Chievo-Roma, le pagelle: Dainelli migliore in campo, giallorossi ancora deludenti

CHIEVO VERONA (4-4-2)

BIZZARRI 6 – Pomeriggio da spettatore o quasi. La Roma tira solo due volte in porta, senza troppa convinzione.

MATTIELLO SV – Il giovane terzino destro è costretto a lasciare il campo tra le lacrime dopo meno di venti minuti, a causa di un contrasto con Nainggolan in cui si procura una frattura scomposta della tibia. (dal 19′ BIRSA 5.5 – Lo sloveno avrebbe l’occasione di portare in vantaggio i clivensi, ma sbaglia un rigore in movimento tirando a lato da ottima posizione.

CESAR 6 – Il fortino del Chievo regge anche per merito del centrale sloveno.

DAINELLI 7 – Fondamentale il suo contributo in fase di copertura, interviene sempre in anticipo di testa, blocca numerose azioni dei giallorossi mettendo a frutto la sua grande esperienza.

ZUKANOVIC 6 – Nel primo tempo prova più volte la sortita offensiva, nel secondo resta più bloccato in difesa, come i compagni, per difendere il risultato e portare a casa un punto prezioso in chiave salvezza.

SCHELOTTO 6.5 – Per paradosso si vede più in fase difensiva che in attacco, sventando qualche minaccia nella propria area di rigore. Da premiare corsa e sacrificio.

RADOVANOVIC 6.5 – Regge il confronto con i centrocampisti della Roma.

IZCO 6.5 – Anche per l’argentino tanta sostanza in mezzo al campo, lottando su tutti i palloni rende più complicate le manovre dei giallorossi.

HETEMAJ 7 – Si propone spesso in avanti, mostrando buone doti sia in copertura che in fase di impostazione e ripartenza. Centrocampista completo e di buona affidabilità.

PALOSCHI 5.5 – Corre e pressa come suo solito, ha un’occasione di testa che però non riesce a finalizzare al meglio. (dal 65′ MEGGIORINI 6 – Riesce a concludere verso la porta eludendo l’intervento di Astori, dà profondità alle manovre del Chievo nella parte finale della gara).

PELLISSIER 6 – Uomo simbolo del Chievo, solo l’intervento provvidenziale di De Sanctis gli nega la possibilità di portare in vantaggio la propria squadra. (dall’82’ BOTTA SV)

All. MARAN 6.5 – La sua squadra ha un’identità di gioco precisa, tutti corrono e si sacrificano, riuscendo anche a mettere in difficoltà la Roma. Dopo la pesante sconfitta contro l’Empoli, i due pareggi di prestigio contro Milan e Roma danno ancora più speranza ai clivensi in ottica salvezza: il terzultimo posto è lontano sei punti.

ROMA (4-3-3)

DE SANCTIS 6 – Nel primo tempo interviene con tempismo su Pellissier, lanciato a rete. Poi non avrà più occasione di mettersi in mostra.

FLORENZI 5.5 – Il ruolo di terzino lo costringe a 80 metri di corsa. Ci mette impegno e fiato, ma talvolta pecca di imprecisione in attacco (sui cross) e non è sempre efficace in copertura.

MANOLAS 6 – Il greco ha vita facile contro il peggior attacco della serie A (solo 18 gol segnati in 26 partite). Sempre carente in fase di impostazione, delega a terzini o centrocampisti l’avvio delle manovre.

ASTORI 5 – Il suo futuro è incerto, la Roma potrebbe riconsegnarlo al Cagliari e lui non fa molto per ottenere la riconferma in giallorosso. Perde spesso la marcatura e in generale non dà sicurezza al reparto, ritardando il tempo di intervento.

COLE 5 – Tutto si direbbe, meno che nel passato di Cole ci siano otto stagioni ad alto livello il Premier League con il Chelsea. La disorganizzazione della squadra non lo aiuta, ma l’inglese non si è ambientato nel calcio italiano e in estate probabilmente volerà verso gli Stati Uniti.

PAREDES 5.5 – L’argentino mostra buona personalità ma commette qualche imprecisione di troppo. Deve ancora crescere molto prima di poter dare un contributo sensibile alla squadra. (dal 60′ VERDE 6 – Vivacizza le manovre dei giallorossi, e in una squadra lenta e compassata è uno dei pochi a metterci velocità e intraprendenza. Perde un’occasione interessante in contropiede controllando male il pallone.

KEITA 6 – Il maliano non è in gran forma ma è elemento irrinunciabile dell’XI di Garcia, soprattutto per mentalità vincente e determinazione. Sprona i compagni quando li vede in difficoltà, da lui passano tutte le azioni romaniste. Gli si perdona anche qualche errore di troppo in fase di disimpegno, nel complesso sembra predicare nel deserto.

NAINGGOLAN 5.5 – Anche il belga appare appannato dopo una prima parte di stagione di alto livello. Sfortunato protagonista del contrasto che costa al giovane Mattiello la rottura della tibia.

GERVINHO 5 – Emblema di una Roma che gioca costantemente sotto-ritmo è l’ivoriano, cui manca il guizzo finale con cui lo scorso anno mise in crisi tutte le avversarie in campionato. La prestazione migliora nel finale, quando il Chievo cede terreno e si aprono spazi invitanti, ma non basta.

TOTTI 5 – Età e condizione fisica (dopo una serie di partite giocate da titolare) ne compromettono la prestazione. Con il rientro di Doumbia anche il capitano giallorosso potrà riposare, così è impresentabile. (dal 60′ LJAJIC 6 – Il serbo, come Verde, dà vita a un reparto offensivo sterile e inoffensivo. Alcuni spunti sulla fascia sinistra si concludono con l’affondo in area ma manca l’ultimo passaggio, quello decisivo).

ITURBE 6 – Corre più di tutti, vorrebbe strafare e dimostrare il proprio valore, in parte ci riesce ma le sue accelerazioni non sono accompagnate dalla squadra. (dal 79′ PJANIC SV).

All. GARCIA 5 – La Roma non va, il primo responsabile non può che essere il suo allenatore. Il tecnico francese le prova tutte, tra cambio di formazione e modulo (oggi, nell’ultima mezzora, dal 4-3-3 al 4-2-3-1), ma la costante è sempre la stessa: il pareggio finale. Ciò che preoccupa, ma ormai da due mesi, i tifosi romanisti, è la totale assenza di gioco e di reazione. Problema fisico o di testa? Un’enigma irrisolto che per ora incatena la Roma a un presente statico da cui non sembra poter uscire. Il secondo posto, sempre meno saldo, non è meritato se si considerano solo le prestazioni del 2015.

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