E. League: Inter travolta nella ripresa a Wolfsburg. Finisce 3-1 per i tedeschi

Palacio illude i nerazzurri in avvio: poi le solite amnesie difensive e due gentili ‘cadeaux’ confezionati da Carrizo, spianano la strada al Wolfsburg che, nel finale, rischia pure di dilagare. 

WOLFSBURG (Germania) –  A Wolfsburg un secondo tempo da shock manda (quasi) in frantumi le aspirazioni europee dell’Inter. L’andata egli ottavi di finale in Germania è amara per i nerazzurri che pure erano passati in vantaggio subito con Palacio. Poi, i biancoverdi hanno cominciato a macinare gioco e sfruttando soprattutto le amnesie della retroguardia ospite (stasera ‘sugli scudi’ Juan Jesus e soprattutto Carrizo che, nella ripresa, regala due reti a De Bruyne), mette una seria ipoteca sul passaggio del turno. Rammarico per Mancini, che ci ha messo del suo: i tedeschi non si sono mostrati lo spauracchio annunciato alla vigilia ma hanno comunque portato a casa la missione facendo leva sull’immaturità di un’Inter che stenta a crescere, e chissà quando mai lo farà.

COSI’ IN CAMPO – I padroni di casa confermano il 4-2-3-1 a trazione offensiva con Guilavogui a comporre la diga centrale assieme a Luiz Gustavo (obbiettivo di Mazzarri a suo tempo) e il trio composto da Caligiuri, De Bruyne e Schurrle dietro allo spietato Dost di questa ‘temporada’ Mancini, invece, non potendo convocare Brozovic, gioca la Carta Qualità e piazza, nel centrocampo a tre, il brasiliano Hernanes sul centrosinistra anziché Kuzmanovic; in avanti, Shaqiri è il trequartista dietro il duo argentino Icardi-Palacio. 

SCIOGLIE LA ‘TRENZA’ AI CAVALLI DEL WOLFSBURG – E’ proprio il n.8 interista ad alzare la cresta in avvio e a confermare di avere più feeling col gol in Europa che in campionato (nonostante sia al quinto centro nelle ultime sei uscite): al minuto 4, D’Ambrosio recupera un pallone preziosissimo e serve Icardi che, con un assist delizioso, mette il connazionale davanti a Benaglio: destro dritto per dritto, 1-0 e ammutoliti i vivaci 30mila spettatori della “Volkswagen-Arena”. A differenza di quanto ci si può aspettare, il gol non porta l’Inter a rinculare come spesso è accaduto in passato ma gli ospiti giocano a viso aperto contro i tedeschi, fallendo -poco prima del pari tedesco- anche il punto del 2-0. Il Wolfsburg, in campo aperto, è pericolosissimo e, già dopo pochi minuti, le due squadre sono fatalmente allungate. Eppure l’Inter il gol lo prende su angolo quando Juan Jesus (ahi!) dimentica Naldo che, su potente inzuccata, piega i pugni di un ottimo Carrizo e aggiorna di nuovo il punteggio sul tabellone (28′).

FINALE DI TEMPO, L’INTER BALLA COI LUPI – La prima frazione vede uno Shaqiri ispirato più che altro in avvio e un Hernanes in palla che, al 22′, si vede rimpallato il tiro a botta sicura, poco prima che il brasiliano dei biancoverdi ristabilisca la parità. Nel Wolfsburg, contrariamente alle attese, sono Caligiuri sull’out sinistro e Vieirinha (partendo dalle retrovie a destra) a mettere in ambasce la difesa nerazzurra più che i protagonisti annunciati, che ha si il merito di difendersi bene ma pure quella sgradevole sensazione di poter capitolare in qualsiasi momento. La rete incassata su corner alla mezz’ora è frutto di un errore individuale ma sposta l’inerzia della gara a favore dei Lupi (in difficoltà sia D’Ambrosio sia Santon) che si vedono negare il raddoppio da un Carrizo che, in Europa League, prima di stasera, stava sta dimostrando di essere giusto qualcosa in più che una semplice riserva: prima dell’1-1 salva in angolo su Caligiuri, poi nega il giusto premio a Vieirinha dopo un gran primo tempo (manona sul tiro al volo del portoghese al 43′). Peccato che nella ripresa…

