Formula 1, tra una settimana si riparte, tra certezze, speranze, e gialli

Formula1Logo

DEBUTTO- Il 15 marzo prossimo torna la Formula 1, che come da tradizione inizia il suo girovagare per i cinque continenti dall’Australia, precisamente dal circuito Albert Park di Melbourne. Dopo una stagione dominata dalla Mercedes, e dove la Ferrari non ha vinto nemmeno un gran premio deludendo le attese dei suoi tifosi, gli appassionati di motori si aspettano un’annata più equilibrata ed incerta. I motivi di interesse non mancano di certo, ma dubitiamo fortemente che, almeno nella prima parte, i valori in campo siano molto diversi da quelli dell’anno scorso.

MERCEDES- Le frecce d’argento, a giudicare dai test di Barcellona da poco conclusi, sono ancora nettamente davanti. Hamilton e Rosberg infatti, oltre a girare con regolarità senza problemi significativi, hanno ottenuto i giri più veloci con gomme soft, distaccando di 2-3 decimi gli avversari, che utilizzavano nelle loro migliori performances le gomme super-soft, le quali danno un vantaggio, su quella pista, di circa un secondo al giro sulle soft; il divario con la concorrenza è quindi, attualmente, quantificabile in un secondo abbondante. D’altra parte, non si poteva pensare che una superiorità cosi schiacciante della casa di Stoccarda, in uno sport dove non si improvvisa nulla, potesse essere annullata in pochi mesi; l’Albert Park è un circuito che richiede, essenzialmente, potenza e trazione, con lunghi rettilinei, brusche frenate e curve ad angolo retto, mentre non è molto esigente sul piano telaistico; può darsi quindi che la differenza sia minore di quella vista a Barcellona, pista che invece richiede tutte le componenti ai massimi livelli (e non a caso viene scelta per i test principali da tutti i team), ma la sostanza è che, almeno nella prima fase della stagione, quasi certamente assisteremo ad un monologo Mercedes.

FERRARI- La rossa è reduce da una vera rivoluzione; dopo l’addio di Luca Di Montezemolo, e il licenziamento di Domenicali, è stato messo alla porta anche il suo successore, Mattiacci, rimpiazzato a sua volta dal nuovo team principal Maurizio Arrivabene, fedelissimo di Sergio Marchionne. Più importanti, sul piano tecnico, gli addii di Tombazis e Fry, mentre è stato promosso capo progettista l’ingegnere imolese Simone Resta. Inutile poi, ricordare la partenza di Fernando Alonso, e l’arrivo del tetra campione Sebastian Vettel. La nuova SF15-T, a giudicare dai test di Barcellona e anche da quelli precedenti di Jerez, sembra avere molta più potenza della disastrosa vettura 2014, e anche, con la nuova ala anteriore, più carico aerodinamico sull’avantreno, caratteristica questa che sembra congeniale allo stile di guida di Kimi Raikkonen, apparso rivitalizzato e molto motivato. In generale,da quel poco che si è potuto capire dai test, la Ferrari sembra, fra i top team, la scuderia che ha migliorato di più rispetto al 2014, e la sensazione è che possa lottare con Williams e Red Bull per la seconda fila dello schieramento, vedendo di gara in gara le occasioni che capiteranno per vincere; non crediamo possibile invece che possa lottare seriamente per il titolo.

AVVERSARI- Mercedes a parte, avremo ancora la Williams come seconda forza, grazie soprattutto al motore tedesco, mentre la Red Bull, come nella scorsa stagione, ha avuto problemi di affidabilità ed è difficile giudicarla. Problemi che però non paiono riconducibili al motore Renault, visto che la Toro Rosso, anch’essa spinta dalla PU francese, ha invece girato con regolarità. Ricciardo sarà prima guida indiscussa e potrà far valere le sue grandi doti. Attenzione alla Lotus, che quest’anno avrà il motore Mercedes al posto del poco potente, almeno l’anno scorso, Renault, e che ha ottenuto buone prestazioni, mentre la Mc Laren, di cui diremo tra poco, sarà equipaggiata dal motore Honda, ed inevitabilmente avrà problemi di affidabilità e gioventù che almeno all’inizio ne limiteranno le prestazioni. I regolamenti sono venuti incontro ai giapponesi, consentendo loro di fare sviluppo sulla PU durante la stagione (cosa vietata alle new-entry fino all’anno scorso), e questo consentirà loro di limitare un po’ il gap del debutto. Ma certo è che la prima stagione della Mc Laren Honda si presenta piena di incognite. Sembra che i team al via saranno 10, con la Marussia, ribattezzata Manor, che si presenterà a Melbourne grazie a capitali freschi iniettati dal magnate dell’energia Fitzpatrick, anche se non si sa in quali reali condizioni.

GIALLO ALONSO- Il campione spagnolo non sarà al via del Gran Premio di Australia, e verrà sostituito dal terzo pilota Magnussen, in seguito all’incidente occorsogli durante i test a Barcellona; incidente la cui dinamica non è stata ancora chiarita. L’asturiano ha riportato una commozione cerebrale, e per prudenza i medici gli hanno consigliato di non correre a Melbourne; ma ancora non si è capito come mai la sua Mc Laren, percorrendo la curva 3 a velocità ridotta, abbia poi perso la traiettoria e abbia sbattuto contro il muretto. La prima spiegazione ufficiale della Mc Laren, il vento, è quasi ridicola; Alonso era in stato di shock e incosciente, quando è stato raggiunto, e tuttora non ricorda nulla dell’incidente. Secondo indiscrezioni, sembra che la causa vera sia stata una scarica proveniente dalla componente elettrica della PU, che ha usato il pilota come conduttore; si parla di picchi, per la MGU, di quasi 600 volt. E’ evidente che un inconveniente di questo genere metterebbe seriamente a rischio l’incolumità dei piloti, nonché danneggiare l’immagine della Honda e della scuderia, ed è forse per questo motivo che, fin dall’inizio, la Mc Laren ha minimizzato l’accaduto, dando l’impressione di nascondere la verità. Silenzi, filmati delle telecamere scomparsi, imbarazzi, spiegazioni non credibili; in una parola, c’è stata omertà, e filtrano addirittura voci di un boicottaggio degli altri team in Australia, che si rifiuterebbero di correre se non fossero fornite spiegazioni convincenti sull’incidente di Alonso. La Mc Laren non ci ha fatto una bella figura, e c’è da chiedersi se, lontano dai riflettori, i tecnici della Honda hanno davvero capito cos’è successo e sono in grado di evitare che questo inconveniente si ripeta

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *