Inter-Fiorentina: le pagelle del match

Le pagelle del match

INTER (4-3-1-2)

HANDANOVIC 5,5 – Attento su Diamanti, poi qualcosa non funziona nella solita uscita-kamikaze e serve la sfera a Salah per il tap-in che vale gol, partita e addio ai sogni europei. All-in!

CAMPAGNARO 5+ – Impreciso, arraffone e meno intraprendente del dirimpettaio Santon: perso lo smalto dei bei tempi, dovrebbe garantire stabilità almeno dietro e invece è da quella parte che Pasqual sfonda in occasione dello 0-1.

VIDIC 6- – Traballa anche lui come il resto della retroguardia ma sul gol di Salah il giudice lo assolverà per “concorso di colpa”. Prova a riscattarsi con due ‘frustate’ di testa sulle quali Neto è attentissimo: a conti fatti, il nerazzurro più pericoloso.

JUAN JESUS 5+ – Stesso discorso fatto per Vidic sul gol, specie se la smanacciata di Handanovic coglie tutti di sorpresa. Solita grinta, spesso però figlia di errori di posizionamento e incertezze. Il ‘giallo’ d’ordinanza per aver fermato Aquilani, poi, lo condiziona oltremodo.

SANTON 5,5 – Il migliore del pacchetto arretrato, specie in proiezione offensiva. Peccato si faccia vedere poco e, complice anche il lungo stop fino a dicembre, vada subito in riserva. Avrebbe bisogno di rifiatare ma è una delle pochissime certezze di Mancini (dal 32′ s.t. D’AMBROSIO 5,5 – Prova a spingere nel finale, lungo il binario creato da Shaqiri a destra, ma non è cosa sua raddrizzare le partite, tanto meno se viene da un mese in infermeria).

GUARIN (cap.) 6+ – La media è tra alcuni errori di imprecisione, che hanno rievocato i fantasmi del ‘vecchio’ Guarin e la verve che mette nel provare sempre a pressare il portatore di palla, spesso con ottimi risultati. Meriterebbe più fortuna sul tracciante che si stampa sul palo ma in quel caso il suo 2015 avrebbe assunto proporzioni mostruose e l’Inter, oltre che i comuni mortali, ancora non sono pronti a questa -fino a qualche mese fa- inaspettata evenienza. Comunque, più capitano lui di tutti quelli succedutisi da agosto a oggi.

MEDEL 6 – Stavolta non è il migliore in campo, come sistematicamente in tutte le ultime uscite, ma la quantità di palloni che lavora o ‘pulisce’ al limite dell’area, avviando l’azione tra Vidic e Juan Jesus, è notevole. Avesse pure visione di gioco, cambierebbe gli equilibri di questa Inter.

BROZOVIC 5,5 – Primo, vero passaggio a vuoto del croato nella sua breve esperienza italiana. Non sembra già in palla di suo, poi il tourbillon di moduli manciniani (col passaggio al 4-2-3-1 gli tocca fare l’esterno…) lo disorienta e, pur non commettendo chissà quale topica, diventa impalpabile, sovrastato dal duo Badelj-Kurtic.

KOVACIC 5 – Eccetto qualche sporadica apparizione, il croato sembra l’unico a non aver beneficiato del cambio di panchina: non è nemmeno tutta colpa sua se, anche con l’esplosione di Guarin, gli tocca fare il trequartista per trovare posto in squadra. Purtroppo il solito trotterellare si rivela infruttuoso e, con lo svantaggio, è il primo a lasciare il campo assieme all’altro ectoplasma di Podolski (dal 27′ s.t. PALACIO 5 – Ottimo impatto, capitalizza al massimo il precario stato di forma entrando nel vivo del match più di Podolski: peccato che all’83’ si “icardizzi” e, invece di servire il connazionale tutto solo, si incaponisca al tiro. Eccesso di egoismo inusuale per uno come lui e addio pareggio).

PODOLSKI 5- – Nemmeno pessimo come in un paio di precedenti uscite ma il tedesco, in qualsiasi ruolo giochi, pare un corpo avulso dal resto della squadra. Un paio di buoni spunti li ha pure, ma restano fini a se stessi, forse più per provare di essere ancora vivo che per provare a stabilire un canale di comunicazione coi compagni. Verso la panchina, in attesa di tempi migliori. Se ci saranno (dal 20′ s.t. SHAQIRI 6,5 – Come ti cambio la gara con due-tre accelerazioni e un assist -mal sfruttato da Icardi: di Xherdan Shaqiri, manuale in tedesco, edizioni Basilea -quella ‘casa’ che ha lanciato un altro talento, Salah, stasera dall’altra parte della barricata).

ICARDI 5.5 – Ci sarebbe anche un penalty su di lui, per ricordare che proprio nulla non ha combinato: anzi, lodevole quando mostra di aver imparato a ‘salire’ aiutando in fase di possesso. Giustamente sbraita quando Palacio non gli serve un pallone che quasi sicuramente avrebbe insaccato: sulla coscienza ha però un penalty  ‘in movimento’ sparacchiato fuori e che non premia un’ottima azione corale.

all. MANCINI 5+ – Eccesso di presunzione, pensando di poter inserire uno dei pochi fuoriclasse in rosa (Shaqiri) solo a babbo morto; non giova nemmeno il cambio di modulo in corsa che penalizza vari interpreti e finisce per far eclissare Kovacic. Va anche detto che l’Inter disegnata nel secondo tempo mette alle corde la Viola e che un pari non sarebbe stato immeritato. Ma paga, assieme alla squadra, una sola disattenzione e questo sarà molto più salutare, come lezione, di 100 pareggi ottenuti col cuore e poco più.

