Milan, il paradosso di Inzaghi: la gestione del vero nueve

Milanello – Il 2-0 inflitto Domenica scorsa al Cesena è servito a rasserenare gli animi in casa rossonera, però non si può assolutamente parlare di svolta. I motivi sono essenzialmente due: il Cesena, seppur in ripresa come testimonia il pareggio casalingo contro la Juventus, non rappresentava certamente un test probante e soprattutto il gioco continua a latitare. Per alcuni tratti del match è stato il Cesena ad avere in mano le redini del gioco e ciò agli occhi di Gullit (simbolo del grande Milan e presente durante il match in tribuna) e dei tifosi potrebbe sembrare quasi una bestemmia (ovviamente con tutto il rispetto per la squadra di Di Carlo). A tutto ciò si aggiunge il grande problema della stagione rossonera: la gestione del nueve. Da Torres a Destro, passando per Pazzini, il Milan non sembra in grado di far rendere al meglio il centravanti d’area di rigore.

destro-milan

Paradosso – Uno dei più grandi attaccanti della storia del Milan e della serie A, ovvero Inzaghi, in crisi nella gestione dei suoi “eredi”? Potrebbe sembrare quasi una barzelletta, invece è la nuda e cruda realtà della stagione rossonera. Inzaghi proprio non riesce a far ingranare il vero nueve, qualsiasi esso sia. Prima Torres, autore di un solo gol ad Empoli, poi Destro, in gol contro l’Empoli ma sempre fuori dal gioco contro il Cesena, passando per Pazzini, in rete solo Domenica su rigore, sono sembrati tutti in crisi d’identità negli schemi di Inzaghi. Il Milan ha realizzato 35 reti in 24 partite e solo 3 sono giunte dalla prima punta: sono numeri molto preoccupanti e soprattutto dovrebbero far riflettere Inzaghi. Il centravanti di peso è soprattutto colui che finalizza le azioni corali di una squadra o che sfrutta i cross provenienti dalle fasce. Il gioco del Milan e le azioni corali sono però due cose opposte: ci si poggia praticamente solo sulle iniziative di Menez, che tra l’altro ha tante ottime caratteristiche, ma l’altruismo proprio non sa cosa sia. Inoltre, schierando sempre due-tre mediani (come De Jong, Muntari, Essien, Poli e così via) e zero registi puri (Montolivo è una mezzala), non è nemmeno facile avere un fluido gioco di squadra. La classifica assist parla chiaro: nessun milanista nei primi 15 (la graduatoria vede in testa Candreva, seguito da Vazquez e Valdifiori). Se poi a tutto ciò ci aggiungiamo che dalle fasce, con Abate e De Sciglio che non sono grandissimi “crossatori” (e  dove spesso vengono schierati anche Bonera, Zaccardo e Bocchetti), cross buoni per le punte non arrivano, ecco spiegati tutti i motivi delle difficoltà delle prime punte. Urge trovare una soluzione,  per non poggiarsi solo sulle iniziative incostanti di Menez  e soprattutto perché Destro si è già fatto sentire: nel post partita, dopo aver toccato praticamente nessun pallone, ha dichiarato che sta avendo grosse difficoltà nell’inserirsi negli schemi di Inzaghi.

Torres Milan

 

Chievo e la grana Cerci – In questi giorni si discute molto anche di Alessio Cerci. Arrivato in pompa magna dopo Natale, sembrava colui che dovesse risollevare le sorti dei rossoneri. Invece è finito ben presto in panchina ed ora sembra stufo e si sente tradito da Inzaghi. Una ventina di minuti nelle ultime due partite sono molto pochi per un giocatore che in serie A ha dimostrato di saper fare la differenza. Inoltre con Cerci, un vero nove come Immobile ha fatto benissimo: quindi urge un suo recupero per poter dare anche a Destro la possibilità di avere accanto a sé un compagno che legga i suoi movimenti.
Intanto ci si prepara per la sfida di Sabato sera, che vedrà il Milan di scena al Bentegodi contro il Chievo. Gli uomini di Maran sono alla ricerca di punti salvezza, mentre il Milan proverà a dare perlomeno continuità ai risultati. Questo il probabile undici che scenderà in campo: Diego Lopez; Bonera, Alex (Bocchetti), Rami, Antonelli, Poli, De Jong, Montolivo (Van Ginkel), Bonaventura, Menez, Destro.

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