Il Toro paga l’uomo in meno: 2-0 dello Zenit a San Pietroburgo, al ritorno servirà l’impresa

Urbano Cairo, presidente del Torino

SAN PIETROBURGO – Un Toro sottotono e un po’ nervoso perde la temuta trasferta in terra russa. Al Petrovskij lo Zenit di VIllas-Boas approfitta del vantaggio numerico per l’espulsione di Benassi e rifila due gol ai granata, centrando il dodicesimo successo casalingo consecutivo in Europa League. Dopo quella di Bilbao, al Toro servirà un’altra impresa per passare ai quarti di finale.

AVVIO PRO ZENIT – Si parte senza particolari sorprese: Villas-Boas mantiene il suo assetto preferito con il 4-2-3-1, Ventura fa lo stesso con il suo 3-5-2. L’avvio è comunque dei padroni di casa, con i granata che si coprono molto e tentano qualche contropiede ogni tanto. La superiorità tecnica e la verve dello Zenit si vedono comunque subito così come, per fortuna del Toro, la buona vena del portiere Padelli.

ROSSO PER BENASSI E GOL DI SHATOV – Tra i granata, Benassi denota subito un certo nervosismo. Prima spende un giallo per fermare Hulk e poi, a ridosso della mezz’ora, commette un fallo più che ingenuo su Witsel che gli costa il secondo cartellino. Inutile dire che lo Zenit ne approfitta, aumenta la pressione ed al 38’ passa: tiro di Shatov, Padelli respinge, Glik non riesce a spazzare e il centrocampista belga ribatte in rete. Nel finale i russi raddoppiano con Rondon, ma il gol viene annullato per un presunto fuorigioco (ma l’attaccante sembrava in linea con Molinaro).

SECONDO TEMPO: 2-0 DI CRISCITO – Le difficoltà dei granata si confermano ad inizio ripresa, con la complicazione dell’uomo in meno. Lo Zenit riprende a premere ed al 10’ raddoppia: tiro di Hulk, palla sul palo e Criscito ribadisce in rete. I ragazzi di Villas-Boas non sembrano accontentarsi, vogliono il colpo del ko e mettono alle corde la difesa granata che barcolla ma non molla.

UN PO’ DI TORO DA METÀ RIPRESA – Con il passare dei minuti il Toro prova a farsi vedere, con qualche timido tentativo più che altro di Farnerud. Non sembra comunque giornata né per gli attaccanti né per i difensori granata. Nel finale i ritmi però si abbassano; lo Zenit sembra appagato, il Toro prova ogni tanto a far male con il subentrato Maxi Lopez ma senza grandi sussulti. Negli ultimi minuti ci prova anche Farnerud ma non centra lo specchio della porta. Finisce così, con qualche rimpianto per aver giocato quasi tutto il match in dieci e qualche timida speranza per il ritorno.

 

ZENIT SAN PIETROBURGO-TORINO 2-0
Marcatori: pt 38′ Witsel, st 8′ Criscito.

Zenit (4-3-3): Lodygin; Smolnikov, Garay, Neto, Criscito; Javi Garcìa, Witsel (st 45′ Tymoshchuk), Shatov (st 36′ Ryazantsev); Hulk, Rondòn, Danny. A disposizione: Baburin, Lombaerts, Reuv, Mogilevets, Sheydaev. Allenatore: Villas-Boas

Torino (5-3-2): Padelli; Darmian, Maksimovic, Glik, Moretti, Molinaro; Benassi, Gazzi, El Kaddouri; Martinez (pt 33′ Vives; st 7′ Farnerud), Quagliarella (st 28′ Maxi Lopez). A disposizione: Castellazzi, Silva, Bovo, Amauri. Allenatore: Ventura.

Arbitro: De Sousa (Portogallo)

Espulso: pt 27′ Benassi.
Ammonito: pt 12′ Benassi, 34′ Javi Garcia, st 19′ Smolnikov, st 42′ Ryazantsev, st 42′ Glik, st 48′ Molinaro.

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