A tutta B: il Carpi braccato, i saliscendi del Catania, i bomber addormentati, l’Avellin Trotta…nte e la Leonessa in Calori

IL CARPI BRACCATO – Appena poche settimane fa si celebrava la posizione di tranquillità del Carpi, che, seppur tallonato ad una certa distanza dal Bologna, continuava a mantenere un buon margine sul terzo posto, limite minimo per poter salire in A senza dover passare dai play off. Nel giro di tre settimane, invece, la situazione ha cominciato ha farsi meno tranquilla e il Carpi, ora, si sente accerchiato dal branco. E la metafora sembra calzare a pennello se si considera che, dopo il terzo pareggio a reti bianche della capolista, quello con l’Entella, che porta gli uomini di Castori a 52 punti, non solo si avvicina il Bologna, che vincendo a Cittadella, sale a 47 punti, a solo 5 dalla vetta, ad insidiare la zona promozione della rivelazione del campionato ora ci sono anche i lupi dell’Avellino, che con la vittoria nello scontro diretto con il Livorno, salgono a 45, a -7. I suddetti labronici con la sconfitta scendono al quarto posto e si vedono raggiungere dall’altra squadra più in forma di questo inizio di anno, ovvero il Vicenza, che con la vittoria casalinga sul Crotone, agguanta gli amaranto a 43 punti. Mantiene la posizione il Frosinone, grazie alla vittoria con la Pro Vercelli, con cui sale a 41 punti, mentre ne guadagna una lo Spezia, che, con la rocambolesca vittoria casalinga col Modena, sale al settimo posto, a 39 punti, scavalcando il Lanciano che, sconfitto a Bari, resta a 37 punti e scala all’ottavo posto, l’ultimo buono per i play off. Ad insidiarlo in due, a 36 punti: il Perugia, che vince in trasferta a Brescia, e il Pescara, che batte, in casa, il Catania. Ma anche la Ternana, nonostante la sconfitta interna con il Latina, restando fermo a 35 punti, mantiene a tiro la zona spareggi.

IL SALISCENDI DEL CATANIA – Sembrava che l’avvento di Marcolin avesse risollevato definitivamente le sorti del Catania, piombato all’inferno durante il girone d’andata. Poi è bastata la pausa forzata per la partita rinviata con il Modena, per riportare a galla i vecchi fantasmi. Sì perché, salita fuori dalla zona play out prima della partita rinviata, con un pareggio e la sconfitta di Pescara di domenica, è nuovamente discesa in piena zona retrocessione, con 28 punti, a pari punti col Varese, reduce dal pareggio di Trapani, e a 3 punti dall’ultimo posto, occupato dal Crotone, sconfitto a Vicenza. Tenendo, comunque, nella dovuta considerazione l’assenza di una partita, peraltro con il Modena, altra squadra che non sta attraversando uno splendido periodo di forma, la zona play out resta appena un punto sopra, con i 29 punti del Brescia (che tra l’altro è in attesa dei punti di penalizzazione che la porteranno all’ultimo posto), sconfitto in casa dal Perugia. E basta un solo altro punto, salendo a 30, per entrare in un’ampia zona che va dall’ultimo posto play out alla zona salvezza, che, al momento, comprende quattro squadre: l’Entella, quella che per classifica avulsa, al momento, occupa il posto play out, reduce dall’ottimo pareggio a Carpi, il Cittadella, che, in casa, col Bologna, trova la prima sconfitta del 2015, il Latina, che, con la vittoria di Terni, riesce ad abbandonare, dopo tanto, la zona retrocessione, e il Modena, l’altra squadra con una partita in meno, che, per 5′ di follia, resta al palo dopo la partita di La Spezia.