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 FIORENTINA (4-3-3)

NETO 7 – Da Nemico del Popolo a Eroe, senza passare dal via. Il suo intervento nel finale vale un gol e sigilla la vittoria. Il resto della gara è ordinaria amministrazione, ma di qualità (attento sulle inzuccate di Vidic). In attesa del ritorno di Tatarusanu ora come la mettiamo?

TOMOVIC 7- – Un cavallone sulla fascia destra che, in un paio di occasioni, trova anche modo di scherzare e travolgere Santon. Alla lunga si spegne anche perché l’inter si ricorda di avere una partita da giocare ma, scalzato da Basanta nelle gerarchie del tecnico nella difesa a 3, ritrova una sua centralità come esterno nella linea a 4. Lascia i suoi in 10 dopo un colpo subito.

SAVIC 6,5 – Ottima prova finché resta in campo (poi anche lui dà forfeit e la Viola deve terminare in 9). E’ anche vero che Icardi e Palacio graziano la difesa ospite, ma di vere sbavature non se ne ricordano. Sta trovando, a fatica, finalmente una sua maturità.

G. RODRIGUEZ 6+ – Bene come il compare di difesa anche se, a tratti, meno preciso e gli tocca pure soffrire quella peste di Vidic che, in area, ricorda ancora come fare male. Quando i due compagni di reparto alzano bandiera bianca è però lui a tenere su la baracca nel concitato finale.

PASQUAL (cap.) 6,5 -Niente di speciale ma il gol nasce a sinistra da una sua imbeccata che, poi, Salah sfrutterà a dovere. Meno appariscente di Tomovic ma più ordinato e capace di mettere la museruola a un Campagnaro già poco intraprendente di suo.

KURTIC 6,5 – Uno dei tre sloveni in campo vince la sfida a distanza coi dirimpettai del centrocampo interista e, nel primo tempo, ‘rischia’ anche di segnare il punto del vantaggio su un’ottima incursione. Sul lungo periodo potrebbe diventare uno dei titolarissimi della Fiorentina del futuro.

BADELJ 6+ – Il croato se la cava meglio dei connazionali Kovacic e Brozovic, non facendo nemmeno sentire la mancanza di Pizarro, che sostituisce, né tanto meno di un ‘califfo’ del calibro di Borja Valero. Deve ancora crescere ma, alla distanza, potrebbe rivelarsi un buon colpo di mercato.

AQUILANI 6+ – Lui, invece, cresce alla distanza dopo un primo tempo tra luci e ombre: qualche errore di imprecisione ma pure il ‘giallo’ che fa prendere a Juan Jesus. Nel finale, esce perché l’Inter prepara la corrida e Montella ha bisogno di un po’ di ‘garra’ e meno flemma (dal 35′ s.t. VARGAS s.v. – I nerazzurri hanno oramai messo le tende nella metà campo viola e lui non può manco aiutare in qualche azione di ‘alleggerimento’ o sfruttare il proprio sinistro. Poco male).

DIAMANTI 6- – Partita in chiaro-scuro di ‘Alino’ che comincia da suggeritore di Babacar (anche una velenosa punizione a registro) e poi, pian piano, deve adeguarsi al nuovo quadro tattico con Ilicic punta e Salah a fare da fionda. 90′ di sacrificio in cui il talento viene lasciato a riposo: tornerà buono già alla prossima occasione (dal 27′ s.t. JOAQUIN 5,5 – Come Vargas, entra al momento sbagliato per provare a fare la cosa giusta. Pochi spazi per il contropiede o per tenere la palla e far salire la squadra: l’Inter è tutta riversata in avanti e c’è da difendere tre punti d’oro).

BABACAR 5,5 – Pericolo costante ma sbaglia anche l’intervento sugli sviluppi di un corner e non riesce a punire ancora i nerazzurri come all’andata. Esce a causa di un malanno fisico e, involontariamente, dà il “la” all’ingresso anticipato di Salah, match-winner (dal 43′ p.t. SALAH 7- – Solo il gol, poco altro: ma è tanta roba. Arrivato come sostituto di Cuadrado e mezzapunta, si sta rivelando più letale di tutti gli attaccanti in rosa. La differenza con l’altro ex-Basilea, Shaqiri, è che lui entra prima solo per cause di forza maggiore e ha il tempo di incidere sul match. Oramai imprescindibile, anche quando, come stasera, c’è più da lottare che governare).

ILICIC 6 – Di stima. perché si ritrova ancora una volta a fare la punta e, pur di trovare minuti da titolare, lo sloveno farebbe questo e altro. Una volta uscito Babacar, diventa lui il riferimento avanzato ma è più uno specchietto per le allodole: non a caso il rapace che si avventa sulla corta respinta di Handanovic è Salah. Gara generosa ma è atteso a ben altre prove.

all. MONTELLA 7 – Squadra lineare, con poche ma precise istruzioni: nel primo tempo si fa preferire all’Inter pure senza fare granché, poi passa in vantaggio in modo cinico (caratteristica spesso di cui la Viola latita) e poi resiste strenuamente in 9. Ok la fortuna, quella c’è, ma la mano del tecnico è visibile come pure l’aver rispolverato Neto a rischio e pericolo di fare una brutta figura in solidale col portiere brasiliano già con la testa a Torino: sia col Tottenham, sia stasera scommessa vinta.

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