La Juve ipoteca e la Roma inquieta, la fame della Lazio e l’addio di Zola: l’editoriale della 26a giornata

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Ipoteca Juve – La 26° giornata si conclude tra le ombre e le luci del Monday Night.
La Juventus di Allegri vince (con non poca fatica) allo Stadium contro un determinato Sassuolo, portandosi a ben 11 punti dalla Roma di Totti e Garcia, grazie ad una magia del solito Pogba sul finale.
La squadra della capitale, reduce da un brutto pareggio fuori casa con il Chievo, vede così allontanarsi il sogno scudetto, aumentando il divario con i bianconeri.
E’ una Roma certamente diversa dalla temibile formazione dell’anno scorso, questo è ormai un dato di fatto. La manovra offensiva è terribilmente macchinosa, mancano gli spunti vivaci dei big e il dinamismo tattico delle compagini di Garcia; è una Roma opaca, vulnerabile mentalmente e stanca di inseguire.
Lo stesso Garcia nel post partita, con toni duri (ma sinceri), parla di una “Prova inquietante” riferendosi al match appena giocato dai suoi.
La Juve dal canto suo, si gode il momento di stop della concorrente, rifiatando mentalmente in chiave Champions. I due punti di surplus guadagnati permettono infatti alla torinese un possibile turnover contro il Palermo, per prepararsi al meglio alla sfida di Dortmund.

 

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Vola un’aquila nel ciel? – E’ ufficialmente l’outsider di questo campionato. La Lazio di Pioli vola letteralmente al terzo posto, raggiungendo il Napoli di Benitez. Grazie ad un poker straordinario, a cui partecipa con una doppietta un rinato Klose, batte la Fiorentina di Montella (imbattuta dal 6 Gennaio) per 4 a 0. La compagine di Pioli si dimostra così pronta e agguerrita per la corsa al secondo posto, in un momento in cui le altre big (Napoli e Roma) zoppicano tra crisi mediatiche e d’identità.
La partita contro i Viola è stata una prova di forza indissolubile: la Lazio ha fame e mezzi tecnici per mettere in difficoltà chiunque. L’ultimo match è stato un campanello di allarme per le big limitrofe, che ora hanno un altro avversario con cui fare i conti.
Tutto è ancora aperto.

 
Panchina che trema, allenatori che tornano – L’ultima giornata di Serie A è stata anche sinonimo di partenze e di arrivi. Zola dopo aver rimediato l’ultima sconfitta contro la Sampdoria di Ferrero e Mihajlovic, lascia infatti l’instabile panchina cagliaritana, in favore dell’ex esonerato Zeman. Il boemo torna così alla guida tecnica del Cagliari dopo averla lasciata solo il 23 Dicembre scorso, in seguito all’inabissamento progressivo che era culminato con la sconfitta contro la Juventus nel girone d’andata.
Il club insulare è stato chiaro: “Ci dobbiamo salvare e per farlo puntiamo su chi conosce la squadra”.
Comunque, non solo la panchina cagliaritana ha tremato in questi giorni. Anche in casa dei rossoneri i toni sono stati caldi e accesi. Super Pippo Inzaghi, rimediando un insipido pareggio contro il Verona di Toni, ha definitivamente increspato il rapporto società – allenatore, ponendosi in una situazione di precarietà di mandato tecnico. In altre parole, al Milan non importa quanto sei stato grande in passato, ma se non vinci duri poco. I vertici societari hanno comunque fatto intendere che, per ora, nessuno sta pensando all’esonero.

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