A tutta B: i Trapani scarichi, la bicicletta amaranto, i gol nuovi del nuovo Modena, le 100 di Castori e i lupi nel pollaio

IL BALZO DEI LUPI – Tutto secondo copione in testa alla classifica, dove le prime due fanno il proprio dovere e portano a casa i tre punti che ne consolidano la posizione: il Carpi va a vincere a Latina e tocca quota 59 punti, ovvero gli stessi punti che aveva il Palermo la scorsa stagione alla 30^ giornata, mantenendo il distacco sulla seconda e aumentando, quel che è più importante, quello sulla terza, il Bologna espugna Varese e sale a 51, aumentando, anche lui, il vantaggio sulla prima inseguitrice. La terza in classifica ora, infatti si trova a 2 punti, a 49, ed è l’Avellino, che con la vittoria sul Bari fa un bel salto in avanti, approfittando dei risultati delle due squadre che occupavano il terzo posto, in coppia, fino alla settimana scorsa, ovvero il Vicenza, che non va oltre il sudato pareggio a Pescara e va a 48, scendendo al quarto posto, e il Frosinone, che perde col Modena, così da restare a 47 e farsi agganciare dal Livorno vittorioso, in casa, con la Ternana. Gli ultimi due posti della zona play off sono occupati, ancora, dalla stessa coppia della scorsa settimana, Pescara e Spezia, reduci entrambe da un pareggio, rispettivamente con Vicenza e Catania, che permette loro di salire a 43 punti mantenendo, comunque, 3 punti di distacco dalla coppia di inseguitrici, sempre Perugia e Lanciano, che pareggiano nello scontro diretto, e restano a 40.

TRAPANI SCARICHI – Il Varese non esce più dalla crisi e anche il recentissimo cambio di allenatore non ha dato alcun frutto, al punto che già si parla del possibile ritorno di Bettinelli. Sabato, infatti, è arrivata l’ennesima sconfitta, stavolta ad opera del Bologna, ed ora la squadra è ultima, da sola, a 28 punti, a 3 punti dalle squadre sopra di lei e, soprattutto, a 5 dalla zona play out. Le altre due squadre che occupano i posti retrocessione diretta sono, a pari punti, a 31, il Crotone, che vince l’importante match con il Trapani e abbandona l’ultimo posto, e il Catania, che da un po’ non fa che inanellare pareggi, sommando, a quello della scorsa giornata, quello di questo sabato con lo Spezia e quello nel recupero di martedì con il Modena (0-0). La zona play out è 2 punti sopra, a 33, rappresentata dal Brescia, reduce dal pareggio a Vercelli. L’altro posto è occupato da una squadra che ha sugellato in questo modo una lenta discesa che dura, ormai, da settimane, più precisamente da 10, quando conquistò l’ultima vittoria, ovvero il Trapani, che, con la sconfitta di Crotone, resta a 34 punti e occupa, per una questione di classifica avulsa, il quintultimo posto. Pari a lui, infatti, ci sono altre due squadre, il Latina, che perde in casa col Carpi, e il Cittadella che perde il posticipo a Chiavari. Comincia a non dormire sonni tranquilli neanche la Pro Vercelli, che, con i 35 punti raggiunti col pareggio col Brescia, è appena un punto sopra alla zona play out. Ed anche la Ternana, che fino a qualche settimana fa, sognava i play off, deve cominciare a guardarsi le spalle, visto che la sconfitta col Livorno, la tiene ferma a 36 punti a +2 sulla zona calda, e la fa raggiungere dall’Entella, vittoriosa in casa col Cittadella. Numericamente parlando, antenne alzate anche per le due squadre a 37, ovvero il Bari, che perde con l’Avellino, e il Modena, che, però, è in crescita e, alla vittoria col Frosinone di sabato, somma il pareggio con il Catania nel recupero.

