Roma, domani contro il Feyenoord l’ennesima partita della svolta

ROMA – “Può essere la partita della svolta”. Così Francesco Totti alla vigilia di Feyenoord-Roma (diretta h 21.05). La gara di campionato contro il Verona non lascia presagire una imminente guarigione dalla “pareggite”, ma Garcia assicura: “C’è grande voglia di qualificarsi”. Di certo, il doppio impegno contro gli olandesi, domani a Rotterdam, e lunedì con la Juventus all’Olimpico, decideranno le sorti della stagione romanista.

LA FORMAZIONE – La Roma scenderà in campo con un 4-3-3 classico. Skorupski si conferma portiere di Coppa, e prenderà il posto di De Sanctis tra i pali, come all’andata, quando fu artefice di un’ottima parata resa vana dalla mancata protezione dei difensori sul colpo di testa di Kazim-Richards. L’unico terzino destro a piena disposizione di Garcia sarà Torosidis, con Maicon infortunato e Florenzi convocato ma non al meglio della condizione dopo l’infortunio di domenica. Coppia centrale Manolas-Yanga-Mbiwa, apparsa ultimamente meno sicura dopo un avvio di stagione promettente. A sinistra si rivede Cholevas: il greco aveva lasciato spazio ad Ashley Cole contro l’Hellas Verona. A centrocampo De Rossi riprende posto nell’XI titolare, e sarà affiancato da Keita e Nainggolan. Dovrebbe così partire dalla panchina il bosniaco Pjanic, autore di una prova opaca e anonima domenica. Il tridente d’attacco sarà probabilmente composto da Ljajic, Totti e Gervinho. Tra i convocati dal tecnico francese anche Iturbe, che sta recuperando dopo l’infortunio rimediato contro l’Empoli. Pronti a fare il loro ingresso a partita in corso Doumbia e Verde.

LE INCOGNITE: GIOCO E CONDIZIONE FISICA – Una formazione sicuramente in grado di guadagnare la qualificazione agli ottavi, ma ciò che preoccupa è l’involuzione sul piano del gioco e della forma fisica della squadra di Garcia. La Roma sembra non avere intensità, non riesce ad alzare il ritmo, e così contro il Verona a un 76% di possesso palla ha fatto da contraltare un pareggio deludente. Inoltre, in serie A ma soprattutto in Europa, l’atteggiamento di una squadra determina sempre il risultato. La Roma non riesce da almeno due mesi ad esprimere un calcio di qualità. I giallorossi spesso sembrano non ragionare da squadra: il pressing offensivo è solo accennato o nullo, i movimenti disorganizzati, alcuni giocatori tendono a perdere spesso la propria posizione di competenza (ad esempio Totti, abbassandosi sulla mediana, attira a sé giocatori avversari, e la Roma si ritrova a giocare senza punta). Il tanto decantato gioco all’europea di Garcia, che lo scorso anno effettivamente diede spettacolo per vari tratti della stagione, ora sembra un ricordo. L’identità di quella Roma (pressing alto, recupero palla veloce, possesso palla produttivo, ripartenze veloci), sembra essere andata perduta. Domani contro il Feyenoord sarà l’ennesima partita della svolta, ma è molto probabile che a deciderla saranno gli episodi, in positivo o in negativo. Una eventuale qualificazione potrebbe però ridare entusiasmo a un ambiente che ormai sembra rassegnato e spento, come dimostrano le recenti prestazioni dei giallorossi.

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