Milan: i conti non tornano. E Inzaghi traballa sempre di più

Milanello – Lo scialbo 0-0 dell’ultima giornata, ottenuto sabato sera al Bentegodi contro il Chievo, ha destato molta delusione nell’intero ambiente rossonero. Per carità, in un momento di crisi come questo, un punto ottenuto in trasferta e per giunta senza subire gol può anche essere considerato oro colato (e dalle interviste post partita quasi è trapelato questo), però si è visto un Milan che pratica un (non) gioco davvero lento e impacciato. A confronto il Carpi sembra il Real Madrid (capito Lotito?) e persino Berlusconi, seppur felice di avere un signorsì in panchina, sembra essersi stufato di vedere il Milan in questo pessimo stato. I numeri, gli infortuni, il clima e i rapporti con i giocatori: tutto sembra andare contro Inzaghi, che a questo punto sembra davvero a rischio. Per lui la partita con il Verona potrebbe rivelarsi decisiva, ma anche in caso di successo la sua posizione rimarrà traballante fino a fine stagione, quando al 99% lascerà la panchina rossonera per far spazio ad uno tra Montella, Sabella o Spalletti (questi i nomi più papabili per la successione).

Inzaghi

I conti non tornano – Il Milan in 25 giornate ha ottenuto 34 punti: la media è di 1,36 punti a partita, davvero molto bassa se si considera che la proiezione è di soli 52 punti. Se consideriamo solo le ultime 10 giornate, i rossoneri hanno totalizzato soli 10 punti: la media è di 1, praticamente da retrocessione. Se questa non è crisi, la crisi non esiste. Poi c’è il problema in zona gol: escludendo Menez, i cannonieri del Milan sono Honda con 6 reti (ma non segna da un girone) e Bonaventura con 4. Davvero troppo poco. Inoltre il supporto di difensori e centrocampisti è davvero minimo: dai primi sono arrivati soli 3 gol (Zaccardo, Rami e Antonelli), tra i secondi si distinguono solo De Jong e Muntari con 2 reti cadauno. Nelle ultime 10 giornate, la squadra di Inzaghi è andata a segno solo 10 volte: anche in questo caso, come per i punti, la media è di 1 a gara. Persino il Cesena sta facendo meglio. Infine abbiamo gli infortuni, che ormai superano i 20 nel solo nuovo anno: gli ultimi a finire in infermeria sono stati De Jong e Montolivo. I sintomi si erano fatti sentire nei primi giorni del 2015, ora il Milan è davvero malato e ci vuole una vera cura. Un intervento di Galliani e Berlusconi darebbe ossigeno all’ambiente, ma almeno fino al prossimo weekend sono esclusi grossi scossoni. Per il momento solo l’ad si è recato a Milanello per confrontarsi con Inzaghi sul piano del gioco e con lo staff medico sul piano degli infortuni.

Honda_Milan

Clima pre-Verona – Insomma Inzaghi si prepara alla sfida decisiva contro il Verona in un clima piuttosto teso. La presenza di Galliani non è molto rassicurante e Berlusconi non si sta recando da un bel po’ a Milanello: la fiducia nel lavoro di Super Pippo è ai minimi storici. Anche i giocatori iniziano ad essere stufi della poca chiarezza del loro allenatore: Destro ha manifestato i suoi problemi di adattamento agli schemi (sempre che esistano) rossoneri, Cerci si sente escluso dal progetto, Honda si è perso, la difesa cambia sempre interpreti. Inoltre manca un vero e proprio capitano, un leader a cui affidarsi costantemente. L’unica regina incontrastata è la confusione. Per questo un successo contro il Verona sarebbe davvero prezioso per calmare tutto l’ambiente e per poter affrontare il finale di questa stagione disgraziata in maniera perlomeno vivibile. E poi ricostruire: perché per poter tornare ai vecchi fasti non basta riparare, bisogna rifondare (se possibile partendo dalla dirigenza). Ma questi sono discorsi da fare da Maggio, adesso ciò che conta è il match di sabato. Questo il probabile XI che dovrebbe scendere in campo sabato sera, nell’anticipo della 26^ giornata, contro gli scaligeri allenati da Mandorlini: Diego Lopez; Bonera, Alex, Paletta, Antonelli; Poli, Van Ginkel (Muntari), Bonaventura; Honda (Cerci), Destro, Menez.

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