LA BICICLETTA AMARANTO – Ingorgo in testa alla classifica marcatori, dove, ora, sono ben 5 i capocannonieri con 15 gol. Infatti a Castaldo, Granoche e Marchi, tutti a secco questa settimana (e il Diablo aveva a disposizione due partite), si aggiungono i due bomber del Catania che occupavano, in coppia, il secondo gradino, ovvero Maniero e Calaiò, entrambe in gol nel match con lo Spezia, avendo segnato, rispettivamente, il gol del vantaggio iniziale e il definitivo pareggio. Due reti sotto, a 13, Mbakogu, sempre al palo per l’infortunio, si vede raggiungere da Cocco, che realizza il gol del definitivo 2-2 tra Vicenza e Pescara. A 12 gol resta, così, da solo, Vantaggiato, che non entra nelle marcature del suo Livorno. A 11, invece, Catellani e Ciano, si vedono affiancare da Melchiorri, che segna il momentaneo vantaggio del Pescara col Vicenza. Per finire, si infoltisce il gruppo a 10 gol, visto che a Caracciolo, Ciofani e Mancosu, si uniscono in 2: Cacia, autore della doppietta con cui il Bologna sorpassa il Varese, e Coralli, che segna l’inutile gol del Cittadella a Chiavari. Vetrina della settimana dedicata all’autore di un gol da celebrare non per l’importanza ai fini del risultato, pur avendo, di fatto chiuso la partita, ma per la bellezza della prodezza balistica, ovvero Gabriel Appelt Pires del Livorno. Appelt (come viene, spesso, per comodità, abbreviato), nasce a Resende, in Brasile, il 18 settembre 1993, e comincia a muovere i primi passi nel mondo del calcio, come centrocampista, nelle giovanili della squadra della sua città natale, in cui approda anche nella rosa della prima squadra, pur senza mai scendere in campo. Da qui lo nota e lo preleva la Juventus, per il suo settore giovanile, ma, per questioni burocratiche, deve aspettare che il ragazzo abbia compiuto i 18 anni per portarlo in Italia. Arriva così solo a gennaio 2012, ma entra subito negli schemi della Primavera bianconera, divenendone, addirittura, capitano. In estate dello stesso anno viene mandato in prestito alla Pro Vercelli in Serie B, dove comincia a farsi conoscere, nonostante si debba fermare per 4 mesi per un infortunio. Gioca, così, solo 25 partite, ma segna un gol. La stagione successiva lo vuole lo Spezia, ancora in prestito, ma anche qui il cammino è costellato di infortuni e può giocare solo 18 partite, rendendosi poco utile alla causa, così, giunto a fine stagione, entra anche lui nella centrifuga rivoluzionaria spezzina e il prestito non viene rinnovato. Così comincia questa stagione in prestito al Pescara, dove mette insieme 16 presenze, ma a gennaio viene trasferito, sempre a titolo temporaneo, al Livorno. Sette presenze per lui, finora, in maglia amaranto e, sabato, il primo gol, come detto, di pregevolissima fattura: al 73′ della partita con la Ternana, con il risultato già fissato sul 2-1 per i labronici, su un’azione generata da un corner, riceve una palla, deviata verso l’angolo destro dell’area piccola, se la alza in palleggio e, da qui, con una perfetta rovesciata, un “bicicletta” per usare un termine della vecchia scuola, insacca all’angolino opposto il 3-1 finale.

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L’esultanza di Appelt dopo il gol

