avere finanziamenti dalle banche dimostrando di essere proprietari di una società di calcio, (nel caso di Taci anche con guai giudiziari in Albania) millantano capitali inesistenti, prendendo in giro una città, prima che un gruppo di tesserati, rischiando il fallimento con conseguente perdita del titolo sportivo. Al di là del rammarico (eufemismo) nel vedere una società gloriosa ridotta in queste condizioni, la domanda è; cosa fare? La soluzione migliore sarebbe che la Lega (quindi i club) si accollassero i circa 500000 euro (stiamo larghi) che servono ai gialloblu per organizzare le 9 partite casalinghe rimanenti e per pagare le spese vive, magari defalcandole dal paracadute di 15 milioni di euro che Sky riserva alle squadre retrocesse in serie B; questa soluzione però, dà per scontato che il Parma non fallisca, come hanno fatto, per esempio, Siena e Padova che sono ripartite dai dilettanti, e che mantenga il titolo sportivo e quindi il diritto a disputare la prossima serie B; crediamo che sarebbe nell’interesse di tutti mantenere in vita il Parma almeno a fine stagione, evitando gli 0-3 a tavolino e quindi falsando la competizione, visto che i crociati hanno comunque giocato regolarmente 23 partite conquistando sul campo 11 punti (meno 1 di penalizzazione). Comunque la si veda, La lega (soprattutto, vero Tavecchio?), la Covisoc, e la federazione, dovrebbero porsi delle domande su come si è arrivati a questo.

SCUDETTO GAME OVER- Tutto sommato non scopriamo nulla di nuovo; che la Juventus, in Italia, fosse di un altro pianeta, lo sanno tutti da tempo. Ormai anche l’unico avversario ancora plausibile, la Roma, sta gettando la spugna; l’ultima chance per i giallorossi è lo scontro diretto di lunedi prossimo all’olimpico, per ridurre il gap di nove lunghezze dai bianconeri, ma anche Garcia non sembra crederci più; la Roma non vince in campionato dal 6 gennaio (1-0 a Udine), viene da 6 pareggi nelle ultime 7 gare, e non “espugna” l’Olimpico addirittura dal 30 novembre (4-2 all’Inter). Rispetto all’anno scorso, tante cose sono cambiate, in peggio; il problema di Castan, la lunga assenza per la Coppa d’Africa di Gervinho (che con la testa sembra ancora là), e, diciamolo, le scelte cervellotiche di Garcia, che si è privato nel mercato di Gennaio del suo unico centravanti di ruolo (Destro), che comunque lui non vedeva, ha mandato in campo senza un allenamento il suo primo rimpiazzo Ibarbo in coppa Italia, che si è subito fatto male, e ha scommesso, per ora senza successo, sull’altro ivoriano Doumbia, che comunque è arrivato da poco e che merita un minimo di attesa prima di giudicarlo. Senza l’alto rendimento dei suoi esterni, il gioco spumeggiante della scorsa stagione non si vede più, Pianic sembra la fotocopia sbiadita del magnifico giocatore di inizio stagione, e  l’espressione di Totti, sostituito a Verona, dimostra che anche nello spogliatoio non tutto funziona alla perfezione. Il Napoli, che a sua volta non incanta ma vince anche senza Higuain grazie all’abbondanza di attaccanti e trequartisti e al ritorno al gol di Hamsik (potrebbe essere il miglior acquisto per Benitez) è a soli 3 punti, per quell’importantissimo secondo posto che fa evitare i preliminari di Champions; Garcia, anche se vince con la Juve, farà bene a guardarsi le spalle. La capolista, che non sta facendo sfracelli sul piano del gioco, può di fatto concentrarsi sulla coppa, a condizione di ottenere almeno un pari lunedì sera.

BRODINI E RIPARTENZE- Non giocava contro il Real Madrid, ma almeno Inzaghi ha salvato la sua panchina e si è guadagnato una settimana di tranquillità. Tra le testimonianze di Gullit, che nota la differenza di traffico intorno allo stadio tra l’epoca dei fasti e il presente, e le voci insistenti di cessione della società ad un gruppo cinese, il Milan si prende un brodino, con l’ennesima formazione diversa, e Pippo che cede all’utilizzo del centravanti che non voleva e schiera prima quello nuovo, Destro, che già si lamenta per la pressione che sente su di se, e poi quello vecchio, Pazzini, che si prende anche la soddisfazione di segnare. Per il gioco ripassare, contando principalmente su Bonaventura e Menez, sperando di recuperare qualche infortunato in difesa, ascoltando i primi mugugni di Cerci,e attendendo test più probanti del Cesena. Ci sono tante squadre davanti, ma l’Europa League in fondo dista solo 2 punti… I cugini invece passano a Cagliari (terza vittoria di fila; non capitava da 3 anni), contro una squadra in difficoltà ed incompleta, ma giocando comunque un buon calcio per almeno un’ora. Qualcosa di buono si comincia a vedere, con Mancini che attinge di volta in volta dalla qualità dei suoi trequartisti (stavolta sugli scudi c’è Kovacic, che non doveva nemmeno giocare e che veniva da 4 panchine di fila) e soprattutto dal neo-capocannoniere ex-equo con Tevez, Maurito Icardi. Buono l’inserimento di Santon sulla mancina, ripescato Campagnaro come terzino destro (ma D’Ambrosio?), la qualità e la quantità non mancano di certo, anzi la gestione dei mugugni per chi non gioca sarà il problema principale di Mancini in questo finale di stagione; quante squadre terrebbero contemporaneamente in panchina, per esempio, Ranocchia, Palacio, Shaquiri ed Hernanes?

RESTO- La lotta per l’Europa è molto serrata; la giornata ha sorriso alla Lazio dell’eterno Mauri, unica a vincere di questo gruppo. La Fiorentina ha sprecato una grande occasione col Toro (Gomez sembra ormai fuori dai giochi), Samp e Genoa, dopo un primo tempo scoppiettante, hanno ravvivato il derby solo nel finale ma non si sono fatte male, le milanesi sono dietro ma il Milan non gioca in coppa, sarà una volata fino all’ultima giornata. Probabilmente, la squadra che gioca il miglior calcio in questo momento è l’Empoli di Sarri, che sta mettendo in mostra elementi davvero interessanti, come Rugani, Tonelli, Valdifiori (vero sig. C.T.?), oltre agli stranieri Vecino e Mario Rui, nonché il rivitalizzato Maccarone. Bisognerà trovare la terza retrocessa, visto che Parma e Cesena, per motivi diversi, sembrano spacciate.

 

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