Milan-H.Verona 2-2: Nico Lopez punisce i rossoneri allo scadere. Ciao ciao Mr.Inzaghi?

MILANO – È il canto del cigno per Pippo Inzaghi? Sembrerebbe di sì. I rossoneri si fanno raggiungere al 94esimo dal gol di Nico Lopez e sprofondano in una crisi mistica dalla quale sembra non riescano più ad uscire. Pazzini imbarazzante, Cerci inguardabile e Muntari da censura sono solo alcuni dei problemi che stasera ha dovuto affrontare Mister Inzaghi. Ma è a livello generale che il Milan non va.

STESSA STORIA, STESSO STADIO – Quello di stasera è stato il solito Milan. Venti minuti giocati bene, trenta male, poi altri dieci meglio, poi un lancio lungo, Bocchetti si dimentica di esser un difensore e si prende il gol del 2-2. Il Verona scende a San Siro con coraggio, velocità e proposizione e passa giustamente in vantaggio su calcio di rigore: Toni fa una specie di cucchiaio (lui stesso lo definirà cucchiaino) e sigla il vantaggio veronese. I rossoneri, pungolati nell’orgoglio, cercano una mezza reazione e la trovano su palla da fermo, con Mexes che riceve palle e con una finta si fa atterrare in area di rigore. Mene tira una bordata centrale e siamo 1-1. Ma il Milan in campo non si vede. È una squadra apatica, lenta e impacciata, che non può rendere felici i tifosi che preferiscono rimanere a casa il sabato sera invece di uscire e divertirsi. I giocatori si impegnano poco e l’esempio su tutti è Cerci. L’ex attaccante dell’Atletico Madrid dorme letteralmente in campo, non salta mai l’uomo, non tira mai in porta e l’unica cosa che azzecca è il modo in cui mettersi il cerchietto nei capelli. Un po’ poco per uno che ha lasciato il “calcio che conta” per tornare in Italia, no?

CHE SUCCEDE ORA? – E adesso, dopo l’ennesima prestazione penosa del Milan, cosa accadrà? Le strade perseguibili sono fondamentalmente due:
1- l’esonero
2- l’esonero immediato

Chiaramente sono sarcastiche le scelte possibili uguali, ma il concetto è quello. Inzaghi non può fare l’allenatore del Milan. Per un motivo semplice: non ha l’esperienza necessaria per guidare una squadra come quella rossonera. È un allenatore alle prime armi, con esperienze solo con allievi e primavera, che cambia un attaccante con un difensore in casa, contro il Verona, sul 2-1 per la propria squadra. Stiamo parlando del clœb più titolato al mondo e, di conseguenza, l’atteggiamento deve essere tale.
Non ce ne voglia Mister Inzaghi ma nel calcio, come nella vita, l’esperienza è una parte fondamentale e quando si fa un lavoro con così tanta pressione è importante poter attingere a situazioni già accadute per sollevarsi. Ma Inzaghi non può, perché è la prima volta che si trova in questa situazione.
Per il bene del Milan la scelta migliore sarebbe quindi ringraziare Filippo Inzaghi per il lavoro svolto, trovare un traghettatore e da Luglio 2015 prendere un allenatore che sappia il fatto suo.
Impresa difficile, ma non impossibile.

Dopo la ramanzina al Milan e a Inzaghi, ecco le pagelle di Milan e Verona:

Milan-Verona 2-2 (primo tempo 1-1)
MARCATORI: Toni (V) su rigore al 18′, Menez (M) su rigore al 41′ p.t.; autorete di Tachtsidis (V) al 2′, Nico Lopez (V) al 50′ s.t.

MILAN (4-3-1-2): Diego Lopez 6; Bonera 5, Paletta 5, Mexes 7 (migliore Sportmain: procura il rigore e trova il gol del 2-1. Se è in serata, il francese è certamente il miglior difensore della rosa rossonera), Antonelli 5; Poli 5, Muntari 4, Bonaventura 5,5; Menez 5,5 (dal 47′ s.t. Destro); Cerci 4 (dal 19′ s.t. Honda 4,5) Pazzini 4 (dal 32′ s.t. Bocchetti).(Abbiati, Gori, Abate, Van Ginkel, Mastalli, Suso). All. Inzaghi

VERONA (4-3-3): Benussi 6; E.Pisano 6, Moras 6, Marques 5,5 (dal 5′ s.t. Rodriguez 6), Ionita 6; Sala 6, Tachtsidis 6,5, Hallfredsson 5,5 (dal 17′ s.t. Obbadi SV); Juanito Gomez 6, Toni 6,5 Jankovic 6 (dal 34′ s.t. Nico Lopez 7 (migliore Sportmain: entra a 10 dalla fine e trova un pareggio tirato per i capelli. È l’ammazzagrandi di questo campionato). (Rafael, Sorensen, Martic, Agostini, Greco, Campanharo, Saviola, Christodoulopoulos, Fernandinho). All. Mandorlini

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