CARRIZO AMARO – Si ritorna in campo con una novità: fuori, a sorpresa, il nazionale tedesco Schurrle e dentro Trasch, mentre Mancini manda subito a scaldare il contingente slavo (Kuzmanovic, Vidic e Kovacic) seduto in panca. E colui che aveva tenuto su la baracca nel primo tempo diventa quello che abbassa, forse definitivamente, la saracinesca sulle speranze europee di un’Inter che, alla distanza, si squaglia come sempre (nonostante stasera l’illusione iniziale). Ci provano subito Caligiuri e l’attivissimo Rodriguez (52′) mentre a far rifiatare i nerazzurri è solo un tentativo di uno spento Guarin che spara in bocca a Benaglio. A dire il vero, al 57′, Palacio si mangia l’occasione per raddoppiare quando, ben imbeccato da Santon, si incarta su se stesso e, pur da solo, mette a lato. I nerazzurri, sostanzialmente, muoiono lì. Perchè, come nel primo tempo, dopo l’occasione di Hernanes, arriva il 2-1 del Wolfsburg. Prima, però, Mancini mette dentro Vidic al posto dell’ex laziale, passando di fatto al 3-5-2: modulo che gli ospiti, dopo l’era mazzarriana, dovrebbero aver introiettato e invece sarà l’inizio della fine. Protagonista in negativo è Carrizo che regala due gol ai biancoverdi. Prima, gioca male un pallone su Juan Jesus che, intercettato da Vieirinha, viene servito per De Bruyne che firma il facile gol del sorpasso (63′). Poi, su una punizione causata da Vidic (subito ‘giallo’ per lui), si tuffa al rallentatore -e sul suo palo…- sul tiro ancora del belga De Bruyne: 3-1 (75′) e notte fonda. In 12 minuti i nerazzurri buttano via quanto di buono costruito nel primo tempo.

ECCESSIVA SI, MERITATA PURE – Il finale è sofferenza ulteriore, con la difesa dei milanesi che sbanda paurosamente e ancora De Bruyne a chiudere un triangolo e a sfiorare il punto del 4-1 nel recupero: punizione eccessiva per l’Inter ma, per certi versi meritata. L’ottimo avvio viene oscurato dalle scelte di Mancini (anche se questo è un facile ragionamento a posteriori: perché Carrizo?) e dal modo in cui ridisegna nella ripresa una squadra che, va detto, già stava imbarcando acqua di suo. I cambi di Shaqiri e Santon per Kovacic e Kuzmanovic non sortiscono alcun effetto e così i nerazzurri tornano a Milano con le pive nel sacco, frustrati inoltre dalla delusione di aver pensato, per un attimo, di sfangarla dopo il lampo iniziale. Ma il Wolfsburg è squadra più quadrata e sicura dei propri mezzi (al di là delle individualità che, stasera, non hanno brillato) e al ritorno le basterà un po’ di sana gestione per staccare il pass per i quarti. Un impeto di orgoglio della squadra del Mancio, per una di quelle serate da dentro-o-fuori che a “San Siro” non si vedono più, oppure ogni sogno di grandezza è rimandato all’anno prossimo, come stancamente ci si ripete da quattro anni?

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WOLFSBURG-INTER 3-1 (1-1)

RetiPalacio (I) al 5′, Naldo (W) al 28′ p.t.; De Bruyne (W) al 18′ e al 30′ s.t.

WOLFSBURG (4-2-3-1): Benaglio 6; Vieirinha 7 (87′ Perisic s.v.), Naldo 6,5, Knoche 6, R. Rodriguez 6,5; Guilavogui 6, Luiz Gustavo 6,5; Caligiuri 7, De Bruyne 7, Schurrle (46′ Trasch 5,5); Dost 5 (70′ Bendtner 5,5). ​All.: D. Hecking 6,5

INTER (4-3-1-2): Carrizo 4; Santon 5,5 (82′ Kuzmanovic s.v.), Ranocchia 6,5, Juan Jesus 5, D’Ambrosio 5,5; Guarin 5, Medel 6, Hernanes 5,5 (58′ Vidic 5); Shaqiri (82′ Kovacic s.v.), Palacio 6; Icardi 6.  All.: R. Mancini 5

Arbitro: S. Marciniak 6,5

Ammoniti: D’Ambrosio (I), Icardi (I), Ranocchia (I), Vidic, (I) Naldo (W)

MIGLIORE IN CAMPO SPORTMAIN: Vieirinha (W)

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