Al Bentegodi vince la noia. Finisce zero a zero tra Chievo e Milan.

Si apre con un pareggio la 25 giornata di Serie A. Il Milan non esce dal Bentegodi con le ossa rotte, ma nemmeno a testa alta. Buon punto per il Chievo che riparte dopo la sconfitta di settimana scorsa al Castellani contro l’Empoli. Male per il Milan che non vince in trasferta da 19 ottobre.

CHE NOIA! – Primo tempo noioso, con il Chievo che non trova molte soluzioni offensive e il Milan che, come al solito, costruisce poco e si affida solo alle ripartenze di Menez e Bonaventura. Parte bene la squadra di Maran che si rende subito pericolosa, giallo-blu aggressivi non solo quando recuperano palla, ma anche quando è il Milan a dettare il gioco. Pressa alto il Chievo che blocca qualsiasi tentativo di contropiede rossonero, partita sicuramente studiata nel dettaglio. Bonaventura conferma il suo ottimo momento di forma, è, infatti, il più ispirato dei rossoneri, parte da trequartista, ma svaria su tutto il fronte d’attacco. Soffre il Milan sulla fascia destra, presidiata da Bonera, ma in generale tutta la retroguardia fatica a contenere gli avversari che si fanno vedere spesso nell’area ospite. Passaggi frettolosi e corti, poca copertura, troppi spazi concessi, sviste: è inutile elencare gli errori del Milan, perché ormai si conoscono a memoria. Si chiude a reti inviolate il primo tempo, risultato giusto per quello che si è visto. Chievo e Milan che si muovono sulla stessa lunghezza d’onda,  otto punti in otto partite per entrambe, squadre equilibrate e livello molto simile, non sbagliava Bizzarri ad a8eaaa795e1024feazzardare che le due formazioni sarebbero partite alla pari.

 QUATTRO CENTRAVANTI, ZERO GOL – Fuori Montolivo dentro Honda, questa la prima mossa di Inzaghi. Partita che cambia, un altro Milan in campo, almeno così sembrava. Rossoneri che accelerano e Chievo che paga le energie sprecate nel primo tempo.
Giapponese scatenato: corre, crea e fa tremare i clivensi e la loro traversa. Chievo che barcolla, ma non molla, resiste la squadra di Maran intenzionata a non fare una brutta figura davanti al proprio pubblico. Altro cambio per Inzaghi fuori Destro dentro Pazzini. Ancora una prestazione sottotono per il n.9 rossonero che, dopo il gol con l’Empoli, si è eclissato, che stia ricalcando le orme di Torres? Speriamo di no. Di certo le colpe non sono tutte sue. Il centravanti, infatti, è poco servito dai compagni e il feeling con Menez tarda a sbocciare. Il Milan era così abituato a giocare con il “falso nueve” che ora quello vero non lo vede proprio. Diverso l’23A2A16100000578-2856000-image-60_1417440204868approccio alla partita di Pazzini, sarà perché deve sgomitare per trovare spazio o perché la panchina gli sta stretta, ma ogni volta che entra in campo, seppur il risultato non cambi, quantomeno regala un po’ di brio alla squadra. Spazio anche per Cerci, inizialmente destinato a prendere il posto di Menez, ma De Jong chiama la sostituzione e obbliga Inzaghi alla soluzione più rischiosa: il cambio modulo, Milan in formato 4-2-3-1 proprio quando il Chievo sembra essersi svegliato. Rossoneri quindi sempre più in versione offensiva, ma quattro centravanti servono a poco. Finisce zero a zero: pareggio utile per il Chievo ma deludente per il Milan. Terzo risultato utile consecutivo? Ma anche no. Due pareggi e una vittoria bastano per una squadra di mezza classifica, non per una  come Milan, ma forse in questo momento non dovremmo meravigliarci, anzi sarebbe appropriato iniziare a considerarla tale.

 

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