Chievo-Roma (0-0): Al Bentegodi un pareggio noioso. Meglio il Chievo, i giallorossi non sanno più vincere

VERONA – Nella settima giornata di ritorno al Bentegodi il Chievo ospita la Roma costretta a uscire dal tunnel dei pareggi. I clivensi si affidano ad una mentalità attendista, pronta a colpire l’avversario in contropiede. Paloschi guida l’attacco al fianco dell’esperto Pellissier. Garcia opera una scelta tecnica e schiera dal primo minuto Paredes vicino a Keita e Nainggolan. Florenzi e Astori sostituiscono gli squalificati Torosidis e Yanga-Mbiwa; Gervinho ha un’altra chance ma la sciupa deludendo per tutto il match. Un primo tempo dalle occasioni centellinate, in cui il Chievo ha costruito le sue azioni sfruttando gli errori di impostazione dei giallorossi. La ripresa ripropone lo stesso copione, le conclusioni degne di nota rimangono limitate e i gialloblu prendono coraggio con l’ingresso di Meggiorini, mentre i romanisti fanno troppa confusione sul rettangolo di gioco. La sindrome del pareggio (quarto consecutivo) per la squadra di Garcia necessita di una cura. Arriverà in tempi brevi per mantenere almeno il secondo posto?

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PRIMO TEMPO IN MODALITA’ RELAX – Il primo squillo al 5’ è giallorosso con la conclusione potente ma alta sopra la traversa di Iturbe, servito in area da Gervinho. Sul fronte destro Florenzi fa buona guardia, invece Cole a sinistra è più di una volta disattento. Ne approfitta Pellissier al 9’ per scartare De Sanctis ma si allarga troppo perdendo il tempo per finalizzare. La Roma perde smalto e il Chievo diventa intraprendente in due occasioni ravvicinate con Izco e Pellissier, entrambe terminate con la conquista di un corner. Così si abbassa Totti a dare verve alla manovra della squadra con Paredes a supporto. Proprio il capitano sugli sviluppi di un corner al 15’ tira al volo di sinistro ma debolmente tra le braccia di Bizzarri. Al 17’ da un contrasto tra Nainggolan e Mattiello ha la peggio l’esterno gialloblu, costretto ad uscire in barella per un grave infortunio alla gamba (al suo posto entrerà Birsa). L’offensiva romanista passa da destra con Iturbe e Florenzi, mentre Cole stenta a spingere e Gervinho viene controllato da Schelotto. Gli uomini di Maran non mostrano una manovra organizzata e cercano spesso le sponde di Pellissier e Paloschi, oltre a ripartire dagli errori della squadra ospite. Al 29’ Paredes tenta di sorprendere su punizione il portiere avversario che neutralizza bloccando la sfera. Il Chievo cerca il guizzo con Paloschi in area al 40’, il quale prova a bruciare nel breve Astori dopo la torre di Pellissier. I clivensi chiudono in difesa la Roma, che reagisce al 43’ in contropiede con Gervinho bravo a puntare Dainelli ma angola troppo il diagonale. Paloschi risponde un minuto più tardi staccando di testa di poco sopra la traversa.

NEL SECONDO TEMPO LA ROMA E’ CONFUSA, IL CHIEVO GIOCA – La ripresa stenta decollare e la Roma è rinunciataria nelle giocate, il Chievo è pericoloso grazie all’agilità di Paloschi, tra i migliori. Al 57’ Paredes sfrutta la prima azione corale dei giallorossi e su assist di Totti conclude di potenza senza centrare l’obiettivo. Minuto 58 e Birsa dal limite va vicinissimo al vantaggio a De Sanctis ormai battuto. Garcia opta per un doppio cambio per dare una scossa alla gara: al 60’ dentro Verde e Ljajic, fuori Paredes e Totti, il modulo passa a un 4-2-3-1 con Gervinho al centro dell’attacco. La Roma non ha le idee chiare e prende coraggio il Chievo che attacca con più convinzione degli ospiti; situazione favorevole per il tecnico Maran che manda in campo Meggiorini per Paloschi al 65’. Il giro palla dei capitolini è lento e statico nei tagli offensivi, con troppi giocatori fermi a guardare il portatore. Meggiorini alla mezz’ora si accentra dopo un’azione personale e lascia partire una conclusione insidiosa ben trattenuta da De Sanctis. Iturbe all’ 80’ lascia il posto a Pjanic mantenendo un equilibrio tra velocità e qualità ma Gervinho non riesce più a seminare il panico nelle difese e troppe volte è prevedibile. Con la partita che scivola noiosamente verso il fischio finale, la conclusione di Verde viene rimpallata in angolo senza trovare gloria. Il pareggio sta veramente stretto, ma ciò che fa riflettere e il modo di esprimere il calcio da parte di una squadra che proprio un anno fa era elogiata per le prestazioni fornite. Giallorossi che non vincono più da un mese (ultima vittoria in trasferta a Cagliari), secondo posto che ora va difeso con le unghie e con i denti.

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