Formula 1: il caos del primo giorno di scuola

MELBOURNE – Come ogni primo giorno, anche quello della Formula 1 è abitualmente piuttosto caotico. Basti pensare a quello dello scorso anno, durante il quale tecnici e piloti si chiedevano se qualche macchina sarebbe stata in grado di tagliare il traguardo indenne da guasti e avarie. Il primo venerdì di prove della stagione 2015, tuttavia, verrà sicuramente ricordato come uno dei più complessi e confusi della storia del Circus: osserviamo i nodi cruciali nel dettaglio.
ALONSO/McLAREN – Fernando non c’è, e questo lo sanno tutti, non perché lo si è letto sui giornali ma perché, come affermato da Felipe Massa, si avverte un vuoto in pista e nel paddock. Alonso è stato vittima di un inspiegabile, e inspiegato, incidente negli ultimi test di Barcellona, e a causa della commozione cerebrale riportata gli è stato consigliato di non correre l’evento inaugurale di Melbourne. Molti continuano ad essere i lati oscuri della vicenda, e i sospetti sulla fragilità della McLaren-Honda non sono che evidenziati dall’incidente occorso oggi a Magnussen, vittima di uno strano cedimento all’anteriore che lo ha condotto, seppur a bassa velocità, contro le barriere. L’asturiano tornerà per il prossimo appuntamento, e la curiosità di sentire il suo punto di vista sull’accaduto è molta, moltissima. Per il momento bisogna accontentarsi delle frasi vaghe di Ron Dennis ed Eric Boullier che, nel frattempo, devono vigliare sulla difficile situazione tecnica.
SAUBER – Il caso Sauber è un festival grottesco di errori, accuse e querele: i driver titolari del Team, Felipe Nasr e Marcus Ericsson, non hanno potuto svolgere la prima sessione di libere poiché, in mattinata, il tribunale locale si è pronunciato in favore del terzo pilota Giedo Van Der Garde, il quale, secondo la corte, ha il diritto di correre tutta la stagione. Nonostante ciò l’olandese non può guidare, in quanto sprovvisto della Superlicenza, poiché la stessa Sauber non ha inoltrato le pratiche alla FIA per fargliela avere. In questo marasma, la scuderia elvetica ha dovuto dimostrare la buonafede nei confronti di Van Der Garde, che è salito sulla macchina ferma con la tuta di Ericsson e il sedile di Nasr, per evitare che gli ufficiali giudiziari, appostati da stamane all’ingresso della pista, chiudano il box e sequestrino tutto, secondo le disposizioni del tribunale in caso di inadempienza verso Giedo. La seconda sessione ha visto in pista i titolari, a dimostrazione che la buffonata della tuta ha convinto i finanzieri a lasciar correre il Team svizzero che, nonostante ciò, si troverà presto ad affrontare un nuovo round nel match all’ultimo sangue col proprio terzo uomo.
MANOR – La Manor, ex Marussia, non naviga certo in acque più serene dei colleghi Sauber. Il Team è riuscito a portare materiale e piloti, Will Stevens e Roberto Mehri, in Australia, ma sono sprovvisti dei software per far funzionare la power unit, in seguito alla formattazione di tutti i portatili della scuderia, che dovevano essere venduti durante la fase di amministrazione controllata per saldare parte dei debiti. Anche con il software, tuttavia, sarebbe assai difficile per il Team raggiungere il limite del 107%, poiché la nuova macchina non è altro che quella vecchia resa conforme ai nuovi regolamenti.
DEBITI – Molte squadre hanno seri problemi di debiti: Sauber, Force India e Lotus hanno ricevuto un bonus sui premi futuri per pagare la fornitura annuale degli pneumatici, mentre in molti hanno dovuto cambiare alloggio poiché da quest’anno gli albergatori australiani, non tanto fessi, hanno dovuto esigere i pagamenti anticipati delle camere, annullando le prenotazioni non pagate. Tutto ciò dovrebbe far riflettere, e non poco, Ecclestone e soci sull’ormai decadente gestione finanziaria della Formula 1: è ora di fare qualcosa.

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