Josè Callejon, da uomo imprescindibile a punto interrogativo. Le cause della crisi dello spagnolo

NAPOLI – “Segnerà 20 gol” disse Benitez quando Josè Callejon venne presentato alla stampa italiana. In pochi diedero credito a quell’affermazione, lo spagnolo non aveva catturato l’immaginario del tifoso medio. Eppure la sua importanza nello scacchiere di Rafa Benitez risultò subito evidente a tutti. Callejon lo scorso anno non solo ha segnato a raffica, ma è stato anche in grado di garantire grande equilibrio sulla fascia destra. Anche in questa stagione, dopo i mal di pancia estivi, l’ex Real era partito col piede giusto, segnando a ripetizione e realizzando i gol che Higuain non era stato in grado di garantire nelle prime giornate di campionato. Poi, all’improvviso qualcosa si è inceppato e Callejon ha perso quel feeling col gol. Le reti si sono fermate a quota 9 e da allora lo spagnolo non riesce più a segnare.

Rafa Benitez

CARATTERISTICHE – Callejon è un giocatore dotato di grande rapidità e velocità in campo aperto, doti tecniche indiscutibili, tra cui un tiro potente e preciso, coordinazione e una grande capacità di inserimento. Le sue realizzazioni sono spesso frutto di tagli devastanti, che sorprendono la difesa e portano lo spagnolo anche a tu per tu col portiere avversario. A quel punto entra in gioco la sua tecnica individuale, che gli consente di piazzare il pallone con precisione. A Napoli lo spagnolo ha mostrato quindi grandi capacità realizzative, ma sempre a conclusione di un’azione. Callejon non è come Gonzalo Higuain, capace di costruirsi un’azione da gol dal nulla. L’uno contro uno finalizzato a liberare il tiro non è la sua miglior caratteristica e neppure il dribbling puro.

COMPRIMARI – Per questi motivi si può affermare che un fattore chiave che ha consentito al numero 7 del Napoli di esprimersi ad altissimi livelli sia stato l’avere compagni di squadra capaci di premiare le sue capacità incursive, servendolo attraverso passaggi coi tempi giusti. Da questo punto di vista il primo giocatore da menzionare è sicuramente è Higuain, con la sua capacità di fare da “regista offensivo”, creando spazi e servendo i compagni. Altri due giocatori fondamentali per spiegare il rendimento di Callejon sono Inler ed Insigne. Il primo, più di una volta è stato in grado di pescare con precisione il numero 7 azzurro scavalcando la difesa. Insigne si è dimostrato il trequartista più capace di esaltare le caratteristiche dello spagnolo, grazie ai suoi lanci e alla sua visione di gioco. Numeri alla mano sono questi tre uomini a figurare più spesso tra gli assistman di Josè Callejon.

CAUSE ESTERNE
– Non è quindi un caso che il periodo difficile per Callejon sia iniziato in concomitanza con l’infortunio di Insigne e nel momento in cui Benitez è stato costretto a cambiare le gerarchie dei suoi centrali di centrocampo per garantire maggiore equilibrio ad una squadra che concedeva troppi spazi agli avversari: Jorginho ed Inler sono finiti in panchina e Gargano e David Lopez hanno giocato molte partite da titolari. La nuova coppia garantisce sì maggior filtro in fase di non possesso, ma la squadra ne perde in velocità e qualità in transizione. I tagli dunque continuano ad esserci, ma la qualità, i tempi e la precisione con cui vengono premiati, sono calati drammaticamente. Il grave infortunio capitato a Lorenzo il Magnifico poi ha finalmente (purtroppo per le circostanze) messo in evidenza la reale importanza di questo calciatore nell’economia di gioco del Napoli. Il folletto di Frattamaggiore è stato spesso criticato in maniera molto aspra, sia dai tifosi che dagli addetti ai lavori. In molti non si capacitavano di perché Rafa Benitez lo preferisse quasi sempre a Mertens, un giocatore che soprattutto lo scorso anno riusciva a cambiare volto alle partite ogni volta che veniva chiamato in causa. Ed invece l’assenza di Insigne e della sua capacità di inventare e di essere funzionale alla squadra anche in aspetti meno appariscenti ( i rientri ed i passaggi determinanti) si sono fatti sentire sia per Callejon che per il Napoli più in generale.

manolo-gabbiadini-napoli

CAUSE INTERNE
– A queste cause tecniche per la crisi dello spagnolo, vanno però aggiunte anche quelle più squisitamente psicologiche. Non è un segreto che Josè senta la mancanza di Madrid e che quest’estate non abbia preso benissimo la sua mancata cessione all’Atletico. Sicuramente una mancanza di cattiveria agonistica e una certa pigrizia nei movimenti si sono riscontrate in questa seconda stagione partenopea, anche se va dato atto che un calo fisiologico è naturale per ogni atleta e che lo spagnolo stia subendo anche un blocco psicologico dovuto alla mancanza di gol.

ORIZZONTI
– Il futuro però potrebbe rivelare notizie positive per Josè: il recupero di Insigne è dietro l’angolo e l’inserimento di Gabbiadini potrebbe non portare solo concorrenza. Infatti Benitez già contro il Sassuolo ha schierato entrambi i giocatori titolari. Indubbiamente l’ostacolo è rappresentato dal fatto che la fascia preferita la stessa per entrambi. Però le caratteristiche di Manolo possono essere complementari a quelle di Callejon: il giocatore ex Sampdoria ha la stessa propensione di Insigne a rientrare verso il centro del campo e premiare i tagli dei compagni alle spalle della difesa.
Una cosa è certa, il Napoli dopo le ultime battute d’arresto ha bisogno del miglior Josè Callejon per chiudere il discorso terzo posto ed insidiare la Roma al secondo. Anche perché Benitez ed i suoi sono in corsa su tre fronti e presto arriverà il momento dei verdetti.

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