MODENA NUOVO, GOL “NUOVI” – E visto che si parla di gol, non si può sorvolare sull’appuntamento settimanale col “gol giovane”. Stavolta a trarne beneficio è una squadra che sembra essere uscita rigenerata dal cambio di panchina. L’avvento di Melotti e Pavan sulla panchina del Modena, ha, infatti, fruttato, finora, 7 punti, compreso quello nella partita di recupero settimanale col Catania. Tre di questi punti sono arrivati nella partita di sabato vinta con il Frosinone e ciò grazie al gol di un giovanissimo, Luca Garritano. Garritano è un attaccante nato a Cosenza l’11 febbraio 1994, che ha cominciato l’attività agonistica nel Real Cosenza, da dove l’ha prelevato l’Inter per il suo settore giovanile. A gennaio 2011 viene ceduto in comproprietà al Cesena, nell’ambito dell’operazione che porta Nagatomo a Milano, ma resta comunque altri due anni in nerazzurro, vincendo lo scudetto con la Primavera nella stagione 2011/12 ed entrando anche nella rosa della prima squadra, con cui esordisce sia in Serie A, che in Europa League. All’inizio della stagione 2013/14 passa nelle file dell’altra squadra che ne detiene il cartellino, il Cesena, con cui esordisce in B, giocando 25 partite, più 3 incontri nei play off, contribuendo, anche con 2 gol, alla promozione in A dei bianconeri. Torna quindi, all’inizio di questa stagione, a calcare i campi della massima serie, ma gioca appena 6 partite, anche perché, a gennaio, viene ceduto in prestito, al Modena. Massima fiducia in lui fin da subito, anche da parte di Novellino, avendo giocato fin qui quasi tutte le partite del girone di ritorno. Sabato ha premiato la fiducia anche dei nuovi tecnici con un gol di estrema importanza: alla fine del primo tempo, è pronto al tap-in sulla ribattuta del palo sulla conclusione di Granoche, per l’1-0 che gli ospiti non saranno più in grado di recuperare, regalando 3 punti in un match non facile, con un avversario in lotta per i posti promozione, che significano una posizione di metà classifica e una maggior tranquillità, allontanandosi ulteriormente dalla zona retrocessione.

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LE 100 DI CASTORI – Una dei segreti del Carpi che domina il campionato è, senza dubbio, nascosto nel “manico”, ovvero in colui che guida la terribile armata dalla panchina,  Fabrizio Castori, uno che di esperienza come allenatore, ne ha da vendere. Castori, infatti, marchigiano classe ’54, senza un’esperienza di calcio giocato alle spalle, allena dal 1987 ed ha praticamente allenato in tutte le serie tra la Serie B e l’Eccellenza, conquistando allori un po’ ovunque. Sabato, con la vittoria a Latina, ha raggiunto le 100 vittorie in serie cadetta. La prima esperienza del tecnico nella seconda lega calcistica italiana, risale alla stagione 2004/05, dopo averla conquistata la stagione precedente alla guida del Cesena. In realtà la sua presenza sulla panchina romagnola è puramente nominale, perché a seguito della maxi rissa scaturita alla fine del play off promozione con il Lumezzane, viene squalificato, inizialmente per tre, poi ridotti a due anni, e, quindi il “tecnico facente funzione” è ufficialmente Gadda. Comunque sotto la sua guida, i bianconeri raggiungono un 16° posto la prima stagione, il 6° la seconda, conquistando l’accesso ai play off, dove perdono in semifinale col Torino, nuovamente 16° la terza, fino alla stagione 2007/08, in cui viene prima esonerato e poi richiamato senza riuscire a salvare la squadra dalla retrocessione. Conclusa la parentesi cesenate, la stagione 2008/09 è ancora in B, con la Salernitana, ma qui le cose non vanno molto bene, visto che viene esonerato, richiamato e di nuovo esonerato, guidando, in tutto, la squadra per 29 partite. Anche nella stagione 2009/10 allena in serie cadetta, cominciando la stagione nel Piacenza, ma, venendo esonerato già a novembre. Quindi viene chiamato dall’Ascoli a stagione in corso, e con i marchigiani disputa un’altra stagione e mezza in B, salvando quasi insperatamente la squadra nella prima stagione, ma venendo esonerato a metà della successiva, con la squadra ultima (anche perché gravata di 10 punti di penalizzazione). Per la stagione 2012/13 gli viene affidata la panchina del Varese, ma, anche stavolta, non termina il campionato. Un’altra breve parentesi alla Reggina tra ottobre e dicembre 2013, quando viene chiamato a sostituire Atzori, per essere a sua volta esonerato, va a referto per quanto riguarda le sue esperienze in B. Quindi, a giugno 2014 arriva la chiamata del Carpi. Fin qui nelle 30 giornate disputate, le vittorie sono state 16 e, quella di sabato col Latina, come detto, ha rappresentato la centesima del tecnico in B. Uomo molto pragmatico, Castori non ha badato all’alloro personale, quanto piuttosto all’importanza del risultato nell’ottica dell’obiettivo finale, visto che i 3 punti rispondono all’assalto del Bologna, mantenendo la distanza di 8 punti dai felsinei e, invece, portando a 10 i punti sulla terza, ovvero sulla, comunque, promozione diretta. Ora il Carpi ha gli stessi punti che aveva il Palermo un anno fa e questo ovviamente è un segnale importante, che nessuno può più sottovalutare, così che quando, a fine partita, pongono a Castori la domanda di rito su Lotito, il tecnico glissa, ma si toglie anche qualche sassolino “Dico solo che abbiamo i conti in regola, una rosa giovane che valorizza ragazzi pescati in serie inferiori. In una nazione normale dovremmo essere presi a modello. L’Italia è una nazione normale?”. In una Nazione normale è, di sicuro, giusto che chi domina e vince la seconda serie, salga, meritatamente, in A, checché ne dicano presidenti “lungimiranti”. Questo Castori lo sa bene e ha tutte le intenzioni di aggiungere il tassello mancante, quello della A, al suo curriculum…