IN TESTA SI DORME, LARIBI SI AVVICINA – Per descrivere la situazione in testa alla classifica marcatori si potrebbe parodiare il titolo di un celebre film: Fino a 10 calma piatta. Sì, perché, praticamente nessuno dei giocatori che occupano le zone alte della graduatoria, fino, praticamente, ai 10 gol, ha gonfiato la rete in questo fine settimana. Così i leader a 14 reti restano Granoche, Castaldo, Calaiò e Maniero, a 13 ci sono Mbakogu e Marchi, a 12 Vantaggiato, a 11 Cocco e a 10 Mancosu, Caracciolo e Catellani. I movimenti principali si hanno, così, alle spalle di questi e, tra quelli che , con le proprie marcature, si stanno avvicinando alle zone di rilievo, c’è un giocatore che si sta rivelando determinante per la propria squadra, autore del gol vittoria sabato, oltre che di tre gol nelle ultime tre partite, peraltro tutti quelli segnati dalla sua squadra negli ultimi turni, portando 6 dei 7 punti guadagnati: Karim Laribi. Di origini tunisine, Laribi è però un giocatore italiano a tutti gli effetti, essendo nato a Milano il 20 aprile 1991, nel giro della Nazionale fin dall’Under 20. Comincia la carriera calcistica nelle giovanili dell’Inter, dove gioca con Balotelli, Santon, Obi e Destro e, con cui vince un Campionato Nazionale Giovanissimi. L’Inter, però, non sembra credere molto in lui e, infatti, nel 2007 lo lascia partire per le giovanili del Fulham. In Italia ci torna due anni dopo, quando il Palermo lo sceglie per la sua Primavera. Nel 2010 fa la sua conoscenza con il campionato professionistico, mandato in prestito al Foggia, in Lega Pro Prima Divisione, dove, agli ordini di Zeman, mette insieme 28 presenze e 4 gol. La stagione successiva si trasferisce in prestito, con diritto di riscatto, al Sassuolo, in B. Bene la prima stagione, con 1 gol in 7 partite, così che i neroverdi lo riscattano. Quindi fa parte della squadra di Di Francesco che, nella stagione 2012/13, vince il campionato conquistando la A, dando il suo contributo con 9 presenze. L’anno dopo, quindi, arriva per lui l’esordio in massima serie, dove mette insieme 10 presenze, senza segnare gol, fino a gennaio, quando viene mandato in prestito al Latina. Con i nerazzurri termina la stagione, giocando altre 10 partite in stagione regolare (con 2 gol) e 2 negli spareggi promozione, dove i pontini raggiungono la finale, sfiorando la A, anche grazie ad un suo gol nella semifinale di ritorno col Bari. Tornato alla base, dall’inizio di questa stagione è in prestito al Bologna, di cui è uno dei titolari inamovibili, avendo giocato, finora, 26 delle 27 partite disputate. Fulcro fondamentale del centrocampo emiliano, sta mettendo in mostra grandi doti tecniche, tattiche ed atletiche, ed anche una vena realizzative mai avuta fin qui, se è vero che, finora, ha già messo a segno 8 gol. Tre dei quali, come si diceva all’inizio, negli ultimi turni: alla 25^ mette a segno la doppietta con cui il Bologna batte, in trasferta, il Crotone, poi, dopo lo 0-0 con la Ternana, al 41′ della partita di sabato a Cittadella corregge in rete, di sinistro, un cross teso dalla sinistra di Masina, con cui vince le resistenze di un sempre ottimo Pierobon. In due partite, così, regala 6 punti fondamentali alla sua squadra nella rincorsa al Carpi, proprio in corrispondenza del rallentamento della capolista.

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TROTTA TROTTA L’AVELLIN – Si ricordava, proprio la settimana scorsa, l’importanza di un buon mercato di riparazione, pescando i pezzi giusti che, da subito, diano il loro apporto alla “causa”. Tra gli esempi che si portavano c’era anche quello di un giocatore, giovanissimo, ma già con un’esperienza internazionale importante, riportato in Italia dall’Avellino che, sabato scorso, al debutto da titolare, seppur su rigore, aveva segnato il suo primo gol con gli irpini, aprendo le marcature nell’incontro poi vinto dai biancoverdi col Frosinone. Ebbene, quel giocatore ha segnato nuovamente questa settimana, a confermare la lungimiranza degli operatori di mercato campani, e, stavolta, il suo gol è stato determinante per la vittoria finale. Parliamo, ovviamente, di Marcello Trotta. Trotta è nato il 29 settembre 1992 a Santa Maria Capua Vetere e cresciuto in provincia di Caserta, dove comincia l’attività agonistica, prima nel Real Portico e poi nell’ASD Recale, fino al 2004 quando è il Napoli a prelevarlo per il suo settore giovanile. Con i partenopei gioca fino agli Allievi, perché nel 2008 comincia la sua carriera internazionale, più precisamente in Inghilterra, venendo acquistato dal Manchester City, il quale, a sua volta, dopo un anno, lo cede al Fulham. Dal 2011 comincia un tour per la terra d’Albione, in prestito: uno scorcio di stagione al Wycombe (in terza serie, media importante: 8 gol in 8 partite), un altro al Watford (dove gioca solo una partita), poi, dopo aver vestito due volte la maglia del Fulham in Premier, il Brentford, in terza serie, con cui comincia a giocare con maggior continuità, diventando titolare e segnando, in due stagioni, 22 gol in 69 presenze nella varie competizioni. Tornato alla base all’inizio di questa stagione, è stato girato in prestito al Barnsley, fino a gennaio, quando sono andate a buon fine le trattative con l’Avellino, che lo ha acquistato a titolo definitivo, riportandolo in Italia. Già nel giro delle rappresentative nazionali fin dal 2009, vanta presenze in tutte le Nazionali, a partire dall’Under 16, fino alla U21 di Di Biagio, con cui ha già messo insieme 4 presenze e 2 gol. E, a conferma delle ottime valutazioni che si fanno sul ragazzo e, soprattutto, della lungimiranza dei dirigenti dell’Avellino, il giovane bomber va subito a segno. Sabato scorso, come detto, il primo gol ufficiale in Serie B, alla prima da titolare. Domenica, invece, impegnato con i compagni nel non facile match di Livorno, a 6′ dalla fine, è il più rapido a raggiungere una palla uscita da una mischia in area dei labronici e, con un sinistro defilato, quasi dalla linea di fondo, ad insaccare il gol del definitivo 1-0, con cui l’Avellino sbanca il Picchi, scavalcando proprio i diretti avversari e portandosi al terzo posto, a due punti dalla promozione diretta.

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LA LEONESSA IN CALORI – In questi due anni il Brescia non ha certo lesinato sul parco allenatori: ben 5 tecnici diversi si alternarono sulla panchina delle rondinelle la scorsa stagione, mentre in questa stagione sono già 4. Durato pochissimo, infatti, l’interregno di Giunta, dopo l’ennesima sconfitta, sulla panchina dei lombardi, questa settimana sedeva un nuovo allenatore, un tecnico di ritorno che alla squadra e alla città è molto legato, ricevendo reciproco affetto: Alessandro Calori. Calori, classe ’66, ha una discreta carriera di calciatore alle spalle, come roccioso difensore che non disdegnava il gol. Cominciata nell’Arezzo, sua città natale, fin dalle giovanili, l’ha visto indossare le maglie di Montevarchi, Pisa e, soprattutto Udinese, con cui si fa conoscere, giocando, da titolare fisso, raggiungendo anche i gradi di Capitano, 8 stagioni tra A e B, per un totale di 272 presenze e 10 gol segnati nelle varie competizioni. Quindi un anno a Perugia (dove segnerà il gol decisivo nella partita sotto la pioggia alla Juve, all’ultima giornata della stagione 99/00 che regalerà lo scudetto alla Lazio), poi il primo approdo a Brescia, come calciatore, con cui disputò le sue due ultime stagioni in A, mettendo insieme 63 presenze e un gol. Ancora due anni al Venezia in B, prima di appendere le scarpette al chiodo nel 2004. Fin da subito comincia la carriera di allenatore, iniziando, nella stagione 2004/05, come vice proprio al Venezia. Quindi, la stagione successiva, inizia l’avventura da primo allenatore (anche se in collaborazione con Buffoni, perché ancora sprovvisto del patentino di 2^ categoria), sulla panchina della Triestina in B. Ma è la squadra del tristemente noto Presidente Tonelotto, personaggio particolare, per usare un eufemismo, che, infatti, alla prima sconfitta, dopo 4 partite, lo esonera. La stagione successiva è alla Sambenedettese in C1, ma anche stavolta, dopo 4 sconfitte in 5 partite, è di nuovo esonero. Nel 2008, invece, viene chiamato a sostituire Carboni alla guida dell’Avellino, per provare a salvarlo dalla C1, ma non ci riesce. Molto meglio va nella stagione 2009/10 quando, chiamato ad allenare il Portogruaro in C1, ottiene la prima, storica, promozione in B della società. La stagione successiva allena in B, ma non sulla panchina della neopromossa, perché nel frattempo lo chiama il Padova, ma qui le cose non vanno come preventivato e, dopo 31 partite, dopo la sconfitta nel derby con il Cittadella, arriva nuovamente un esonero. A dicembre 2011 c’è il primo ritorno a Brescia, stavolta come allenatore, in sostituzione dell’esonerato Scienza. Le cose vanno bene fin da subito, con la vittoria in trasferta a Livorno, e, poi, una stagione, comunque, di alta classifica, con l’8° posto finale, ad un passo dai play off. Calori sta solo prendendo la mira, perché la stagione successiva, effettivamente, centra i play off, anche se esce in semifinale. Quello che sembra, comunque, un ottimo risultato, evidentemente non lo è per la società, che a fine stagione dichiara concluso il rapporto con il tecnico, con grande delusione del diretto interessato, ma anche della piazza bresciana, che in due anni si è molto legata a lui. Un’altra comparsa in B, la scorsa stagione, per 11 partite, sulla panchina del Novara, chiamato in sostituzione di Aglietti alla 15^, ma esonerato alla 25^ dopo 6 sconfitte in 11 partite. Poi, all’inizio di questa stagione, è senza squadra. Ma quando arriva la “chiamata d’aiuto” della sua Brescia non ci pensa neanche un attimo, mette da parte i rancori e accetta la sfida, sperando sia una rivincita. Sa benissimo che il compito è proibitivo: gravissimi problemi economici e una classifica deficitaria che, ben presto, quando i 5 punti di penalizzazione saranno ufficializzati, sarà ancora peggiore, relegando le rondinelle, probabilmente, all’ultimo posto. Ma questo non ha smorzato l’entusiasmo del tecnico che è arrivato senza indugi al capezzale di una vecchia amica per fare il possibile. Intanto ha ottenuto di risvegliare il coinvolgimento del pubblico che ha tratto nuovo entusiasmo dall’arrivo dell’allenatore. Meno bene la risposta del campo, visto che la partita d’esordio è coincisa con la sconfitta interna col Perugia, peraltro un’altra sua ex squadra, che mantiene il Brescia in zona play out.

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