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LUPI IN UN POLLAIO – In questa rubrica spesso si dà spazio a gesti edificanti e iniziative importanti compiute da società, giocatori, tifosi, perché rappresentano il lato bello del Calcio, quello di cui si vorrebbe sempre parlare. Poi, però, purtroppo il Calcio spesso ha un’altra faccia, che è quella dell’antisportività, della violenza e della, a volte, criminalità, che è quella che non si vorrebbe mai vedere e si dovrebbe, in tutti i modi, evitare. Quindi fa ancora più rabbia quando episodi poco edificanti hanno origine da quelli che dovrebbero essere l’esempio in campo di sportività e rettitudine e che, soprattutto, sanno perfettamente di poter rappresentare, con i propri comportamenti, pericolose micce pronte a far esplodere disordini. Il riferimento è a Avellino-Bari, giocata sabato e vinta dagli irpini per 2-0, ed accompagnata dalla stessa confusione che avrebbero potuto creare, davvero, dei lupi entrando in un pollaio di galletti. Il clima tra le due tifoserie è già caldo, per strascichi derivanti dalle due precedenti occasioni (Coppa Italia e andata) in cui le due squadre si sono incontrate e l’arrivo degli 800 tifosi baresi allo stadio porta già con sé il ferimento di due steward ai tornelli del settore distinti. Quindi ci pensano i giocatori a buttare benzina sul fuoco nelle fasi di ricognizione del campo un’ora prima dell’incontro: le vecchie ruggini tra Zito dell’Avellino e Sabelli del Bari, derivanti dalla scorsa stagione, quando il primo giocava nella Ternana ed ebbe un incontro poco amichevole col secondo durante Ternana-Bari, che portò ad un doppio cartellino giallo per il rossoverde, tornano alla ribalta quando Zito, nell’entrare in campo, getta dell’acqua contenuta in una bottiglietta in direzione del difensore del Bari (peraltro fuori per infortunio), dando origine ad una rissa placata a fatica che non fa altro che scaldare gli animi sugli spalti. Poi, a rincarare la dose, ci pensano, ancora, i giocatori dell’Avellino, mostrando poca sportività sia durante che a fine partita: il gol del raddoppio viene festeggiato con un trenino e Zito imita il verso sbeffeggiante di un galletto, mentre, a fine partita, Castaldo si fa dare la lavagna luminosa e mostra a tutti la scritta “2-0”. A rincarare la dose, se ancora ce ne fosse bisogno, Ebagua viene provocato dal personale sul campo mentre si dirige verso l’uscita dal terreno di gioco e Paparesta denuncia di essere stato oggetto di pesanti insulti e bersaglio di sputi e lanci di monetine. Ora tutto è affidato alla Procura Federale che dovrà decidere circa le responsabilità oggettive. Molto probabile una multa, poco probabili squalifiche del campo o gare a porte chiuse, perché sulla società irpina non pendono diffide. Quale sarà la pena, si è comunque assistito, in una Serie B, finora, piuttosto corretta, a qualcosa di cui avremmo fatto volentieri a meno.

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